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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing® - Rolfing®: armonia ed equilibrio nella struttura corporea attraverso il tocco e l'educazione al movimento. Integrazione Strutturale, Postura , Benessere, Fascia
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"La propriocezione è la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, anche senza il supporto della vista." [fonte: wikipedia] Sotto un interessante video sugli avanzamenti scientifici della Dott'ssa Carla Stecco sulla fascia in relazione alla propriocezione. La Dott.ssa Carla Stecco (Chirurgo ortopedico, professore di anatomia umana e scienze motorie all'Università di Padova)
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Rolfing per il miglioramento dello stato di salute mentale e corporeo Ecco la video intervista rilasciata dal Certified Advanced Rolfer™ Alfredo Cerra alla radio "byNight Roma" (104.5FM). Si parla di Rolfing® come tecnica manuale per il miglioramento dello stato di salute mentale e corporeo, esempi aneddoti e benefici. Alfredo Cerra è un Certified ADVANCED Rolfer™ e Rolf Movement Practitioner attualmente attivo a Roma. Maggiori informazioni qui
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Si vive sempre più a lungo e si diventa ‘anziani’ sempre più tardi. Sono sempre di più le persone che nella seconda metà della loro esistenza desiderano mantenere un buon livello di qualità della vita, una forma fisica che non condizioni le scelte, un corpo efficace, funzionale, cosicché il tempo che passa non costituisca un limite. Cosa succede, invece, a chi si lascia sopraffare dall’avanzare degli anni? Al manifestarsi dei primi problemi c’è chi smette di usare il corpo e si chiude in spazi sempre più ristretti. Questo causa movimenti ridotti, competenze, non più usate, che via via si perdono: si cammina sempre meno, percorrendo tragitti sempre più brevi; si lavora meno a tavolino, si sprofonda sul divano, spesso basso e profondo, la colonna vertebrale si incurva, cresce la pressione a livello lombo sacrale e la postura si adegua. Non solo. Man mano che il corpo non risponde con prontezza ai nostri desideri, si fa largo nella persona anziana la paura di cadere. La conseguenza che ne deriva è il guardare in terra molto più spesso, per evitare ostacoli e sentirsi più sicuri. Questo, però, mina l’equilibrio e limita la capacità di orientamento nello spazio circostante aumentando, al contrario delle aspettative iniziali, la possibilità di cadere. Proprio così: paradossalmente, la paura di cadere è all’origine di tutte le cadute! “A tutto questo il Rolfing® offre risposte efficaci, donando elasticità, equilibrio, migliorando la postura e recuperando le competenze che vanno affievolendosi in coloro che stanno vivendo la seconda parte della loro vita – spiega Rita Geirola, Rolfer™ da oltre 30 anni – Persone che si sono rivolte al Rolfing perché avevano dolori e che ora riescono a ritrovare la voglia di camminare, alzano lo sguardo da terra, ritrovano una buona visione dello spazio che le circonda, e si trovano a poter di nuovo vivere al di fuori di spazi troppo ristretti, della loro comfort zone, nella quale si erano autoconfinati. È facile intuire che le conseguenze positive non si manifesteranno solo sul corpo, ma anche sull’umore, sulla percezione di sé”. Molte le storie che hanno segnato la vita di Rolfer™ di Rita Geirola. “Tra tutte ne ricordo in particolare due: un docente universitario, che, dopo essersi sottoposto a un’operazione per applicare una protesi all’anca ha ritrovato il tono muscolare durante le sedute di Rolfing. Al punto che non ha avuto più bisogno di sottoporsi all’operazione consigliata dai medici per l’altra anca – ricorda Rita – E un commerciante in pensione di Biella. Si era rivolto a me perché non riusciva a giocare a bocce, a causa del forte dolore dovuto a una sciatalgia provocata da un’ernia al disco. Dopo sole tre sedute ha voluto interrompere il ciclo, avendo ottenuto il risultato di muoversi senza dolore, anche grazie al fatto di avere, con una certa disciplina e consapevolezza, seguito i consigli che gli avevo dato in relazione ad esercizi da fare quotidianamente per prevenire il dolore e mantenere un buon equilibrio nell’organizzazione del corpo in gravità”. “Nell’anziano – continua Rita – i processi fisici tendono a rallentare e i tempi di recupero a dilatarsi. Con le sedute di rolfing il sistema viene rivitalizzato attraverso il tocco, che aiuta a reidratare e ossigenare i tessuti, a ripristinare mobilità, a migliorare e adeguare la coordinazione sulla base del potenziale presente al momento, con il risultato di una maggiore flessibilità, endurance, e quindi energia per fare le cose che si desidera. “Molto importante è, però, prendere coscienza che l’esercizio quotidiano è fondamentale per supportare e integrare i risultati raggiunti con le sedute: ci si riappropria di parti di sé e di competenza motoria, ma questa va agita quotidianamente, con esercizi e attività che stimolino il sistema, anche grazie a esperienze condivise con altri, oltre a quelle individuali: dal camminare, al nuotare, al danzare, a frequentare corsi di Rolf Movement®, Feldenkrais, thai chi. Insomma, quello che più si avvicina alle preferenze individuali. Da non dimenticare, poi, anche attività di studio, che stimolano il cervello a rimanere attivo e impegnato”. “Ma attenzione – conclude Rita – L’attitudine e la volontà fanno la differenza nell’efficacia delle sedute: bisogna che ci sia la volontà di stare bene. Occorre una motivazione autentica e la voglia di cambiare. A qualsiasi età”.
