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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing® - Rolfing®: armonia ed equilibrio nella struttura corporea attraverso il tocco e l'educazione al movimento. Integrazione Strutturale, Postura , Benessere, Fascia
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Come cambia il corpo dopo un ciclo di sedute di Rolfing? Un nuovo studio pubblicato sul Journal of Clinical Medicine (Schleip et al., 2025) ha cercato di rispondere a questa domanda,e ha rilevato chiari miglioramenti nella mobilità, nell’equilibrio e nella funzione respiratoria. Più spazio per il movimento e la respirazione Nel corso di oltre vent’anni sono stati raccolti i dati di 563 partecipanti, tutti sottoposti al classico ciclo delle 10 sedute di Rolfing® Integrazione Strutturale. Prima e dopo il trattamento, sono stati effettuati test sulla mobilità di anche e ginocchia, misurata la simmetria del tronco e registrata l’espansione toracica durante la respirazione. Il risultato è stato sorprendente. Come riportano i ricercatori: “Tutti i parametri hanno mostrato miglioramenti statisticamente significativi dopo l’intervento.” Il Rolfing® lavora con la fascia, il tessuto connettivo che attraversa l’intero corpo. Quando la sua elasticità o coordinazione cambiano, questo può influenzare la postura, la respirazione e la mobilità. Lo studio discute diversi possibili meccanismi, che spaziano dal miglior scorrimento fasciale ai cambiamenti del tono muscolare e della consapevolezza corporea. I cambiamenti più evidenti sono stati osservati in tre aree: Maggior mobilità nelle articolazioni di anche e ginocchia Riduzione delle asimmetrie del tronco Espansione più completa del torace durante l’inspirazione profonda “Le Dieci sedute di Integrazione Strutturale Rolfing sono state associate a miglioramenti statisticamente significativi nella mobilità degli arti inferiori, nella simmetria del tronco e nella mobilità toracica respiratoria.” L’analisi è stata retrospettiva e condotta senza gruppo di controllo, il che significa che non è possibile stabilire con certezza un nesso causale. Tuttavia, l’ampio set di dati offre stimoli preziosi per ulteriori ricerche. Gli autori riassumono: “Questi risultati supportano il ruolo dell’Integrazione Strutturale nell’affrontare disfunzioni posturali e di mobilità attraverso una mobilizzazione orientata alla fascia.” Lo studio suggerisce che il Rolfing® può contribuire a migliorare la mobilità, equilibrare il corpo e favorire la funzione respiratoria. Un’ulteriore conferma scientifica per un metodo che da decenni viene applicato con successo nella pratica e nella formazione. LEGGI LO STUDIO Fonte: European Rolfing Association - Autore Sabine Becker Studio: Robert Schleip, Helen James, Dr. Katja Bartsch, Eric Jacobsen, David Lesondak, Marilyn E. Miller (2025): “Influence of Rolfing Structural Integration on Lower Limb Mobility, Respiratory Thorax Mobility, and Trunk Symmetry: A Retrospective Cohort Study”, Journal of Clinical Medicine.
