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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing® - Rolfing®: armonia ed equilibrio nella struttura corporea attraverso il tocco e l'educazione al movimento. Integrazione Strutturale, Postura , Benessere, Fascia
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Uno studio scientifico pubblicato su National Library of Medicine condotto da Andreas Brandl, Katja Bartsch, Helen James, Marilyn E. Miller e Robert Schleip, conferma ancora una volta come il Metodo Rolfing®, possa apportare importanti benefici alla postura miticando schemi compensatori inadeguati Gli allineamenti errati nel corpo, dovuti all'ispessimento e all'accorciamento fasciale, possono portare a complessi schemi di compensazione; una terapia neuromuscoloscheletrica completa come il Metodo Rolfing può agire in modo ottimale mitigando tali effetti e apportando significativi miglioramenti posturali e migliorando il benessere fisico. Lo studio è stato condotto sun un totale di 727 soggetti ed è stato esaminato retrospettivamente dai registri medici su un periodo di 23 anni. Si è evidenziato che un totale di 383 soggetti che avevano completato 10 sessioni di Rolfing hanno soddisfatto i criteri di eleggibilità per il range di movimento attivo (AROM) della spalla e dell'anca prima e dopo il trattamento. QUI IL LINK ALLA PUBBLICAZIONE Abstract dei Risultati La flessione della spalla, la rotazione esterna e interna, e la flessione dell'anca sono migliorate significativamente dopo 10 sessioni di SI. La flessione della spalla sinistra e la rotazione esterna di entrambe le spalle sono aumentate di più negli uomini rispetto alle donne, ma non sono state influenzate dall'età. Lo studio conferma, dunque, che l'Integrazione Strutturale potrebbe produrre molteplici cambiamenti nei componenti delle catene miofasciali che potrebbero aiutare a mantenere la postura eretta negli esseri umani e ridurre gli schemi di compensazione inadeguati. Fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/ Studio: Influence of Rolfing Structural Integration on Active Range of Motion: A Retrospective Cohort Study Pubblicato il: Ottobre 2022 SCARICA QUI LO IL PDF DI APPROFONDIMENTO
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Aiuta ad affinare la propria percezione interiore e interagire meglio nell'ambiente della vita quotidiana attraverso il movimento, il contatto, l'ascolto di sé Parte del Rolfing è anche il Rolf Movement™, un percorso di scoperta di se stessi attraverso il movimento che aiuta ad affinare la propria percezione interiore e interagire meglio nell'ambiente della vita quotidiana attraverso il movimento, il contatto, l'ascolto di sé. Si basa sugli stessi principi del Rolfing. Con il Rolf Movement™, che è praticato con sessioni individuali o incontri di gruppo, si osserva il proprio movimento e le coordinazioni alla base di esso, per trovare un modo di muoversi più funzionale, armonico e meno faticoso da applicare nei gesti che si compiono quotidianamente come camminare, alzarsi, sedersi, guidare l'auto, eseguire lavori domestici, ma anche respirare, mantenersi "dritti" senza sforzo, parlare, cantare, gridare, ascoltare, guardare etc. Oltre alla ricerca di un movimento più funzionale, il Rolf Movement™ porta il cliente all'esplorazione delle potenziali inibizioni e abitudini che rendono il movimento difficile e faticoso; con il supporto del Rolfer™, il cliente lavorerà per percepire ed eventualmente modificare queste abitudini e quindi scoprirsi, autonomamente nel tempo, libero da irrigidimenti e contratture. Il modo in cui interagiamo con l'ambiente attraverso la gestualità - spontanea o acquisita - plasma la nostra struttura corporea. Anche l'ambiente esterno in sé e il modo in cui ci orientiamo nello spazio, caratterizzano il nostro modo di agire. Migliorando le capacità fisiche e percettive del cliente in rapporto all'ambiente con cui interagisce, il Rolfer lo aiuterà a ritrovare maggiore dinamica, elasticità e leggerezza e un'accresciuta conoscenza di sé. Se sei interessato a provare il Rolf Movement ™, accertati nell'elenco che il Rolfer abbia conseguito la formazione in Rolf Movement Practitioner™.
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Un'opportunità formativa senza precedenti dedicata a tutti i Rolfers iscritti ad AIR: il Corso di Rolf Movement®, per la prima volta interamente in italiano, in programma in Italia a partire da Marzo 2026. Questo training esclusivo è strutturato in tre moduli intensivi di 10 giorni ciascuno, distribuiti strategicamente in diversi mesi per permettere un'integrazione profonda degli apprendimenti. Sarai guidato da un team di insegnanti di grande esperienza del Rolf Movement®: Rita Geirola, Nicola Carofiglio, e Pierpaola Volpones. Durante il percorso, approfondiremo il movimento integrato, la percezione corporea e le tecniche di supporto all'integrazione strutturale. È un'occasione preziosa per ottenere l'attestato di Rolf Movement® Practitioner, o semplicemente per espandere e rinnovare la tua pratica professionale. Offriamo anche la possibilità di partecipare a singoli moduli, ideale per chi è già Rolf Movement Practitioner e desidera rinfrescare le proprie conoscenze, ampliare la propria pratica o approfondire un tema specifico. Non perdere questa straordinaria occasione per elevare la tua competenza nel Rolf Movement®! Date dei Moduli: Primo modulo: Date: 23 marzo - 02 aprile 2026 (29 marzo libero) Insegnante: Pierpaola Volpones Tema: Aspetti funzionali delle 10 Sedute Secondo modulo: Date: 11-21 giugno 2026 (16 giugno libero) Insegnante: Nicola Carofiglio Tema: Introduzione alla conduzione di gruppi di Rolf Movement Terzo modulo: Date: 01-11 ottobre 2026 ( 6 ottobre libero) Insegnante: Rita Geirola Tema: Strategie e creazione di una serie di 3 Sessioni individuali Lingua: Italiano Modalità di acceso: Aperto a tutti i Certified Rolfer Iscritti ad AIR (o previa iscrizione all'associazione) Location: Zambra studio - Via Lugo 10, Bologna Per iscriverti invia una e-mail a: [email protected] Ecco cosa sarà trattato Parte 1: Gli aspetti funzionali delle 10 Sedute 23 marzo - 02 aprile 2026 (29 marzo libero) | Insegnante: Pierpaola Volpones Questa parte del percorso ha un obiettivo chiaro: aiutarvi a capire