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Partire dal sintomo per arrivare al miglioramento della performance Un corpo rigido, dolorante, stanco, e la voglia di allenarsi che diminuisce. Sono sensazioni che gli sportivi professionisti conoscono bene: derivano dall’eccesso di sport e minano alla base la possibilità di ottenere risultati ma anche di divertirsi nella pratica sportiva. Intervenire, però, è sempre possibile. “Ho lavorato con moltissimi atleti – spiega Lucia Isabella Grazioli, Rolfer™ di Brescia – maratoneti, saltatori, che si sono rivolti a me per risolvere problemi fisici, dolori, tendiniti, contratture dovute all’eccesso di sport. Ma non è intervenendo sul singolo problema che si ottiene il risultato voluto. Il sintomo, il dolore, è semplicemente il messaggio che il corpo manda, per dirti che devi fermarti e intervenire”. In molte specialità sportive, anche olimpioniche, la risposta a queste sensazioni è un lavoro profondo sulla fascia, un intervento che non solo toglie il dolore, ma migliora sensibilmente la performance. “Sono sempre di più gli atleti di alto livello che si rivolgono al Rolfing – continua – perché la sua pratica si basa su solide basi scientifiche e permette di ridare elasticità alla fascia. La fascia è ricca di recettori, se non è elastica non permette ai muscoli di lavorare come dovrebbero. Quando è rigida è come avere addosso una tuta di acciaio: come può il muscolo dare il meglio di sé? Intervenire sulla fascia porta il corpo lavorare in modo ottimale, senza dolori e a tutti i livelli, migliorando così le prestazioni atletiche e facendo tornare la voglia e il piacere di fare sport”. Interviste by Press Sas
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Oggi vi proponiamo alcuni estratti dell'esperienza con il Rolfing di Michael Kellenberger, ballerino e coreografo professionista e perchè ha deciso di diventare un Rolfer™. Nell'intervista, pubblicata su European Rolfing® Association (rolfing.org), Michael Kellenberger - oggi Advanced Certified Rolfer® and Rolf Movement™ Practitioner - spiega perchè ha scelto il Rolfing e quali vantaggi il Rolfing può apportare ai danzatori professionisti. Come ballerino, perché hai deciso di diventare un Rolfer? "Sono diventato un Rolfer Certificato nel 2006. Prima ho ballato come ballerino e coreografo freelance realizzando progetti personali. Ma come ballerino/coreografo di solito c'è sempre un momento in cui devi decidere se voler continuare a ballare, coreografare, insegnare magari... perché ad una certa età, c'è un limite nel mondo della danza per continuare a ballare. Questo è stato il punto principale per cui ho iniziato a pensare di fare una nuova educazione per tuffarmi in una nuova professione. (...) Quali vantaggi può portare il Rolfing® ai ballerini? "Direi che, quando fai l'educazione Rolfing, puoi acquisire una conoscenza molto più profonda di come il corpo si muove in gravità, perché è davvero un argomento tangibile quando lavori sulla rete fasciale nel corpo. Fai una esperienza diretta e tangibile di cosa accade quando il tuo corpo si muove nello spazio. Le tecniche che hai imparato per stare in piedi nello spazio diventano più chiare e comprendi ancor più il modo in cui il movimento sarà espresso dal tuo corpo (...) direi che c'è molto da guadagnare come ballerino con il metodo Rolfing, ma anche che il Rolfing stesso può trarre profitto dalla tua conoscenza di ciò che il movimento può fare e di cosa il movimento riesce ad esprimere. LEGGI L'ARTICOLO ORIGINALE QUI Fonte: https://rolfing.org/articles/video/rolfing-and-dance Autore: Michael Kellenberger - Advanced Certified Rolfer® and Rolf Movement™ Practitioner
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ROLFING WEEK - 8^ EDIZIONE dal 19 al 26 maggio 2017 In occasione del compleanno della dottoressa Ida Rolf, fondatrice del metodo, L'Associazione Italiana Rolfing® lancia l'ottava edizione della ROLFING® WEEK dal 19 al 26 maggio 2017 e apre le sue porte a famiglie, ai loro bambini e a tutti gli interessati con una serie di incontri gratuiti nelle maggiori città italiane. Una opportunità unica per conoscere #gratuitamente le potenzialità del metodo, incontrare i Rolfer™ locali, comprendere i benefici e assistere ad un primo approcio al lavoro con "Lettura del Corpo" ed eventuali interventi pratici. Il numero dei posti disponibili è limitato. Per informazioni relative alle modalità di svolgimento, orari e città si prega di far riferimento alla tabella dei rolfer™ aderenti all'iniziativa in allegato