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Advanced Rolfing® Training è un corso (riservato ai soli Rolfer™ associati all'Associazione Italiana Rolfing®) che permette un notevole avanzamento tecnico/conoscitivo; permette infatti di acquisire tecniche più complesse e raffinate da utilizzare nel proprio lavoro. Perfetto come aggiornamento delle proprie competenze, per ampliare l apropria visione e consolidare le conoscenza acquisite portando tutto ad un livello ancor più elevato. Il video concesso dall'Insegnante Pierpaola Volpones vuole essere un sunto della magia che si respira durante i corsi di formazione. Buona Visione
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Al via la nuova iniziativa di FRI (Formazione Rolfing Italia) che si propone di divulgare la conoscenza del Rolfing® portando la propria formazione nelle maggiori città italiane. Grazie a questa iniziativa, si avrà l’opportunità scoprire il Rolfing® direttamente nella propria città e dunque comprenderne i benefici, conoscere i Rolfer™ locali ed entrare in contatto con uno dei tre insegnanti madrelingua italiana che si occupano di formare nuovi Rolfer™ in Italia e nel mondo. Prima tappa Arezzo, il 21 Marzo, poi seguiranno Bari, Catania, Genova, Roma... e tante altre città italiane. SCOPRI TUTTE LE TAPPE Clicca QUI per scoprire tutte le altre tappe, i dettagli e le modalità di svolgimento nella sezione dedicata del sito ufficiale della Formazione Rolfing® Italia
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Si fa presto a dire medicina alternativa. E’ come dire ’fatti un’altra mamma...’ Mica facile abbandonare la vecchia via per la nuova, in un campo tanto delicato psicologicamente come la cura. Mi ricordo mio nonno: quando stava male voleva a tutti costi la ’pillola’. Una volta che il medico gliela prescriveva e lui, scrupolosamente, la prendeva, il più era fatto, si sentiva guarito. Io sono peggio di lui: a me basta addirittura andare in farmacia, pagare le medicine e già mi sento meglio. Da questo punto di vista sarei un ottimo soggetto per la medicina alternativa, nel senso che sarei sensibilissimo all’effetto psico-placebico. Il problema però è che bisognerebbe che prima mi convincessi della bontà di queste discipline mediche. Devo dire che, spinto da Syusy, le ho provate un po’ tutte. E poi, parlando con amici medici, ne ho sentite di tutti i colori, poiché ho amici di tutte le tendenze terapeutiche. Cominciamo dall’omeopatia. Ho amici naturopati che la consigliano, altri amici medici ’tradizionali’ che si sganasciano dalle risate al solo sentir parlare di omeopatia: alcuni dicono che non fa niente, altri sostengono che potrebbe addirittura fare male. Boh. E io che ne so? Di una cosa mi sono convinto (a torto o a ragione): che la medicina allopatica magari è velenosa, ma è efficace prima, quella omeopatica forse ha meno effetti collaterali, ma ci mette di più a farti guarire da un sintomo. Allora faccio così: quando sento che una malattia (tipo mal di gola, diarrea) sta per arrivare, ma non ne sono tanto sicuro, quando cioè mi sento galleggiare psicologicamente tra prevenzione e ipocondria, allora prendo le medicine omeopatiche. Quando invece sto male - male ricorro a quelle chimiche - sintetiche - allopatiche. Se poi sono impegnato in un lavoro che non posso rimandare, allora è anche peggio: sarei disposto a consultare un veterinario e farmi dare antibiotici da cavallo. Poi mi pento perché mi sembra di consumare la mia salute sacrificandola all’efficienza immediata, ma questo è un altro discorso (per cui mi serve la mia analista). Poi c’è la medicina cinese, di cui è esperto il mio medico di base, a cui sono affezionato perché mischia antibiotici e Chi Quong. Effettivamente quella cinese faccio fatica a considerarla una medicina ’alternativa’: come si può definire alternativa (e quindi provvisoria, marginale, sperimentale) una medicina che cura da millenni miliardi di persone? Io soffrivo di gastrite. I vari medici non erano mai andati più in la del Malox, che mi dava solo un sollievo temporaneo. Un giorno sono andato dal maestro cinese del mio medico, che mi ha messo un ago (che impressione!!!) e poi mi ha detto che il mio stomaco stava bene, era il mio fegato ad essere malato. E in quell’occasione ho effettivamente capito la superiorità (almeno teorica) della medicina olistica, quella cioè che considera