davvero il perché di ogni intervento fatto durante le sessioni. Per farlo, ci prenderemo il tempo di esplorare da vicino le dieci sedute del Rolfing, guardando sia gli aspetti funzionali sia come si traducono nella pratica. Per ogni seduta, vi guideremo attraverso esplorazioni pratiche e lavori in coppia: un'occasione per sperimentare, arricchire le vostre competenze e ampliare gli strumenti che potrete usare poi nel lavoro con i vostri clienti. Durante la formazione di base del Rolfing si imparano varie tecniche manuali da applicare in modo mirato, così da aiutare il corpo a trovare un miglior allineamento con la gravità. In questa fase dedicata al Movement, invece, vi concentrerete sull’insegnare ai vostri clienti a sentire davvero come la gravità agisce sul loro corpo. Nei 10 giorni di training imparerete esercizi e sequenze di embodiment che vi aiuteranno a guidare le persone verso una maggiore consapevolezza del proprio corpo, dei propri schemi e delle abitudini di movimento. L’obiettivo? Offrire nuove possibilità, più efficaci e funzionali, per muoversi con maggiore libertà e presenza. Parte 2: Introduzione alla conduzione di gruppi di Rolf Movement 11 - 21 Giugno 2026 ( 16 libero) | Insegnante: Nicola Carofiglio In questa seconda parte della formazione di Rolf movement elaboreremo i mezzi, le possibilità e strategie per strutturare una serie di tre sessioni individuali. Se si considera che aiutando il cliente a focalizzare sulla relazione spaziale tra le varie componenti anatomiche del corpo durante un gesto o attività motoria, trasformiamo anche il suo stato di consapevolezza corporea, il modo di pensare, il livello di percezione, la qualità della voce, la dinamica del respiro e della locomozione, possiamo intravedere alcune delle possibilità che si prospettano nell’ambito di una seduta individuale di Rolf movement. Durante il corso attingeremo alla fonte inesauribile di conoscenze anatomiche ed esperienze sensoriali di ciascun partecipante per approfondire i principi del Rolfing (adattabilità, supporto, continuità, palintonicità, conclusione/termine) in un dialogo tonico e ritmico che onori la relazione terapeutica e aiuti il cliente a ritrovare le proprie risorse fisiche, intellettuali e creative nel sostenere, nel quotidiano, i benefici ottenuti nella serie delle dieci sedute di Rolfing . Queste sessioni individuali di Rolf movement possono anche considerarsi come una introduzione al metodo Rolfing per tutti coloro che praticano attività motorie o artistiche. Parte 3: Strategie e creazione di una serie di tre sessioni individuali. 01-11 ottobre 2026 ( 6 ottobre libero) | Insegnante: Rita Geirola In questa terza parte della formazione, approfondirete a livello esperienziale e teorico, l’applicazione dei principi e della visione del Rolf Movement nel contesto di un gruppo\classe. Gli obiettivi di questo segmento sono molteplici: di supporto per sostenere la progressione del lavoro con e per il cliente che ha già ricevuto le sedute di Rolfing può essere una via per avvicinare il potenziale cliente al processo delle sedute di Rolfing vi offrirà strumenti da applicare per contattare e coinvolgere gruppi specifici , interessati ad un lavoro attraverso l’esperienza del movimento vi permetterà di interagire con un pubblico di persone non pronte\disponibili ad un lavoro attraverso il tocco Per i Rolfers già in possesso dell'Attestato di Rolf Movement Practitioner, sarà l’occasione di arricchire la propria conoscenza del Rolfing ed il bagaglio di strumenti per raggiungere e coinvolgere un pubblico più ampio attraverso la conduzione di gruppi.
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Ecco la versione sottotitolata in italiano del video: ROLFING - Unique in its approach. Un video prodotto dall'Associazione Europea Rolfing® (ERA) in occasione del "In Connection Meeting", Congresso Generale tenutosi a Berlino nel Novembre 2018 che ha visto la partecipazione di Rolfer™ provenienti da ben 14 Paesi Europei. Nel video Interviste a ricercatori, docenti e Rolfer™ provenienti da tutto il mondo, i quali offrono una panoramica di ciò che oggi il Rolfing® rappresenta e di come esso si stia evolvendo a fronte delle numerose evidenze scientifiche nell'ambito. In Ordine di apparizione: Robert Schleip, Ph.D (Germany), Thomas W. Findley, MD, PhD (USA), Bibiana Badenes (Spain), Peter Schwind (Germany), Suzanne Picard, MFA (USA), Rita Geirola (Italy), France Hatt-Arnold (Switzerland), Marcel Teeuw, Sibyl Darrington (UK), Keith Graham (UK), Pierpaola Volpones (Italy), Wolfgang Baumgartner (Germany), Jim McMahon (Ireland), Richard Ennis (USA), Julia Isbarn (Germany), Lisa Praller (Germany), Christina Howe (USA), Russel Stolzoff (USA), Marina Blandini (Italy), Ruth Frömpter (Austria), Pedro Prado, PhD (Brazil), Begona Fontana Urriza (Spain), and Delara Tiv (Switzerland) Un ringraziamento speciale a : John Armstrong (Germany), Andrea Brighi (Italy), Nicola Carofiglio (Italy), Charlotte Fraser (UK), Karen Arane Salwa (Switzerland), Paula Mattioli (Brazil), Raffael Oberhuber (Italy) Concept and Direction: Marina Blandini Intervistatori: Marina Blandini and Keith Graham Editing Video: Andrea Scirè and Tiziana Scuderi - royalacademy.it Prodotto e Supportato da European Rolfing® Association e.V. (rolfing.org)
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Si fa presto a dire medicina alternativa. E’ come dire ’fatti un’altra mamma...’ Mica facile abbandonare la vecchia via per la nuova, in un campo tanto delicato psicologicamente come la cura. Mi ricordo mio nonno: quando stava male voleva a tutti costi la ’pillola’. Una volta che il medico gliela prescriveva e lui, scrupolosamente, la prendeva, il più era fatto, si sentiva guarito. Io sono peggio di lui: a me basta addirittura andare in farmacia, pagare le medicine e già mi sento meglio. Da questo punto di vista sarei un ottimo soggetto per la medicina alternativa, nel senso che sarei sensibilissimo all’effetto psico-placebico. Il problema però è che bisognerebbe che prima mi convincessi della bontà di queste discipline mediche. Devo dire che, spinto da Syusy, le ho provate un po’ tutte. E poi, parlando con amici medici, ne ho sentite di tutti i colori, poiché ho amici di tutte le tendenze terapeutiche. Cominciamo dall’omeopatia. Ho amici naturopati che la consigliano, altri amici medici ’tradizionali’ che si sganasciano dalle risate al solo sentir parlare di omeopatia: alcuni dicono che non fa niente, altri sostengono che potrebbe addirittura fare male. Boh. E io che ne so? Di una cosa mi sono convinto (a torto o a ragione): che la medicina allopatica magari è velenosa, ma è efficace prima, quella omeopatica forse ha meno effetti collaterali, ma ci mette di più a farti guarire da un sintomo. Allora faccio così: quando sento che una malattia (tipo mal di gola, diarrea) sta per arrivare, ma non ne sono tanto sicuro, quando cioè mi sento galleggiare psicologicamente tra prevenzione e ipocondria, allora prendo le medicine omeopatiche. Quando invece sto male - male ricorro a quelle chimiche - sintetiche - allopatiche. Se poi sono impegnato in un lavoro che non posso rimandare, allora è anche peggio: sarei disposto a consultare un veterinario e farmi dare antibiotici da cavallo. Poi mi pento perché mi sembra di consumare la mia salute sacrificandola all’efficienza immediata, ma questo è un altro discorso (per cui mi serve la mia analista). Poi c’è la medicina cinese, di cui è esperto il mio medico di base, a cui sono affezionato perché mischia antibiotici e Chi Quong. Effettivamente quella cinese faccio fatica a considerarla una medicina ’alternativa’: come si può definire alternativa (e quindi provvisoria, marginale, sperimentale) una medicina che cura da millenni miliardi di persone? Io soffrivo di gastrite. I vari medici non erano mai andati più in la del Malox, che mi dava solo un sollievo temporaneo. Un giorno sono andato dal maestro cinese del mio medico, che mi ha messo un ago (che impressione!!!) e poi mi ha detto che il mio stomaco stava bene, era il mio fegato ad essere malato. E in quell’occasione ho effettivamente capito la superiorità (almeno teorica) della medicina olistica, quella cioè che considera il corpo umano come un’entità unica in cui gli organi sono collegati da rapporti energetici, a differenza della medicina occidentale che rischia sempre di vedere ogni organo come una cosa a se stante. Va beh, fatto sta che il medico cinese mi ha dato la cura: una serie infinita di tisane dal sapore francamente insopportabile. Ho fatto la cura ed effettivamente sono stato bene, però quante volte ho rimpianto il buon sapore del Malox, soprattutto nella sapida versione al limone! Poi mi è capitato di andare anche in Cina, e di visitare una vera farmacia tradizionale cinese: molto pittoresca, molto affascinante. Peccato che proprio non ci si capisse nulla: non c’erano tutti quei begli espositori pubblicitari che ci sono da noi, che quando uno entra in farmacia si sente tutti i mali del mondo, ma poi li può esorcizzare comprando un sacco di medicine! C’è poi la medicina ayurvedica: sono stato un paio di volte in India e in Nepal, dove immancabilmente Syusy mi ha trascinato da medici del posto. La cosa funziona così: il medico ti riceve in un posto più o meno salubre (spesso è una cameretta col pavimento in terra battuta sporco di sputi di bethel e un semplice sgabello) e ti visita tastandoti il polso. Poi la diagnosi assomiglia un po’ a quella della cartomante, nel senso che è lui che indovina quello che hai, analizzando gli equilibri degli umori interni che ha intuito dall’auscultazione del polso stesso. Poi ti fa la diagnosi (con me ammetto che ci hanno sempre preso) e ti prescrive la cura, vendendoti direttamente le medicine dell’attigua farmacia-laboratorio. E qui sorge il problema: in genere le medicine ayurvediche sono una serie incredibile di palline più o meno puzzolenti, più o meno somiglianti alle caccole di un coniglio, dai nomi difficili per cui si rischia sempre di fare confusione. E poi, soprattutto le cure ayurvediche sono lunghe: bisogna aver pazienza, cosa del resto perfettamente connaturata allo spirito e alla filosofia orientale. Peccato che io sia un occidentale nevrotico, finisce sempre che la cura ayurvedica non ho pazienza di finirla, e ricorro agli antibiotici. Mi sono sottoposto anche al metodo Rolfing. E con quello sono andato decisamente bene, forse perché si tratta di un metodo alternativo, ma nordamericano, inventato appunto dalla signora Ida Rolf. Avevo un gran male alle ginocchia e alcuni amici ortopedici volevano segarmi i femori e riattaccarmeli di nuovo per fare in modo che l’osso lavorasse in modo diverso, mi è venuto in mente il libro Taras Bulba, e le torture cosacche. Alla notizia ho dovuto sottopormi immediatamente ad un auto-terapia psico-scaramantica (consistente in un leggero massaggio scrotale) per reggere al colpo. Allora Syusy mi ha portato da un amico ’rolfer’, che mi ha detto che il mio male alle ginocchia deriva dal fatto che io avevo i pesi del mio corpo mal bilanciati, quindi mi ha sottoposto ad una serie di massaggi connettivali (in pratica ha preso i miei muscoli con la dita e me li ha ’spostati’) per riequilibrare la struttura. Forse ho patito tanto di quel male che Gesù Misericordioso mi ha graziato del mal di ginocchia, fatto sta che sono guarito, senza che nessuno mi spezzasse i femori. Concludendo: mi faccio vaccinare contro l’influenza ma poi mi prendo anche le palline omeopatiche di Oscillococcinum; contro il mal di gola mischio arnica, collutorio e supposte. Se ho il mal di pancia prendo varie schifezze chimiche e poi però mi faccio una sorta di auto-prano-terapia mettendomi le (mie) manine calde sul pancino, e mi pare di stare meglio. In sintesi ho riadattato la mentalità pragmatico-placebica di mio nonno ai tempi. Solo su due cose mi sento di avere un parere preciso: la prima che è vergognoso che l’assistenza pubblica non sostenga anche medicine cosiddette ’alternative’ (che tali non possono più essere definite), tenuto conto che se io pago le tasse voglio poi essere io a decidere che tipo di assistenza mi serve. Ma su un terreno sono rimasto ’conservatore’ convinto, cioè quello della diagnostica: va bene l’iridologo che ti guarda negli occhi, va bene ayurvedico che ti tasta il polso, va bene l’energetico che ti dice che intolleranze alimentari hai facendo forza su un braccio, ma delle belle analisi del sangue (e delle urine, e delle feci e radiografie, TAC scintigrafie, ecografie ecc..) mi fido di più. Poi, quanto alla cura, se ne parla.