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Mi chiamo Carla e ho conosciuto il Rolfing grazie al passaparola: me ne ha parlato con entusiasmo un'amica mentre faceva il percorso delle 10 sedute. Io avevo problemi alla colonna, mi ero praticamente arresa ed ero abituata a muovermi con limitazione e dolore. Per anni sono stata seguita da un professionista, con cui ho fatto un lungo percorso, all'inizio anche interessante, ma che alla fine non aveva portato un risultato ottimale. Iniziate le sessioni di Rolfing invece mi sono resa conto che la situazione gradatamente migliorava, perché la mia la mobilità aumentava e si riduceva il raggio del dolore. Oggi, a distanza di un mese dall'ultima seduta, posso affermare che la situazione di benessere si è stabilizzata. Non ho una schiena "nuova" a causa di eccessivo sport e qualche tamponamento in auto, ma attraverso il Rolfing ho appreso come convivere con la mia schiena, a mettere attenzione alla postura e ad essere attenta al pericolo di movimenti scorretti per la schiena. Trovo che il Rolfing sia un percorso di crescita interiore, di acquisizione di confidenza con il proprio corpo e di una maggiore consapevolezza, comprendendo che i vari "pezzi" costituiscono l'UNO, un prezioso strumento per sperimentare questo pianeta. Mi sento di raccomandare il percorso a chiunque anche come interessantissimo lavoro personale. Sono soddisfattissima della professionista che ho incontrato, che oltre ad essere preparata e coscienziosa, è disponibile e generosissima.
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Gli effetti collaterali della tecnologia moderna sono svariati, dalla perdita di sonno, causati dalla luminosità dello schermo, all’alterazione posturale derivante dalla caratteristica posizione che si assume quando guardiamo i nostri smartphone, al cui riguardo la ricercatrice Amy Cuddy della Harvard Business School, scrive: “stanno trasformando la nostra postura, contorcendo i nostri corpi in quello che il fisioterapista neozelandese Steve August definisce iGobba (‘iHunch’). Ecco un interessante approfondimento in italiano sulla iGobba, un articolo pubblicato su Rolfing® Sicilia: LEGGI TUTTO Fonte: Rolfing® Sicilia - www.rolfingsicilia.it Original Source: New York Times
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Abstract dell’intervista Fonte: “Beyond Yoga: How Rolfing® Training Redefined My Professional Path” – intervista a Renata Takllan Rogow Leung, Certified Rolfer® e insegnante di Yoga. Testo originale di Sabine Becker. Articolo pubblicato su: www.rolfing.org Oggi vi proponiamo un abstract della seconda parte dell’intervista a Renata Leung, - Certified Rolfer® e insegnante di Yoga. - un approfondimento che racconta come la formazione in Rolfing® abbia trasformato radicalmente il suo modo di vivere, insegnare e comprendere il corpo. Se nella prima parte Renata aveva condiviso il ruolo dello Yoga come bussola interiore in un momento difficile, qui entra nel cuore di ciò che il Rolfing ha portato nel suo percorso: un cambio di paradigma, una nuova percezione del corpo in relazione al mondo. La Relazione Renata descrive come la formazione in Rolfing abbia aperto prospettive che lo Yoga, per quanto ricco e prezioso, non le aveva ancora svelato. Il tema centrale è la relazione: non solo con sé stessi, ma con la gravità, con lo spazio e con gli altri esseri umani. Lo Yoga l’aveva guidata verso la calma interiore, il rientro alla “casa del corpo”. Ma il Rolfing le ha insegnato ad abitare quella casa nel contesto più ampio della realtà fisica ed emotiva, a percepire il dialogo continuo con la gravità, a riconoscere come il corpo si organizza, arretra, si espande o si contrae nel rapporto con ciò che lo circonda. In questo senso, Renata racconta come il Rolfing l’abbia aiutata a sciogliere vecchi meccanismi: l’insicurezza che la portava a “rimpicciolirsi” e la spinta opposta che la portava a esagerare nello sforzo. Il lavoro sul corpo in gravità le ha mostrato un’altra via: l'equilibrio non nasce dalla tensione, ma dalla capacità di lasciarsi sostenere, di percepire le forze che salgono dal suolo e