il corpo umano come un’entità unica in cui gli organi sono collegati da rapporti energetici, a differenza della medicina occidentale che rischia sempre di vedere ogni organo come una cosa a se stante. Va beh, fatto sta che il medico cinese mi ha dato la cura: una serie infinita di tisane dal sapore francamente insopportabile. Ho fatto la cura ed effettivamente sono stato bene, però quante volte ho rimpianto il buon sapore del Malox, soprattutto nella sapida versione al limone! Poi mi è capitato di andare anche in Cina, e di visitare una vera farmacia tradizionale cinese: molto pittoresca, molto affascinante. Peccato che proprio non ci si capisse nulla: non c’erano tutti quei begli espositori pubblicitari che ci sono da noi, che quando uno entra in farmacia si sente tutti i mali del mondo, ma poi li può esorcizzare comprando un sacco di medicine! C’è poi la medicina ayurvedica: sono stato un paio di volte in India e in Nepal, dove immancabilmente Syusy mi ha trascinato da medici del posto. La cosa funziona così: il medico ti riceve in un posto più o meno salubre (spesso è una cameretta col pavimento in terra battuta sporco di sputi di bethel e un semplice sgabello) e ti visita tastandoti il polso. Poi la diagnosi assomiglia un po’ a quella della cartomante, nel senso che è lui che indovina quello che hai, analizzando gli equilibri degli umori interni che ha intuito dall’auscultazione del polso stesso. Poi ti fa la diagnosi (con me ammetto che ci hanno sempre preso) e ti prescrive la cura, vendendoti direttamente le medicine dell’attigua farmacia-laboratorio. E qui sorge il problema: in genere le medicine ayurvediche sono una serie incredibile di palline più o meno puzzolenti, più o meno somiglianti alle caccole di un coniglio, dai nomi difficili per cui si rischia sempre di fare confusione. E poi, soprattutto le cure ayurvediche sono lunghe: bisogna aver pazienza, cosa del resto perfettamente connaturata allo spirito e alla filosofia orientale. Peccato che io sia un occidentale nevrotico, finisce sempre che la cura ayurvedica non ho pazienza di finirla, e ricorro agli antibiotici. Mi sono sottoposto anche al metodo Rolfing. E con quello sono andato decisamente bene, forse perché si tratta di un metodo alternativo, ma nordamericano, inventato appunto dalla signora Ida Rolf. Avevo un gran male alle ginocchia e alcuni amici ortopedici volevano segarmi i femori e riattaccarmeli di nuovo per fare in modo che l’osso lavorasse in modo diverso, mi è venuto in mente il libro Taras Bulba, e le torture cosacche. Alla notizia ho dovuto sottopormi immediatamente ad un auto-terapia psico-scaramantica (consistente in un leggero massaggio scrotale) per reggere al colpo. Allora Syusy mi ha portato da un amico ’rolfer’, che mi ha detto che il mio male alle ginocchia deriva dal fatto che io avevo i pesi del mio corpo mal bilanciati, quindi mi ha sottoposto ad una serie di massaggi connettivali (in pratica ha preso i miei muscoli con la dita e me li ha ’spostati’) per riequilibrare la struttura. Forse ho patito tanto di quel male che Gesù Misericordioso mi ha graziato del mal di ginocchia, fatto sta che sono guarito, senza che nessuno mi spezzasse i femori. Concludendo: mi faccio vaccinare contro l’influenza ma poi mi prendo anche le palline omeopatiche di Oscillococcinum; contro il mal di gola mischio arnica, collutorio e supposte. Se ho il mal di pancia prendo varie schifezze chimiche e poi però mi faccio una sorta di auto-prano-terapia mettendomi le (mie) manine calde sul pancino, e mi pare di stare meglio. In sintesi ho riadattato la mentalità pragmatico-placebica di mio nonno ai tempi. Solo su due cose mi sento di avere un parere preciso: la prima che è vergognoso che l’assistenza pubblica non sostenga anche medicine cosiddette ’alternative’ (che tali non possono più essere definite), tenuto conto che se io pago le tasse voglio poi essere io a decidere che tipo di assistenza mi serve. Ma su un terreno sono rimasto ’conservatore’ convinto, cioè quello della diagnostica: va bene l’iridologo che ti guarda negli occhi, va bene ayurvedico che ti tasta il polso, va bene l’energetico che ti dice che intolleranze alimentari hai facendo forza su un braccio, ma delle belle analisi del sangue (e delle urine, e delle feci e radiografie, TAC scintigrafie, ecografie ecc..) mi fido di più. Poi, quanto alla cura, se ne parla.