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Siamo umani e faremo di tutto per non cadere La nostra cultura ci insegna che una postura buona o ottimale si ottiene sollevando il mento, gettando indietro le spalle, rinforzando la schiena e tirando indietro la pancia. È interessante notare che la forma del corpo, che la nostra cultura adotta come ideale, è praticamente una ricetta per creare e/o rafforzare lo schema di movimento coinvolto nel riflesso di attacco e fuga. Cercare di mantenere questa idea di buona postura attraverso lo sforzo muscolare porta solo a una maggiore contrazione; significa intralciare il facile movimento invece di sostenerlo. Per un non esperto, pensiamo alla postura come al modo in cui ci poniamo all'esterno. Quando ci pieghiamo e qualcuno ci guarda, cerchiamo subito di avere un bell'aspetto raddrizzandoci. Quindi per noi stare in piedi è importante, del resto è la postura caratteristica della nostra specie. Quando ero un adolescente mi dicevano di stare dritta, la mia scoliosi c'era e stavo facendo del mio meglio, ma le sensazioni erano di rigidità e disagio, non avevo idea di cosa significasse stare dritta con supporto e senza sforzo in quanto è uno degli obiettivi del Rolfing®. Per me, capire la postura è stata una delle esperienze più profonde, comprenderla dal punto di vista del corpo somatico e non solo da un punto di vista teorico. La postura è intesa come la strategia adottata dal sistema neuromuscolare e scheletrico per rimanere in equilibrio, reagendo alla forza di gravità nel modo più economico possibile. La dottoressa Ida Rolf ha evidenziato che ciò che chiamiamo postura è anche il modo in cui incontriamo la gravità in ogni momento, quindi la postura dovrebbe essere considerata nel contesto della posizione che il corpo adotta in preparazione al movimento successivo. La postura è un'attivazione e disattivazione coordinata e sistematica delle azioni muscolari con il minimo consumo di energia per mantenere quella postura in quel momento, ma non esiste una postura ideale standard per tutti allo stesso modo. Pertanto, è inevitabile non essere in una posizione "ottimale" durante la giornata, poiché essa è in continua evoluzione. Ci sono sottili cambiamenti che si verificano continuamente. Ognuno di noi deve trovare un modo per rimanere in equilibrio nella gravità mentre si cammina, si parla, si vive. La postura è quindi un riflesso delle nostre preferenze o delle strategie più familiari per svolgere questa funzione. Queste strategie sono diverse per ognuno di noi e sono il modo in cui conteniamo le tensioni in alcuni muscoli. Quindi, le tensioni del nostro corpo ci fanno sentire al sicuro in un certo senso. Siamo umani e faremo di tutto per non cadere, che è anche una sorta di metafora di ciò che ci fa sentire al sicuro. Ognuno di noi ha i suoi modi più familiari per farlo. Con il Rolfing capiamo che una buona postura si assume diversamente. Succede quando ci sintonizziamo con la nostra percezione e sensazione: come mi sembra il terreno in questo momento, sentire dove stiamo mettendo il peso attraverso i nostri piedi e come il peso corporeo è distribuito sul piede è la chiave per una buona organizzazione e risposta neuromuscolare. LEGGI L'ARTICOLO INTEGRALE QUI Autore: Bibiana Badenes - Certified Advanced Rolfer®, Mentor, Rolf Movement™ Practitioner, PT and Ismeta board member - Spain Fonte Originale: European Rolfing Association
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Body Reading? Leggere la persona da un punto di vista somatico con il Rolfing Esistono molti modi per leggere la persona da un punto di vista somatico. Senza entrare nello specifico dei dettagli posturali, in questo articolo Stefania Merzagora (Certified Rolfer, insegnante di Mindfulness e Yoga) ci offre alcuni parametri generali di osservazione derivanti dal Rolfing e i successivi sviluppi. Cos’è il Body Reading? Si parla di analisi della struttura corporea, o body reading, quando si osservano le caratteristiche posturali e funzionali della persona (Rolf, 2000) allo scopo di progettare un percorso ritagliato ad hoc sull'individuo. Oltre a fornire parametri di lettura specifici, un elemento fondamentale del body reading è la cosiddetta "risonanza posturale" (Levine, 2014), ovvero la capacità di sintonizzarsi somaticamente con la persona, di "risuonare" con essa in modo da percepire nel dettaglio cosa significhi "essere" quel corpo. Durante un body reading ci si focalizza non solo sui “nodi” (restrizioni, deviazioni posturali, schemi di movimento maladattivi), ma anche sulle risorse della persona, e si mantiene costantemente una relazione tra i “punti di forza” e quelli vulnerabili, allo scopo di favorire un “dialogo tra le parti” e sviluppare maggiore integrazione e resilienza (Levine, 2014). Gli eventi della vita si inscrivono nel corpo e il rolfer ne segue le tracce attraverso il body reading. Ad esempio stress e traumi non risolti, sia fisici che emotivi, creano delle "cesure": elementi di de-connessione funzionale e/o percettiva tra i segmenti corporei, aree “congelate”, settori devitalizzati, interferenze a livello del movimento globale. Nel Body Reading il Rolfer si concentra su diversi elementi della persona: Espressioni facciali e orientamento dello sguardo Il respiro I singoli segmenti corporei: la testa, il torace, il bacino, ecc. la relazione funzionale tra i segmenti corporei Le relazioni polari del soma (alto-basso, destra-sinistra ecc.) la relazione del corpo con la gravità terreste e l'ambiente circostante Grazie al Body Reading quindi, il Rolfer comprende dove intervenire per indirizzare la persona verso una maggiore integrazione strutturale, guadagnare armonia nei movimenti e migliorare la postura. Inoltre, durante il percorso con il Rolfing la persona impara gradualmente a "leggere se stessa", a cogliere in tempo reale l'attivazione di schemi disfunzionali e rispondervi in maniera autonoma usando le risorse apprese. Si tratta di un vero e proprio processo educativo, durante il quale la persona "impara ad imparare" da se stessa, diventando via via più esperta ed alleata del proprio Sé corporeo. Articolo a cura di Stefania Merzagora Certified Rolfer, insegnante di Mindfulness e Yoga