quelle che ci attraversano nello spazio. Una consapevolezza che non è più solo un concetto, ma un’esperienza concreta, vissuta attraverso la percezione e il movimento. Una trasformazione personale diventata anche professionale Questa trasformazione personale è diventata anche professionale. Renata racconta come la formazione in Rolfing abbia arricchito profondamente la sua pratica e il suo insegnamento dello Yoga. Le ha permesso di costruire le asana con meno sforzo, più ascolto e una presenza più tridimensionale. Ha imparato a guidare i suoi allievi non solo verso un gesto tecnicamente corretto, ma verso un modo più integrato di abitare il corpo: un corpo che dialoga con lo spazio e non si impone su di esso. Non sorprende che affermi: “Il Rolfing è come un corso post-laurea nello Yoga.” L’intervista si apre poi verso una riflessione più ampia: in un mondo che valorizza l’efficienza, la performance e la tensione continua, sia lo Yoga che il Rolfing invitano a ritrovare la via della presenza, della delicatezza e della relazione. Ma è il Rolfing, per Renata, a completare davvero il cerchio, portando l’attenzione dal dentro al fuori, dal microcosmo del corpo al suo dialogo costante con l’ambiente. Renata parla direttamente agli insegnanti di Yoga che sentono il richiamo verso il Rolfing: la formazione, dice, non è solo un ampliamento di competenze, ma una trasformazione personale profonda, un percorso che arricchisce la pratica, lo sguardo professionale e il modo di stare nel mondo. Yoga l'ha riportata a casa. Il Rolfing le ha insegnato come stare in quella casa, in equilibrio con tutto ciò che la circonda. Per approfondire il racconto completo e leggere l’intervista integrale (in inglese), vi rimandiamo all’articolo originale pubblicato su rolfing.org. CLICCA QUI photo copyright © Renata Leung
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Il metodo Musireset® è un metodo unico ed efficace per aiutare tutti i musicisti a superare i problemi di distonia focale e migliorare i propri movimenti rendendoli più leggeri e veloci; unisce i principi del Rolfing® con gli studi e l'esperienza di Elmar Abram, Rolfer™ esperto, che da anni si dedica alla ricerca sulle problematiche dei musicisti (distonia focale, contratture, infiammazioni dolori e affaticamento muscolare) Per informazioni sul metodo musireset clicca qui Location: Orti Giuli GelARTEria - Via Belvedere 38 - Pesaro Time: 18:00
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"Perché il percorso proposto da questo scienziato francese del movimento riesce a fondere il lavoro sul corpo, sulla postura e sulle emozioni con una facilità stupefacente. Già responsabile del Dipartimento di Analisi del Movimento dell’Università di Parigi, è studioso e allievo di Ida Rolf, la ricercatrice newyorchese che per prima ha creduto al ruolo centrale della forza di gravità. Terapeuta delle più grandi étoile della danza, Godard lavora anche in Italia: esperto di riabilitazione post operatoria per il tumore al seno, ha contribuito ai gruppi di ricerca del CNR coordinati dall’oncologa e psicologa Gemma Martino." [Davide Burchiellaro (MarieClaire)] Di seguito l'intervista ad Hubert Godard tradotta in italiano da Rolfing® Veneto Traduzioni a cura di Rolfing Veneto • Pubblicato il 5 ott 2017
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“Martina lamentava di non avere amici e passava i pomeriggi liberi a smangiucchiare qualsiasi cosa davanti alla televisione. Dopo il ciclo di sedute di Rolfing si era iscritta a un’associazione di trekking e a un corso di hip hop e mi ha spiegato che non erano gli amici a non esserci, ma era lei non pronta ad avere amici”. È solo una delle tante storie di adolescenti che hanno fatto pace con il loro corpo quella che racconta Angela Biancalani, Advanced Rolfer™ di Firenze, che utilizza il metodo Rolfing® per migliorare la percezione di sé negli adolescenti, con vantaggi sull’autostima e sulle relazioni. “Il Sé corporeo è l'immagine del corpo che ci formiamo nella nostra mente; è il modo in cui il nostro corpo ci appare – spiega – La percezione della nostra fisicità, nelle sue molteplici sfaccettature (bello, brutto, grasso, magro, impacciato, rigido, elastico, gradevole, orribile, atletico e così via), influenza moltissimo la nostra autostima e quindi le nostre relazioni. Il Rolfing