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Come Associazione Italiana Rolfing® (AIR), da anni accompagniamo i professionisti formati presso il Dr. Ida Rolf Institute™ e presso scuole autorizzate, nel loro percorso di crescita e nel riconoscimento della propria attività professionale in Italia In questo contesto, la Legge 4/2013 rappresenta per noi un punto di riferimento importante. Questa norma disciplina le professioni non organizzate in ordini o collegi, tra cui rientra anche la figura del Certified Rolfer®. Il suo obiettivo è offrire trasparenza, tutela e riconoscibilità a tutte quelle attività professionali esercitate in modo abituale e prevalente, fondate su competenze specifiche, ma non soggette a regolamentazione ordinistica. Cosa prevede la Legge 4/2013 La legge riconosce alle associazioni professionali come la nostra il compito di: tenere un elenco pubblico degli associati, aggiornato e accessibile; definire criteri chiari per l’ammissione e la permanenza dei professionisti; favorire la formazione continua, l’aggiornamento e la qualità della pratica; adottare un codice etico e strumenti di tutela per l’utenza. In questo quadro, AIR si assume la responsabilità di garantire standard professionali chiari, coerenti e in linea con le direttive europee in materia di libere professioni. Cosa offriamo agli iscritti Essere parte dell’Associazione Italiana Rolfing® significa: operare secondo un quadro normativo chiaro e riconosciuto; avere accesso a strumenti di formazione permanente e supervisione; essere inseriti in un elenco consultabile da cittadini e istituzioni; aderire a un codice etico condiviso e rispettato; contribuire alla valorizzazione e alla chiarezza della professione nel contesto italiano. Un punto di riferimento per chi pratica il Rolfing® in Italia Come Associazione Italiana Rolfing®, non intendiamo limitarci a definire regole rigide né a sostituirci alla libera iniziativa dei professionisti. Il nostro ruolo è quello di offrire un quadro di riferimento affidabile e trasparente, in cui ogni Rolfer® formato presso il Dr. Ida Rolf Institute™ possa operare con autonomia, riconoscibilità e tutela. In un contesto in continua evoluzione, fare chiarezza sul proprio ruolo professionale è un atto di responsabilità: verso sé stessi, verso la comunità dei colleghi e soprattutto verso le persone che si affidano al Rolfing®. Il nostro impegno quotidiano è quello di rappresentare e valorizzare la professione del Rolfer®, promuovendo la cultura del Rolfing® e il contributo che può offrire al benessere individuale e collettivo. Lo facciamo attraverso il dialogo con le istituzioni, il confronto con il mondo della salute e la costruzione di una rete che sostiene chi pratica con serietà e competenza. In base alla Legge 4/2013, attestiamo la qualità professionale dei nostri iscritti, garantendo il rispetto di standard formativi, deontologici e di aggiornamento continuo. Vogliamo essere una presenza di riferimento, che custodisce e sostiene l’identità professionale del Rolfer® nel tempo.
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Tempo di Primavera e d’Estate, di corpi che iniziano a togliersi di dosso strati di vestiti ma anche il rallentamento fisiologico dei lunghi mesi invernali. Il sole, il respiro all’aria aperta, il movimento danno gioia e vigore e la natura ci dona ancora una volta il suo miracolo, nel rinnovamento. Ecco però che la risposta al moto, magari, non è più così pronta come alcuni anni fa: “ma come, ho fatto palestra, ginnastica, ma mi sento ‘legato/a’”. In generale nella nostra routine giornaliera stiamo troppo seduti, facendo poco esercizio. Probabilmente la risposta alla mancanza di agilità ed elasticità non è da cercarsi nell’allenamento muscolare, ma in quello fasciale. LA FASCIA La fascia è una rete di tessuto connettivo, che contiene oltre