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Rolfer™, professionisti del settore, stampa e semplici curiosi: sono stati molti quelli sabato 1° ottobre hanno riempito la Sala Conferenze della Fiera di Ferrara, per partecipare al congresso internazionale sul Rolfing® S.I. dal titolo “Una visione pionieristica del funzionamento del corpo umano nel campo della gravità e nell'uso della fascia”. A partire dalle ore 10.00 si sono alternati sul palco alcuni dei Rolfer Italiani e all'evento ha partecipato in videoconferenza anche il Dr. Robert Schleip, autentico luminare negli studi sulla Fascia. Ecco una sintesi degli interventi principali. Ad aprire il congresso è stata Daniela Donati, presidente di Associazione Italiana Rolfing, con i saluti di rito ai partecipanti e a chi ha permesso all’intera fiera EDENICA di svolgersi, il collega e Rolfer, Andrea Brighi.. Il secondo intervento è stato quello dell'insegnante internazionale di Rolfing, Pierpaola Volpones, che ha narrato la vita di Ida Rolf in modo appassionato ed appassionante, intrecciando il racconto di vita privata della fondatrice del Rolfing con gli incontri di altri scienziati del suo tempo, la sua personalità con l'attuale visione del corpo prevista dal Rolfing. Il Rolfer Nicola Carofiglio ha spiegato l'esperienza più 'fisica' di questa professione, raccontando e mostrando ai presenti come la percezione delle proprie mani cambia col variare della postura. L'intervento del Dr. Robert Schleip, Rolfer e ricercatore di fama internazionale nel campo della fascia, in videoconferenza, ha comunicato alla platea gli ultimi risultati delle nuove ricerche sulla fascia. I Rolfer sono stati i primi a parlare di fascia e a intuirne le straordinarie capacità. Oggi, però, il mondo della scienza ha scoperto la fascia come terreno fertile di ricerca, poiché si sono evoluti gli strumenti tecnici, ora in grado di misurare questo tessuto connettivo attraverso ecografi ad ultrasuoni di alta definizione. In tal senso, le ricerche più significative sono risultate essere quella di Langevin sull’importanza della fascia lombare e la sua correlazione al mal di schiena; quella di Schilder, che evidenzia la differenza tra dolori muscolari e fasciali; quella di Bove, che studia le aderenze nel peritoneo nei topi, con e senza 'massaggio miofasciale'. La prima relatrice delle sedute pomeridiane del Congresso è stata la fisiatra e Rolfer Giovanella Pattavina, il cui intervento ha dimostrato alcuni paralleli interessanti tra il lavoro del dott. Bates (il cui metodo insegna ad utilizzare gli occhi, la loro muscolatura e la mente stessa in modo consapevole) e quello della dott.ssa Ida Rolf. Successivamente il Rolfer Elmar Abram e il collega Rolfer e Osteopata Andrea Meynardi hanno presentato alla platea di Ferrara un metodo per aiutare musicisti affetti da distonia focale: il Musireset®, il cui inventore è lo stesso Abram. Dopo aver illustrato la tecnica, Meynardi e Abram hanno fatto raccontare al violinista Alessandro Bares la sua testimonianza. Dopo ben 15 anni in cui era stato costretto ad interrompere la sua attività, grazie al Musireset, il musicista oggi è tornato a fare concerti! Il Convegno si è concluso con il contributo di Pierpaola Volpones, che ha spiegato a fondo, grazie al racconto diretto di alcuni professionisti, perché il percorso di formazione per diventare Rolfer è così speciale. Marcel Teeuw, Rolfer™ Certificato.
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In questi video Luke - Certified Advanced Rolfer™ Inglese, ci spiega come alleviare alcuni fastidi alla mascella, al collo e alle spalle attraverso semplici esercizi da fare a casa o in ufficio. ARTICOLO IN LINGUA ORIGINALE Articolo originario qui: https://rolfing.org/relieve-stress-rolfing-jaw-neck-shoulder/ Origine Video: Youtube®
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Orientarsi Durante le sessioni, si risvegliano e praticano gli orientamenti verso lo spazio e verso la terra. Se la percezione dello spazio, sia interno al corpo, sia esterno, si chiarisce e si bilancia con l'orientamento verso la terra, il danzatore si potrà situare, nello spazio della scena, in modo più consapevole; potrà inter-agire e reagire più prontamente ad altri corpi e fattori esterni: la luce, la scena, gli altri danzatori etc. L'Orientamento e i sensi La ricerca continua dell'organizzazione posturale scaturisce da una costante valutazione, anche non corticale, del proprio equilibrio. L'orientamento fisico risponde e si modula in stretta relazione alle informazioni ricevute dai recettori sensoriali: esterocettori cutanei,†propriocettori, enterocettori†e†recettori vestibolari. Il tatto, la vista, l'udito, l'olfatto giocano, quindi, un ruolo essenziale in questa importante funzione. Per questo, durante le sessioni, l'attivazione consapevole dei sensi è parte integrata e intrecciata con l'intervento sul tessuto connettivo. Mettere radici "sento di più i miei piedi e la terra, sono più stabile, ho dei piedi nuovi, non ho mai sentito così la terra!" Riconoscibile, in queste frasi, il senso di molte altre dichiarazioni di performer e danzatori con cui i Rolfer collaborano. Grazie ad un più netto radicamento, l'apprendimento e l'avanzamento tecnico della danza sono facilitati. La fiducia nei "piedi che imparano a mettere radici" favorisce il senso dell'equilibrio. Sentire la terra vuol dire anche essere in grado di usare al meglio e attivamente la forza di gravità: scaricando il peso a terra, quando serve, e usando la spinta, per spostarsi e saltare. Registrando una maggiore stabilità, il corpo impara a distendere i muscoli, che in modo inadeguato ed eccessivo, si attivano per mantenere l'equilibrio. Spesso nei corpi notiamo che i muscoli più superficiali si comportano come stabilizzatori, si caricano di tensione nel tentativo di colmare la mancanza di tono dei muscoli profondi. Il corpo perde quindi elasticità, tutto impegnato a stabilizzarsi. Accade che anche i diaframmi, naturalmente disegnati per "respirare" (alternativamente contrarsi e distendersi), vengano usati per stabilizzarsi. L'uso improprio dei diaframmi propaga tensione nel corpo. Tramite il Rolfing i muscoli più profondi si riattivano creando la stabilità da dentro e lasciano che la muscolatura in superficie si possa occupare del moto. Sembrerebbe un paradosso: ben radicati siamo pronti ad essere più dinamici. Autore:Anna Paola Bacalov Danzatrice, coreografa e Certified Rolfer™
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Ecco la bella video testimonianza di Thomas rilasciata dopo un mini ciclo di sedute, a Pierpaola Volpones, Certified Advanced Rolfer™, Rolf Movement practitioner e Insegnante Internazionale di Rolfing®. "Thomas ha 16 anni; è venuto da me la prima volta a 13 anni, su suggerimento della sua mamma che era stata una mia cliente per il Rolfing. E’ sempre stato un ragazzino alto e snello e, come accade a molti adolescenti, la sua zona lombare tendeva ad essere raddrizzata e aveva perso la naturale lordosi. Come conseguenza, le spalle e il collo tendevano ad essere in avanti. Con la prima serie di sedute abbiamo raggiunto un buon risultato. Nell’ultimo anno è cresciuto in altezza di almeno 5 centimetri; la crescita rapida gli ha provocato qualche fastidio alla schiena ed è stata una idea sua di prenotare qualche seduta di richiamo. Scopri di più! Chiedi maggiori informazioni al Rolfer™ più vicino a te... SCOPRI COME
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La tensegrità prevede l'utilizzo di elementi rigidi sottoposti a sforzi di compressione ed elementi elastici sottoposti a trazione. Nel nostro corpo possiamo assimilare le ossa agli elementi rigidi e la Fascia connettivale agli elementi elastici. I muscoli diventano degli attuatori del movimento il cui compito è quello di portare deformazioni strutturali. Ecco perché a volte quando si avvertono dolori in alcuni distretti del corpo (ad esempio al collo), la loro causa potrebbe nascere da distretti spesso distanti (ad esempio la schiena) Sotto il video che ne mostra l'interessante modalità di funzionamento.