è in grado di modificare la struttura fisica (l'allineamento posturale crea un corpo più slanciato, più armonico, più elastico), di rendere il corpo un luogo più facile da abitare e migliora la percezione di sé”. “Il Rolfing® può risultare un prezioso alleato nel delicato periodo dell’adolescenza. Che la percezione di sé influisca sull'autostima è ormai un dato consolidato a tutte le età, ma questo aspetto è di particolare rilievo negli adolescenti di entrambi i sessi – continua Angela – che vivono un periodo in cui il corpo subisce dei cambiamenti tanto rapidi a volte difficilmente gestibili. Il passaggio da un fisico infantile a uno adulto passa attraverso fasi di reale disarmonia, ci si trova a vivere una trasformazione di cui si stenta a vedere l'evoluzione e l'esito. E questo genera un caos nella mente dei giovani, che si affolla di domande: chi sono? Come mi vedono gli altri? Piaccio? Non piaccio? Bene, in trent’anni di esperienza ho sentito dire spessissimo ‘mi piaccio di più dopo il Rolfing’.” Prima di piacere agli altri devi sentirti comodo dentro di te, fare pace con la tua fisicità, trovare con essa un rapporto meno conflittuale. Blocchi emozionali, traumi, conflitti, posture e stili di vita sbagliati producono restrizioni nei tessuti miofasciali con conseguente riduzione degli spazi nel corpo. Pensiamo allo spazio toracico, all'ampiezza che richiede il respiro, e poi all'immagine dell'adolescente con le spalle incurvate, il torace compresso, la testa in avanti. Quanto questo può influenzare non solo lo sviluppo di una colonna eretta ma anche l'espressione libera dei sentimenti? Il corpo di un adolescente si sta ‘ingrandendo’ e ha bisogno di trovare spazio e non gabbie e impedimenti allo sviluppo fisico e al processo psicologico. Il tocco del Rolfing allenta queste restrizioni e crea lo spazio per facilitare questa crescita. “L'adolescente per difendersi dalle proprie insicurezze, emozioni, conflitti, pressioni dell'ambiente che non riesce più a gestire, irrigidisce la sua corazza generando posture sbagliate – conclude Angela – Ma quelle posture generano a loro volta insicurezza. E così si perpetua un circolo vizioso negativo. Allentare dolcemente con il Rolfing le tensioni miofasciali è un po' come abbattere questa corazza, ammorbidire queste difese. Così la nuova identità fisica più morbida, più spaziosa genera una percezione di sé più consapevole, un dialogo con la parti più profonde e autentiche di sé. Le esperienze relazionali diventano più gradevoli e confermano che non c’è più bisogno di quelle difese”.
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L'Associazione Italiana di Integrazione Strutturale Rolfing® è ufficialmente stata iscritta dal MISE nell'albo delle Associazioni che rilasciano l'attestato di qualità e di qualificazione professionale dei servizi prestati dai soci secondo quanto previsto dalla legge 4/2013 (artt. 4, 7 e 8). L'iscrizione di AIR al Ministero dello Sviluppo Economico, dunque, rende ufficialmente il Rolfing® una professione i cui standard di qualità dovranno essere verificati e attestati in tutela dei Rolfer™, professionisti iscritti all'associazione, e dei loro clienti! Tutti i dettagli qui LINK: legge 4/2013 (artt. 4, 7 e 8)
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Al via il nuovo programma di webinars GRATUITI promossi dall'European Rolfing® Association (ERA), che si terranno per l'intero mese di Maggio. ERA ha collaborato con alcuni dei principali insegnanti internazionali Rolfing® per offrire una serie di 7 webinars GRATUITI dedicati sia a noi Rolfers™ che a tutti i professionisti nel campo della salute e del benessere. I webinar sono ad accesso libero fino ad esaurimento posti e saranno erogati tramite la piattaforma Zoom Meeting. Ogni webinar sarà poi messo a disposizione per tutti gli iscritti che sono riusciti a seguirli in diretta. Per accedere ai webinar basta compilare il form di iscrizione e attendere le e-mail di invito con le istruzioni per accedere; queste verranno inviate a partire da due giorni delle date in programma. QUI LA LISTA DI TUTTI I WEBINARS IN PROGRAMMA Tra i Teachers, nomi illustri del panorama Rolfing® Internazionale: Robert Schleip, Pedro Prado, Jonathan Martine, Pierpaola Volpones, Kathrin Grobelnik, Kevin Frank, Caryn McHose, Juan David Velez e Peter Schwind.