alla matrice di base extrafibrillare (i cui fibroblasti sintetizzano le fibre), fibre proteiche di collagene (più denso) ed elastina. Queste due componenti portano la rete ad essere elastica in una direzione, ma resistente nell’altra, perché dopo essere stata tirata torna alla forma originale. Si può suddividere in fascia superficiale, circa tre cm sotto la pelle, che inguaina tutto il corpo come una muta da sub, e fascia profonda, intrecciata con muscoli, vasi sanguigni e linfatici, tendini e legamenti. Fattore fondamentale per la mobilità ed il recupero muscolare è l’idratazione di questo tessuto, visto che contiene acqua al 70%, ma è anche importante che l’acqua arrivi dove deve; agglutinamenti, compattamenti, tensioni compensazioni, traumi, fanno sì che questa fascia si ispessisca e formi ‘dighe’ e ostruzioni, più o meno profonde, di cui la cellulite femminile è un esempio, ma anche le ben più invalidanti situazioni di dolore . Il Dott.Robert Schleip, direttore delle ricerche sulla fascia all’università di Ulm e nella Associazione Europea Rolfing®, nomina la fascia “Cenerentola” della medicina, in quanto fino a dieci anni fa in ambito medico questo tessuto veniva considerato semplice rivestimento privo di importanza. Ora invece sappiamo che la fascia è come una spugna, se strizzata e rilassata richiama fluidi e nutrienti, come risultato dell’azione dei capillari, contiene varie terminazioni nervose che ci danno la consapevolezza coordinativa e la sensazione di dolore, e immagazzina energia cinetica che dà luogo all’”effetto catapulta”. Il meccanismo catapulta è uno degli aspetti più affascinanti della ricerca sulla fascia: per esempio quando camminiamo il contraccolpo naturale generato dal tendine d’Achille, dalla fascia plantare e dalle fasce associate ai nostri muscoli produce il 50% della nostra forza propulsiva. E’ un effetto di ritorno dell’energia che viene permesso da un buon grado di elasticità, il quale riesce a creare pre-tensione e stretch. Nelle mie sedute individuali con il Rolfing® (www.rolfing.it, FB Rolfing Modena) supporto un obiettivo di elasticità e resilienza nell’allineamento strutturale, utilizzando la manipolazione dei tessuti e l’educazione al movimento, mentre nei miei gruppi insegno ad utilizzare il Blackroll® come strumento per l’automassaggio, insieme ad esercizi di stretching fasciale ed esplorazioni legate ai principi del Rolfing®. Maria Cristina Crivellari Certified Advanced Rolfer Rolf Movement Practitioner Maria Cristina Crivellari è Certified Advanced Rolfer e Rolf Movement Practitioner per approfondimenti clicca qui
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Il Rolfing rafforza la nostra rete fasciale in modo duraturo. La fascia è il tessuto connettivo che percorre tutto il nostro corpo e conferisce forma a tutto ciò che è dentro di noi. Per spiegare la rete fasciale, si può paragonare essa a una ragnatela: entrambe le strutture collegano diverse parti in modo intrecciato, trasmettendo forze e segnali. Quando una mosca rimane intrappolata in una ragnatela, l'intera rete risponde alla trazione. La trazione non si verifica nel punto in cui la mosca è stata catturata, ma in un punto opposto; questi sono semplici principi biomeccanici. Esistono vari modi per affrontare il problema dell'instabilità: ci si può concentrare sui sintomi e lavorare sull'area più esposta alla tensione, cioè la parte della rete che subisce la trazione più intensa. Un'altra opzione sarebbe eliminare la causa della tensione, metaforicamente ciò significa rimuovere la mosca. L'Integrazione Strutturale Rolfing® si occupa di tutto ciò, ma, cosa più importante, lavora sull'intera rete fasciale e ne potenzia la forza, la flessibilità e la funzionalità in modo che - metaforicamente - la rete possa resistere facilmente alla prossima mosca che rimarrà intrappolata in essa.