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Immagina di svegliarti al mattino e avvertirlo subito: quel dolore persistente e tirante alla schiena che ti accompagna da mesi. Hai provato stretching, massaggi, forse anche fisioterapia – ma niente sembra offrire un sollievo duraturo. Perché? Forse perché la causa principale si trova in un punto completamente diverso rispetto a dove si manifesta il dolore. È stato proprio questo che mi ha lasciato perplesso verso la fine dei miei studi in scienze motorie. Avevo imparato molto sul corpo, sul movimento e sulla terapia, ma la maggior parte degli approcci sembrava affrontare solo i sintomi. A ogni disturbo corrispondeva un esercizio specifico – ma dov’era il metodo che considerasse il corpo come un sistema veramente interconnesso? Fortunatamente, le mie ricerche mi hanno portato infine al Rolfing®. L’idea di riallineare il corpo, invece di limitarsi a correggere singole parti, mi è sembrata non solo logica, ma realmente sostenibile. Ma come funziona esattamente? E cosa rende le fasce così speciali? Fasce: molto più che involucri Già a metà del XX secolo, la Dott.ssa Ida Rolf riconobbe ciò che oggi viene salutato come una “riscoperta della medicina”: le fasce sono molto più che involucri passivi per muscoli e organi. Permeano l’intero corpo, collegando e separando le strutture allo stesso tempo, e si adattano continuamente ai nostri schemi di movimento e abitudini. Questa rete di tensione ci consente di mantenere una postura eretta con il minimo sforzo, permettendo al contempo movimenti elastici e fluidi. Le fasce non svolgono solo una funzione meccanica, ma anche sensoriale: sono ricche di recettori fondamentali per la percezione della posizione del corpo e del dolore. In particolare nei tendini, nei legamenti, nelle aponeurosi e nella fascia superficiale (fascia superficialis), si trovano molti più recettori che nei tessuti muscolari. Queste strutture conservano la nostra storia di movimento – e le nostre esperienze di dolore. Quando le fasce si irrigidiscono, possono limitare gravemente la libertà di movimento. Cicatrici, aderenze o cambiamenti tissutali legati a infiammazioni possono alterarne la struttura, portando a situazioni in cui certi movimenti non sono più percepiti o nemmeno più possibili. Maggiore libertà di movimento grazie al Rolfing Questi due fattori – tensione meccanica e consapevolezza propriocettiva – sono al centro di ogni terapia focalizzata sulle fasce. Nel corso della vita, siamo modellati dalla gravità, dalle abitudini e dalla nostra storia individuale di movimento, che ci porta inconsapevolmente a “specializzarci” in certi schemi. Questo può causare sovraccarichi asimmetrici e fastidi cronici. Ed è proprio qui che entra in gioco il metodo Rolfing: attraverso un lavoro preciso e stratificato sulle strutture fasciali, i Rolfer aiutano i clienti a liberarsi da questi schemi, riconquistando maggiore libertà nel movimento e nella postura – sia esterna che interna. La classica serie di 10 sessioni di Rolfing offre lo spazio necessario per riorganizzare in profondità gli squilibri strutturali, ridurre i sovraccarichi e instaurare cambiamenti duraturi nella percezione corporea. Molti dolori da sovraccarico si alleviano semplicemente migliorando l’equilibrio. Altri disturbi richiedono un approccio più consapevole o tecniche complementari. Ma ciò che mi affascina come operatore è che ogni processo di Rolfing è unico – ogni persona porta con sé una storia personale. Dal lavoro sul campo: quando gli schemi si trasformano Rivedo spesso, nei miei clienti, quei momenti di “aha!” che mostrano quanto il Rolfing possa essere potente: Mal di schiena: molti sono sorpresi che io non lavori direttamente sulla zona dolorante. Eppure, dopo la sessione, lo notano – il dolore si è attenuato o è sparito. Artrosi: le persone con artrosi cercano spesso di migliorare le posture compensative. Così facendo, ottengono non solo maggiore mobilità ma spesso anche una riduzione del dolore. “Ho provato di tutto!”: alcuni clienti hanno affrontato innumerevoli trattamenti senza miglioramenti duraturi. Spesso, l’integrazione di stimoli diversi in un approccio olistico fa la differenza – e all’improvviso i blocchi iniziano a sciogliersi. Più che meno dolore: molti raccontano che non è solo il dolore ridotto, ma una nuova consapevolezza corporea a farli sentire più leggeri e liberi. L’elenco potrebbe continuare all’infinito. Naturalmente, il Rolfing® non è una soluzione universale per ogni condizione. Ma ciò che facciamo è lavorare in modo coerente con le strutture che collegano tutti i sistemi del corpo. Ed è proprio per questo che attribuisco grande valore alla collaborazione interdisciplinare con colleghi di altri ambiti – e imparo continuamente cose nuove. È anche per questo che, dopo 30 anni di esperienza clinica, trovo ancora stimolanti le sessioni di Rolfing: ogni persona arriva con i propri schemi di movimento, le proprie asimmetrie, le strategie individuali per affrontare la gravità e l’espressione della propria postura interiore. Differenti qualità tissutali e condizioni pregresse rendono ogni sessione unica. Le prospettive e le tecniche dell’Integrazione Strutturale Rolfing mi forniscono uno strumento potente per accompagnare i clienti verso un maggiore equilibrio e una trasformazione duratura. Il Rolfing è molto più di un metodo per trattare i sintomi. È un invito a riallineare il corpo e portarlo in equilibrio – con effetti positivi su postura, movimento e consapevolezza di sé. Chi si apre a questo processo spesso sperimenta cambiamenti profondi che vanno ben oltre la semplice assenza di dolore. Autore: Dr biol. hum. Stefan Dennenmoser, Certified Advanced Rolfer® & Rolf Movement™ Practitioner, Ravensburg and Ulm Editing: Sabine Becker | Stefan Dennenmoser in Ulm | Stefan Dennenmoser in Ravensburg Fonte: https://rolfing.org/articles/blog/rolfing-more-than-fixing-whats-broken