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Rolfing S.I. e Stress: estratti delle conferenze In questa sezione dedicata agli approfondimenti troverete gli estratti delle conferenze che spiegano il metodo di Integrazione Strutturale Rolfing come strumento per diventare consapevole delle dinamiche interne e abbassare la soglia di stress. Relatori delle conferenze: Rita Geirola (Presidente AIR), Luigi Negro (psicologo e psicoterapeuta), Andrea Meynardi (Certified Rolfer). Organizzatrice: Daniela Risser (Certified Rolfer)
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Segnaliamo questo interessante articolo di Marcel Teeuw - Certified Rolfer™ - in cui, grazie anche alle ultime dimostrazioni scientifiche, si mette in relazione la Fascia con i dolori muscolari. Ecco un estratto, per la lettura completa si rimanda al sito di origine attraverso il seguente link. "Noi sportivi viviamo con i nostri dolori muscolari. I dolori post-gara o post-allenamento ci dicono che abbiamo lavorato, mentre odiamo i dolori cronici e ricorrenti. Fino a poco tempo fa, nelle palestre ci insegnavano che il dolore è causato da un accumulo di acido lattico o da microtraumi nel tessuto muscolare. Il dolore stesso è un segnale di andare piano e dare tempo al recupero. Nuove ricerche indicano che anche le fasce c’entrano con il dolore. Le fasce sono il tessuto bianco di collagene che passa attraverso i muscoli, li avvolge e li collega con tendini e ossa. Le fasce formano una rete che non solo avvolge e connette i muscoli ma anche i nervi e gli organi e si estende da sotto la pelle fino all’interno delle singole cellule del corpo. Davvero affascinante..." Fonte: www.liguriasport.com Autore: Marcel Teeuw
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Il respiro, veicolo di comunicazione tra l'interno e l'esterno del corpo, è fondamentale e intimamente connesso alla salute fisica ed emotiva della persona: qualunque disordine posturale o di movimento interferisce sulla capacità di un respiro fluido, così come stress e disturbi emotivi ne alterano l'equilibrio. Allo stesso modo, problematiche relative al respiro (asma, allergie ecc.) con il tempo alterano la funzionalità del corpo e la salute emotiva della persona. Le ricerche attuali hanno dimostrato una relazione diretta tra respiro e Sistema Nervoso Autonomo: l'inspirazione sollecita il Sistema Nervoso Simpatico, connesso agli stati di allerta e di risposta alla minaccia. l'espirazione attiva il Sistema Parasimpatico, che produce un effetto calmante su corpo e mente. In un corpo sano, il respiro si modula costantemente in risposta agli eventi, spostandosi, a seconda del bisogno, da una respirazione maggiormente attivante, dove predomina l'inspirazione, ad una "calmante" , dove invece predomina l'espirazione. Deviazioni posturali e funzionali, così come stress ripetuti, alterano la resilienza del respiro e generano delle "fissazioni" in una delle due fasi respiratorie: Le persone "congelate" in inspirazione presentano un'attivazione cronica del sistema nervoso simpatico: sono in uno stato continuo di allerta, iper reattive, non riescono a rilassarsi e "lasciar andare", hanno letteralmente i "nervi a fior di pelle". Spesso presentano una postura rigida e un respiro "alto", con contrazione cronica dei muscoli inspiratori, rigidità a livello di spalle e collo e restrizioni nella schiena. Questo tipo di attivazione si accompagna di frequente a stati di ansia e stress. Le persone "fissate" in espirazione, invece, subiscono una sollecitazione eccessiva del sistema parasimpatico: sono de-connesse, spente, con tendenza all'apatia, astenia e depressione. Si genera un rallentamento della capacità reattiva e dell'attenzione, non possono "nutrirsi" della vita. La postura è "collassata", con spalle chiuse in avanti e restrizioni viscerali nella relazione diaframma-addome. Nel Rolfing il lavoro sul respiro è fondamentale Nel Rolfing il lavoro sul respiro è fondamentale: l'obiettivo non è solo di liberare le restrizioni e migliorare la capacità respiratoria generale, ma anche, e soprattutto, di ristabilire quella resilienza che permette alla persona di attivarsi quando deve affrontare le sfide della vita, e di acquietarsi quando ha bisogno di "lasciar andare" e riposare. Autore: Stefania Merzagora Certified Rolfer, insegnante di Yoga e Mindfulness