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Grazie al Rolfing®, al Rolf Movement® si impara a conoscere meglio il proprio corpo e a correggere anche in modo autonomo vizi posturali, che a lungo andare possono far insorgere fastidi dolorosi. In questo video France Hatt-Arnold - Certified Advanced Rolfer® - ci mostra come decomprimere la colonna vertebrale utilizzando semplicemente una sedia, un tappetino yoga e una coperta. GUARDA SU EUROPEAN ROLFING ASSOCIATION GUARDA
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Rolfing® Cos’è? Perché provarlo? Cosa mi porterò a casa? Domenica 10 Novembre una mattinata di pratica e studio per te che lavori con il corpo! Tre Rolfer™(Nicola Carofiglio, Andrea Brighi ed Eleonora Celli) dedicheranno il loro tempo e competenze nel condividere con te e il resto del gruppo quei principi che potranno cambiare il modo in cui ti approccerai al corpo: origine, forma, funzione, intenzione! Sei un atleta, personal trainer, danzatore o appassionato del benessere in generale? Stai vivendo qualche fastidio nel tuo corpo? Incontri difficoltà nell’esecuzione di alcuni gesti motori? Vuoi approfondire la tua visione per lavorare meglio con gli altri? Domenica 10 Novembre a Piacenza è il momento giusto per venire a conoscere il Rolfing®! Dalle 9.30 alle 12.30 Come nasce il movimento L’organizzazione corporea nel tempo e nello spazio: coordinazione e orientamento Condivisione dei principi di Rolf Movement™ e laboratorio esplorativo degli spazi Pieni e Vuoti nel corpo: entrare in sintonia con la percezione che hai di te (immagine e schema corporeo), per cambiare immagine cinestetica e sensitiva e migliorare il modo in cui ti organizzi in gravità. Dal semplice camminare, all’esecuzione di un gesto, o una performance sportiva/artistica, spazierai dalla morfologia umana, comparata con quella degli animali, all’embriologia, al Taijiquan e al Rolfing. Più modi diversi conoscerai nel fare ciò che conosci più libertà avrai nelle tue scelte di essere... umano e come professionista!!! Dalle 14 alle 16.30 Sedute di Rolfing: potrai provare, nel pomeriggio, delle sedute di Rolfing (di una durata inferiore ai 45 min), per comprendere e sperimentare cosa può apportare concretamente questo metodo nel tuo corpo. La giornata ha uno scopo di presentazione e divulgativo perciò sarà completamente gratuita. Ti chiediamo la disponibilità a documentare con foto, video e testimonianze questa esperienza (dietro compilazione di informatica e consenso privacy!) INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI I posti sono limitati, pre prenotare chiamare Eleonora Celli a seguente numero 3383884915 oppure inviale un messaggio tramite Whatsapp. Sede: Activity Club, Via Alfredo, Via Borotti, 3, 29121 Piacenza PC DOCENTI Nicola Carofiglio - Advanced Rolfer, Rolf Movement Practitioner e insegnante internazionale di Rolfing. Danzatore. Andrea Brighi - Rolfer, Maestro di Taijiquan Eleonora Celli - Rolfer e Rolf Movement Practitioner
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Accade spesso che il nostro corpo si irrigidisca o si blocchi progressivamente, come se qualcosa ne avesse alterato il naturale equilibrio. Questo può avvenire indipendentemente dal fatto che si faccia o meno sport e movimento. Come mai? Le cause posso essere molte, ma possiamo individuarne principalmente sei: la forza di gravità, gli errori posturali, le lesioni, le malattie, un esercizio fisico eccessivo, errato o carente, i disturbi emotivi. La Forza di Gravità La forza di gravità, che la maggior parte di noi si limita semplicemente a dare 'per scontata' e tende a non considerare, è in realtà ciò che caratterizza ogni aspetto della vita sulla terra. Essa comprime, tende, contorce e piega il nostro corpo, senza mai interrompersi. Quando però ci si entra in conflitto, emergono alcune stimolazioni sensoriali del corpo, come la stanchezza cronica o i problemi nei movimenti, che nascono proprio per segnalarci un malessere. Il Movimento e il gesto motivante Per vivere meglio, dunque, è fondamentale conoscere il nostro corpo ed avere un corretto senso del movimento. Questo, a seconda delle condizioni della 'struttura', può essere di diverso tipo: sottile, acuto, ricettivo, inattivo. Oppure può inibirsi, fino ad arrivare alla paralisi. Basta infatti che una tensione si instauri spasmodicamente in un segmento corporeo per comprometterne la coordinazione motoria, e con essa l'abilità di reazione agli stimoli del