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L'Associazione Italiana di Integrazione Strutturale Rolfing® è ufficialmente stata iscritta dal MISE nell'albo delle Associazioni che rilasciano l'attestato di qualità e di qualificazione professionale dei servizi prestati dai soci secondo quanto previsto dalla legge 4/2013 (artt. 4, 7 e 8). L'iscrizione di AIR al Ministero dello Sviluppo Economico, dunque, rende ufficialmente il Rolfing® una professione i cui standard di qualità dovranno essere verificati e attestati in tutela dei Rolfer™, professionisti iscritti all'associazione, e dei loro clienti! Tutti i dettagli qui LINK: legge 4/2013 (artt. 4, 7 e 8)
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"Una pioniera nella ricerca sulla Fascia" è il nuovo video realizzato da DIRI (Dr. Ida Rolf Institute®) sulla Dr. Ida P. Rolf e la sua intuizione sul tessuto chiamato Fascia e il suo ruolo sull'equilibrio del corpo umano. Buona Visione Fonte: Vimeo Produttore: DIRI (The Ida Rolf Institute™) Canale: Renaissance Media
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Eleonora Celli, con EssenZia Rolfing® inaugura la stagione del Rolfing a San Giovanni in Marignano, con un incontro dedicato a conoscere il metodo Rolfing® e le sue applicazioni. Nel corso dell'evento si avrà l'opportunità di conoscere questo metodo olistico e le sue applicazione nel vivere quotidiano Un incontro della durata di circa un'ora e mezza che si articolerà in momenti dedicati all'ascolto dei principi ispiratori del Rolfing e momenti guidati a percepire e comprendere come potenziare, migliorare, alleggerire il tuo corpo. Eleonora dice: "Vorrei fare capire quanto sia importante essere consapevoli delle relazioni che ci interconnettono, sia verso l'interno che nell'ambiente che ci circonda." ConTATTO Rolfing® sarà un laboratorio di gruppo per l'esplorazione di come il tocco consapevole sia un potente mezzo di comunicazione, espressione, dialogo, esempio concreto. Maggiori Informazioni qui L'evento è gratuito previa prenotazione al (+39) 3383884915 o inviando una mail a [email protected] Sede: Via Reno 33 - San Giovanni In Marignano Contatto: (+39) 3383884915 E-Mail: [email protected] Eleonora Celli è Certified Rolfer™ & Rolf Movement™ Practitioner, maggiori informazioni a riguardo qui
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Immagini dinamiche Esami elettromiografici dimostrano una diversa intensità e cronologia dell'attivazione muscolare, a seconda di come uno stesso tipo di movimento venga pensato, organizzato ed eseguito. Le indagini rivelano anche una diversa stabilità e forza, se le direzioni del movimento si proiettano nello spazio. Ad esempio, un braccio sollevato davanti a noi, resisterà meglio ad una pressione esercitata dall'alto, se, distendendo le dita, immaginiamo che dai polpastrelli escano dei fasci di luce che prolungano nello spazio la direzione data dalle dita; risulterà invece più debole se non si attiva la proiezione. Ben radicati, proiettarci oltre i confini della materia corpo ci espande e rende forti. Gli orientali "evocano" e si relazionano, durante le classi di pratiche del corpo, a diverse immagini, che diventano supporto per il movimento e lo modificano profondamente. Nelle tradizioni orientali, le meditazioni, le forme, le posizioni e le sequenze di movimento sono designati con nomi di animali, paesaggi, movimento degli astri etc. Anche nella danza contemporanea si usa offrire agli studenti "immagini dinamiche", che aiutano il corpo a trovare soluzioni e organizzazioni nuove di movimento. I circensi e gli acrobati, per spiccare il volo, pensano di voler saltare più in alto della loro effettiva meta, e gli sportivi, per ottenere migliori risultati, usano tecniche basate su principi simili. Nel Rolfing® e nel Rolf Movement, utilizziamo "immagini" per risvegliare i sensi. Questi giocano un ruolo importante per attivare l'orientamento verso la terra, che ci sostiene e verso lo spazio, che ci incuriosisce ed interessa, perché è lì che troviamo "l'altro", ossigeno, cibo, acqua, luce, indispensabili al nostro "stare in vita". La motivazione (vocabolo, che etimologicamente, riporta al concetto del moto) a spostarsi nasce, spesso, dalla necessità di relazionarsi con ciò che abita l'universo esterno al corpo. Osservando i bambini, è evidente che il motore del movimento è il voler raggiungere un oggetto/gioco/seno materno, con gli occhi, la bocca, la mano; è così che si sviluppa il tono muscolare, il sistema motorio e nervoso. L'evoluzione è una risposta al bisogno, alla necessità, alla motivazione. Respirare, immaginando un profumo da noi preferito, può davvero modificare quel sistema complesso, che è l'atto di inspirare, per esempio. Muoversi, immaginando di volersi spostare al sole, per riceverne calore sulla pelle, è ben diverso dal muoversi, con l'indicazione di spostarsi secondo una coordinata spaziale, come destra, sinistra, avanti, indietro, giù e su. L'immagine dinamica serve e nutre il movimento. Non siamo essere bipedi, perchè più di 200.000 anni fa un istruttore di posturale ci indicava di stare dritti con la schiena. Le tesi e le ipotesi sono molteplici; certamente, sia la necessità di coprire maggiore spazio con lo sguardo, per controllare il territorio circostante, sia l'esigenza di agevolare gli arti anteriori, sgravando gli stessi dalla funzione di sostegno, per poter meglio interagire manualmente con le cose, sono entrambi aspetti, che hanno giocato un ruolo importante nella conquista della posizione bipede eretta. Osservando gli animali, si nota che nell'atto di orientarsi "sollevano i sensi", li dirigono verso l'esterno, si raddrizzano per registrare ciò che accade attorno, specie se, per esempio, un suono o un odore attirano la loro attenzione, minacciando la loro sicurezza. Quando c'è orientamento, l'organizzazione del sistema motorio diventa efficace, il corpo sveglio, più elastico e pronto ad adattarsi e a muoversi, senza superflua tensione. Il Rolfing® tende a migliorare la stabilità dove è mancante, e lo fa, appunto, anche vivificando "il senso degli orientamenti". La