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L’esperienza di un Rolfer in Africa Per portare sollievo fisico e armonia nel movimento. Dagli Stati Uniti all’Italia e di qui all’Africa, non ha confini l’applicazione del Rolfing, il metodo di educazione corporea e manipolazione profonda nata negli Stati Uniti: riequilibra la postura, riportando il corpo alla sua efficienza e integrazione originaria. Di questo viaggio racconta Mario F., Rolfer italiano in pensione, che ha trascorso come volontario lunghi periodi in Africa, portando sollievo e armonia del movimento a centinaia di persone, lavorando in due missioni in Etiopia e Tanzania. In questi luoghi manca non solo l’assistenza sanitaria, ma anche quanto necessario a rendere la vita più facile. Sotto le sue mani sono passati anziani e adulti, piegati da una vita di lavoro nei campi e nell’allevamento, privi di adeguati ripari dal freddo, che vivono a 3.000 metri di quota in capanne dove non arriva l’acqua, la luce e il gas. Così pure, Mario, ha lavorato con bambini e ragazzi, che portano nei loro giovani corpi le conseguenze di incidenti e traumi, che talvolta toccano più la mente che il corpo. “Ho dovuto riadattare il Rolfing alla mentalità e alle esigenze di queste persone che, molte volte avevano bisogno di essere ‘riaggiustate’ – spiega Mario F. – più che trattate secondo il metodo classico del Rolfing, che richiede dieci sedute, ognuna dedicata a una parte del corpo. Spesso indicavano il punto critico e volevano un risultato immediato. Così sono stato costretto a personalizzare in modo estremo il mio intervento. Tuttavia, la loro sconfinata fiducia in me e l’efficacia del metodo Rolfing hanno reso possibile veri e propri miracoli”. Come quello che ha vissuto Mary, 16 anni, che da sei mesi viveva raggomitolata su se stessa, con gli occhi chiusi e muta. I fratelli, disperati, dopo aver consultato stregoni, suore e medici, la portavano rigida e immobile come un oggetto ogni due giorni nello studio di Mario. Dapprima si è trattato di distenderle rigidità fisiche: piano piano, alla nona seduta, stava in piedi e muoveva i primi piccoli passi. Alla fine del percorso Rolfing, ha aperto gli occhi e ha parlato: era stata promessa in sposa a un uomo che non conosceva e non voleva. Si era rinchiusa in se stessa, serrando il suo corpo, gli occhi e la bocca, per evitare di doversi sposare. Dal momento che la sua volontà non contava, solo in quel modo era sicura di poter essere rifiutata dal marito. “Il Rolfing mi ha permesso, attraverso le mani, di entrare nel dolore del suo corpo – spiega Mario – e di aprire così anche la sua mente. Ci sono dolori troppo forti da affrontare e il corpo spesso si chiude per difenderci. Nella civilizzata Europa come nel più lontano villaggio africano”. Dall’Africa, Mario ha riportato la meraviglia nell’osservare la postura di certe popolazioni, come quelle della Tanzania. “Camminare è la migliore medicina e loro sono in grado di camminare per ore – spiega – con una leggerezza che deriva loro dall’armonia nella muscolatura e dall’integrazione perfetta con la forza di gravità terrestre, che per noi invece che una leva si è trasformata in un fardello. Noi portiamo sulle spalle il peso della terra, e disimpariamo a gestirlo, dal momento che trascorriamo la nostra infanzia e gioventù seduti sui banchi di scuola, per passare poi il resto della vita dietro ad una scrivania. La nostra civiltà ci fa sedere sempre e male, e dimentichiamo cosa significhi camminare e come farlo. Guardando gli africani ho constatato quanto fosse giusta l’intuizione di Ida P, Rolf, la fondatrice del metodo Rolfing, che sottolineava come la forza di gravità influisca sulla postura e che sia necessario intervenire nel sistema nella sua interezza, riportando ordine e armonia nel corpo”.