mondo esterno. In casi simili, l'esercizio fisico può aiutare, ma non risolve il problema. A farlo è l´approccio, il gesto motivante, che renderà il movimento una espansione del momento, in una sorta di continuo dialogo tra spazio e tempo nel quale il corpo si muove in relazione alla forza di gravità. Lo Sport e la percezione del Movimento Se la percezione dei nostri movimenti è un aspetto fondamentale per la vita di chiunque, lo è a maggior ragione per chi pratica sport, a qualunque livello. I movimenti ripetitivi e agonistici che ricorrono in molte discipline richiedono precisione e concentrazione su precise parti del corpo. Ad esempio, un tennista dalle spalle 'cascanti', continuerà a tenerle in tensione pur allenandosi per lungo tempo. Allo stesso modo, un corridore che ha degli arti rigidi potrà correre per decine di chilometri senza essere in grado di avvertire le tensione e l'usura dei propri tessuti. Come fare, allora, ad avere la consapevolezza necessaria per muoversi in modo armonico ed efficace nello spazio? Il Rolfing® è la soluzione Il Rolfing è la soluzione a questo tipo di problematiche. Il metodo corporeo creato dalla Dr. Ida Rolf è un vero e proprio processo educativo che ha come obiettivo l'affinamento della comunicazione con il proprio spazio interiore, affinché il movimento possa essere potenziato ed eseguito in armonia con la forza di gravità. Per raggiungere questo obiettivo, il Rolfer pratica al cliente delle manipolazioni del tessuto connettivo e gli fa eseguire specifici esercizi di percezione corporea che, come risposte del sistema nervoso alla organizzazione delle masse corporee nello spazio, doneranno al cliente una maggiore rilassatezza. In questo modo, la persona che prima era sopraffatta dai dolori articolari e dalle lesioni (o peggio ancora che soffriva di problemi tali da impedirgli il normale movimento) si potrà liberare da tutte le tensioni per tornare a godere del proprio benessere psicofisico. di Nicola Carofiglio Certified Advanced Rolfer – Rolf Movement Practitioner
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“Le parole che usiamo per descriverci possono diventare una seconda pelle, capace di modellare il nostro sentire, il nostro corpo, la nostra identità.” — Monica Canducci Viviamo immersi in un mondo dominato dall’immagine, in cui lo sguardo altrui – reale o interiorizzato – spesso detta il valore che attribuiamo a noi stessi. Ma cosa accade quando l’immagine che abbiamo del nostro corpo si trasforma in una gabbia, un peso o una vergogna? Come possiamo trasformare la percezione di noi stessi da giudizio a riconoscimento? Ecco una risposta tratta dall'articolo " Sculpting the Brain, Shaping the Body" di Monica Canducci, Certified Rolfer®, Rolf Movement® Practitioner, pubblicato sul Journal of Dr Ida Rolf Institute. Il Rolfing® offre una possibile risposta, andando ben oltre il semplice lavoro fisico. Come ci mostra l’esperienza della Rolf Movement® Practitioner Monica Canducci, il Rolfing può essere un processo di riappropriazione profonda del proprio corpo, grazie all’uso consapevole del linguaggio, del tocco e delle immagini mentali. Due storie, una ferita comune Nel suo articolo “Sculpting the Brain, Shaping the Body”, Canducci racconta il percorso di due giovani donne, Amanda ed Ellie (nomi di fantasia), entrambe afflitte da una relazione dolorosa con il proprio corpo. Amanda, esile, controllata e impeccabile nel suo aspetto, si presentava come una guerriera in difesa: apparentemente sicura, in realtà devastata da una visione di sé profondamente negativa. Ellie, al contrario, alta, morbida e ritirata, sembrava implodere, cercando di nascondersi dentro abiti larghi e posture chiuse. Due polarità, stesso nucleo: un corpo rifiutato, disconosciuto, temuto. Entrambe avevano provato molte strade – psicoterapia, gruppi di supporto, ipnosi – ma ciò che le aveva attirate verso il Rolfing era la possibilità di lavorare sul corpo in un modo nuovo. E, nel loro caso, questo lavoro non iniziò con il tocco delle mani, ma con quello delle parole. Le parole che curano (o feriscono) La nostra lingua è intrisa di espressioni legate al corpo: “mi sento schiacciato”, “ho un nodo allo stomaco”, “sono sulle spine”. Spesso queste metafore, apparentemente innocue, diventano programmi inconsci che modellano la nostra postura, il tono muscolare, la percezione di noi stessi. Amanda parlava del suo corpo come “pelle e ossa”, come qualcosa da controllare e