ricerca dell'equilibrio, tra stabilità e mobilità, è uno degli obiettivi del Rolfing® e del Rolf Movement ed è, anche, alla base di ricerche e metodologie sul movimento, alle quali molti professionisti della danza si rivolgono, come Bartenieff Fundamentals, Contact Improvisation, Release technique, Feldenkrais, Body Mind Centering. Conclusioni Ben orientato e ben integrato, il corpo cerca la coordinazione migliore. Il presupposto, per un movimento efficace e armonico, è il buon orientamento tra terra e cielo, e non c'è da stupirsi: siamo esseri, che vivono tra terra e cielo. Riscoprire-costruire, ogni volta, il giusto orientamento ci rende pronti al movimento, sensibile e cosciente. Il danzatore sottopone a stress prolungati muscoli e articolazioni; l'integrazione Strutturale/Rolfing® è un valido strumento, che lo educa a prendersi cura di sé e lo aiuta, quindi, a prevenire disagi, che potrebbero compromettere la sua l'attività. I diversi danzatori, che si rivolgono ai Rolfer, nonostante siano già ben allenati a "sentirsi", trovano il Rolfing® un metodo apprezzabile, che modifica il modo di essere nello spazio e nel tempo, che offre una visione del corpo speciale e che merita di essere presa in considerazione. Autore:Anna Paola Bacalov Danzatrice, coreografa e Certified Rolfer™ *Il pensiero contenuto nell'articolo scaturisce dall'esperienza, dall'apprendimento e dalla riflessione personale sulla danza, sul Somatic Experiencing e sul Rolfing® FONTI H. Godard*, C. Pirovano∞, L. Bedodi∞∞, A. Cola∞∞, G. Galperti∞∞, R.Sensi∞∞ and G. Martino∞.† †* Universite de Paris VIII Saint Denis.† †∞ METIS - Medicine and Memory - International Center of Studies and Therapies for Women's Health - Milan.† †∞∞ Rehabilitation Dept. - National Cancer Institute - Milan.† ††REFERENCES† ††1. Martino G., Prevenzione e terapia degli esitt. In U. Veronesi (Ed.) : Manuale di senologia oncologica. Milano: Masson, 1993, pp. 431442.† ††2. Martino G.,II recupero del paziente oncologico: aspetti psicologici e riabilitativi.†In G. Beretta, E. Ghislandi, G. Luporini, A. Scanni (eds.) Atti del XV Corso di Aggiornamento in Oncologia Medica. Milano, 2629 giugno 1994. Milano: AIOM, 1994, pp. 439443.† † 3. Merson M.. Pirovano C., Balzarini A., Luini A., Biasi S., Galimberti V., Genitoni V., MuscoUno G., Veronesi P., The preservation of minor pectoralis muscle in axillary dissection for breast cancer: functional and cosmetic evaluation. Eur.J. Surg. Oncol. 18, 215218, 1992.† ††4. 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In un mondo dove la comunicazione digitale è diventata uno strumento essenziale anche per i professionisti del corpo, nasce il Corso Introduttivo “Social Network per Rolfer®”, un percorso gratuito pensato per fornire ai Rolfer® le competenze di base per promuovere la propria attività in autonomia attraverso i principali canali social: Facebook, Instagram e LinkedIn. Il corso si sviluppa in 7 incontri online, uno a settimana a partire da giorno 16 Settembre ore 18:30 via Zoom. Avrà un approccio pratico e orientato all’azione, pensato per chi parte da zero o vuole rafforzare le proprie competenze digitali in modo semplice e concreto. Durante il percorso si affronteranno i seguenti temi: Utilizzo strategico dei social network per la promozione professionale Come creare contenuti efficaci: testi, immagini, video e CTA Strumenti per il personal branding Interazione con il pubblico e costruzione di reti professionali Strategie di auto-promozione Analisi delle statistiche e piani editoriali L'obiettivo è fornire conoscenze di base e strumenti immediatamente applicabili, senza necessità di competenze tecniche avanzate. Il programma dettagliato è disponibile nell’area documentale del sito ISCRIZIONI CHIUSE
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Movement Ecco il terzo seminario introduttivi al Rolfing® dedicato al Rolf Movement™, un workshop di 4 giorni dal 20 al 23 Luglio 2017 propedeutico alla formazione di base o come approfondimento integrativo alle proprie conoscenze. TEMI Durante il seminario di Movement si esploreranno le dinamiche di respiro e cammino, per comprendere, incorporare e sperimentare le dinamiche che ne facilitano e inibiscono le funzioni. Poiché il Rolfing® si occupa del corpo vivente che agisce nel campo della gravità, osservandolo e orientandolo su più livelli, partecipare al pretraining di Movement può dare la possibilità di sperimentare in prima persona i benefici e la logica del sistema di lavoro, conoscendo ed acquisendo i concetti fondamentali degli aspetti funzionali del metodo Rolfing®. Molto tempo sarà infatti dedicato ad approfondire la capacità di ascolto del proprio movimento, a prendere contatto con la consapevolezza corporea del corpo proprio e di quello dell'altro, ad acquisire gli strumenti che consentono di leggere il corpo dell'altro in movimento e posizione in statica. La partecipazione a questo seminario sostituisce 2 delle 5 sedute individuali di Movement™ richieste per accedere alla formazione di base. Dal 20 al 23 luglio 2017 a Bologna presso la sala congressi dell’Hotel Re Enzo, in via Santa Croce 26 (a pochi minuti da aeroporto e stazione e facilmente raggiungibile in auto). Il seminario è a numero chiuso per ordine di iscrizione Costo: 550€ iva inclusa Early Bird: 5 Giugno - SCONTO 10% (500 euro) Termini iscrizione: 15 Giugno (standard price 500 euro)
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L'Evento “LA CURA DI SE’ attraverso il MOVIMENTO” è organizzato dall’Associazione Culturale “Danza E-Mozione”; un momento di incontro per rinnovare la salute psicofisica con 3 lezioni di movimento organico posturale e dinamico, tenute da professionisti del settore. L'evento si terrà nella natura del “Feotto” a Marina di Cottone (Me) – Fiumefreddo di Sicilia. Maggiori informazioni sull'evento qui Marina Blandini è Certified Advanced Rolfer™ e Rolf Movement™ Practitioner, membro del direttivo dell'European Rolfing® Association Fonte: www.rolfingsicilia.it