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Dedicato a chi volesse comprendere meglio il Rolfing ®S.I., la sua filosofia e approfondire il proprio eventuale desiderio di diventare "Certified Rolfer ™" Questo workshop-weekend si propone di aiutare il candidato a comprendere se l’Integrazione Strutturale Rolfing® , il relativo metodo di studio, così come strutturato in ERA e RISI, e la prospettiva lavorativa che si apre alla fine del Training di Base, facciano al caso proprio. Si avrà la possibilità di fare esperienza del Rolfing da una prospettiva diversa rispetto a ciò che si sperimenta nel ricevere le sedute individuali. Insegnanti esperti del metodo Rolfing S.I. vi introdurranno al background teorico del Rolfing e si avrà anche una concreta opportunità di ottenere una panoramica generale sulla pratica stessa. Durante questo workshop si farà esperienza di: • la storia di Rolfing® S.I. e Rolf Movement™ • il tessuto connettivo e la gravità • analisi strutturale del corpo • anatomia, palpazione e lavoro pratico • basi di tocco (parte pratica) • gravità e movimento • mini sessione di Rolfing (demo) • teoria, esperienza di sé, esercitazioni e scambi con gli altri studenti Aver ricevuto le 10 sessioni di Rolfing non è richiesto, tuttavia è raccomandabile aver fatto su di sé esperienza di almeno una sessione. Per iscrizioni e informazioni scrivi a [email protected] oppure chiama il 337222627
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Sono E.C., un medico chirurgo che ha h iniziato a provare il Rolfing dopo aver a lungo tentato di alleviare i miei dolori con tanti farmaci ed uno scarso beneficio. I miei problemi erano dovuti principalmente ad una postura scorretta, viziata da un seno pesante, tante ore passate sui libri, davanti al computer o in piedi nei reparti. A causa di questo insieme di cose, ho iniziato a provare dolori alla spalla e un mal di testa correlato ai problemi al collo e alla spalla stessa. I dolori a quest'ultima sono comparsi a 16 anni, probabilmente causati dallo zaino troppo carico di libri. All'epoca, il fisiatra mi disse che era solo un problema di postura e mi consigliò di rinforzare la scarsa muscolatura col nuoto. Inutile dire che iniziai a nuotare ma i problemi, ovviamente, peggiorarono. Questi dolori, inizialmente periodici, diventarono invalidanti: provavo un grande dolore anche a riposo, tale da svegliarmi anche di notte con la brutta sensazione del mio omero che slittava in avanti. A soli 24 anni, senza nessun effettivo trauma, anche solo prendere qualcosa da uno scaffale era diventata un'impresa ardua. Arrivata a questo punto provai ad andare da un ortopedico, feci una risonanza con contrasto endoarticolare per capire la causa dei miei dolori e per trovare una “canonica soluzione medica”. La risposta fu la seguente: ”non c'è nulla da fare, hai diverse lesioni, puoi provare con un po' di fisioterapia per alleviare i sintomi ma ci sono pochi margini di miglioramento. Opereremo appena la situazione diventerà insostenibile”. Io però avevo deciso che non avrei fatto nessuna operazione, volevo trovare, almeno come prima opzione, un metodo più conservativo. Niente fisioterapia, dato che lo stesso ortopedico l'aveva già etichettata come scarsamente efficace. Allora diedi ascolto a mia madre, che aveva già provato beneficio col Rolfing: mi interessava l'idea che il suo obiettivo era riportare in equilibrio l'intera struttura e non solo la spalla dolente. Questo metodo sfrutta la manipolazione del tessuto connettivo stimolando i meccanocettori presenti sui tessuti. Era qualcosa che si sposava con la mia formazione: io sono un medico, in una famiglia di medici e per me tutto deve avere una spiegazione basata sull'anatomia, la fisiologia e via discorrendo. Iniziai le sedute e mi liberai gradualmente dal costante dolore alla spalla, dai risvegli notturni e dall'impossibilità di eseguire i più semplici gesti della vita quotidiana. Ovviamente il danno strutturale alla mia spalla rimane, ma la funzionalità di questa è assolutamente e decisamente migliorata. La mia muscolatura, nonostante le lesioni articolari che ne viziavano il movimento, ora lavora in perfetta armonia col resto del corpo. Come se non bastasse, ho acquistato una percezione corporea della quale, prima, non conoscevo neanche l'esistenza e oggi non vivo più il mio corpo passivamente. Mi rendo conto degli atteggiamenti sbagliati che assumo per stanchezza e cerco, portandoci l'attenzione, di correggerli, riuscendo facilmente a ritrovare e mantenere quella posizione eretta prima troppo scomoda e innaturale per me. Durante il trattamento sono tornata in piscina e, man mano che andavo avanti con le sedute, mi rendevo conto di essere integrata, fluida nei movimenti, più efficace nella nuotata, ogni sforzo mi pesava meno, e questo ha migliorato di molto le mie prestazioni. Tutto funzionava come un ingranaggio ben oliato. Anche nella corsa, da me sempre odiata, mi rendo conto che il mio movimento è, ora, più armonico, funzionale ed economico. In conclusione mi sento di dirvi: “meno antidolorifici più Rolfing”, perché bisogna risolvere il problema, non solo tacitarne momentaneamente il sintomo.