disprezzare. Ellie si descriveva come “gelatina senza spina dorsale”, ritenendosi ingombrante, indesiderabile, invisibile. Canducci ha iniziato il lavoro terapeutico partendo da queste immagini interiorizzate, offrendo nuove parole, nuove metafore, nuove possibilità di sentire. La sua metodologia, Move In Mind™, si basa proprio sull’uso del linguaggio e dell’immaginazione per stimolare la neuroplasticità e riscrivere il dialogo mente-corpo. Rolfing come processo di reintegrazione Quando le clienti si sono sentite pronte, è iniziato il percorso corporeo vero e proprio. Il Rolfing, con il suo approccio sistemico e la sua attenzione alla gravità come forza organizzatrice, ha aiutato Amanda ed Ellie a costruire una nuova “mappa” del proprio corpo. Non un corpo da correggere, ma da abitare. Attraverso il respiro, il movimento lento, l’auto-massaggio e l’esplorazione tattile consapevole, entrambe hanno iniziato a percepire il proprio corpo dall’interno, non più solo come oggetto dello sguardo altrui. Amanda ha ritrovato il piacere del movimento e ha superato il rifiuto alimentare. Ha riscoperto la possibilità di prendersi cura di sé, fino a diventare madre. Ellie ha riconosciuto la forza e la dignità della sua struttura ossea, trasformando il suo sentirsi “troppo” in una presenza piena, viva e sicura. Ha lasciato la vergogna per riscoprire la propria vitalità, fino a diventare lei stessa una wellness coach. Dallo specchio al sentire L’insegnamento più profondo di queste due storie è che l’immagine corporea non è un fatto estetico, ma percettivo. È la qualità del nostro sentire che definisce il nostro benessere. Il Rolfing, in questo senso, è una pratica che può portare alla riconnessione profonda con il proprio corpo, alla costruzione di un senso di sé basato sull’interocezione, non sul giudizio. Come scrive Canducci, “ciò che diventa importante non è più come appariamo agli altri, ma quanto ciò che vediamo nello specchio corrisponde a ciò che sentiamo interiormente.” E il compito del Rolfer diventa allora quello di ascoltare, osservare, sentire – e scegliere parole che accompagnino il cambiamento, con empatia e consapevolezza. In un mondo che ci chiede costantemente di apparire, il Rolfing ci invita a sentire. A sentire la nostra struttura, la nostra presenza, il nostro diritto di esistere nel corpo che siamo. In questo processo, parole, tocco e immaginazione diventano strumenti integrazione e libertà. Perché – come ricorda Canducci – “le parole possono letteralmente scolpire il nostro cervello e plasmare il nostro corpo.”
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In un mondo dove la comunicazione digitale è diventata uno strumento essenziale anche per i professionisti del corpo, nasce il Corso Introduttivo “Social Network per Rolfer®”, un percorso gratuito pensato per fornire ai Rolfer® le competenze di base per promuovere la propria attività in autonomia attraverso i principali canali social: Facebook, Instagram e LinkedIn. Il corso si sviluppa in 7 incontri online, uno a settimana a partire da giorno 16 Settembre ore 18:30 via Zoom. Avrà un approccio pratico e orientato all’azione, pensato per chi parte da zero o vuole rafforzare le proprie competenze digitali in modo semplice e concreto. Durante il percorso si affronteranno i seguenti temi: Utilizzo strategico dei social network per la promozione professionale Come creare contenuti efficaci: testi, immagini, video e CTA Strumenti per il personal branding Interazione con il pubblico e costruzione di reti professionali Strategie di auto-promozione Analisi delle statistiche e piani editoriali L'obiettivo è fornire conoscenze di base e strumenti immediatamente applicabili, senza necessità di competenze tecniche avanzate. Il programma dettagliato è disponibile nell’area documentale del sito ISCRIZIONI CHIUSE
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Il Rolfing® è un metodo olistico poliedrico adatto a svariati soggetti e capace di risolvere svariate problematiche derivanti da una postura scorretta. In questo articolo (pubblicato originariamente su rolf.org - sito ufficiale del Dr. ida Rolf Institute™) si approfondiscono i suoi svariati approcci per migliorare la postura, le performance atletiche, la propria flessibilità o per risolvere fastidi derivanti dai vizi posturali quotidiani. Leggi tutto qui Il Rolfing® è ottimo nei bambini e negli adolescenti come ausilio nel processo di crescita; è molto efficace per migliorare le prestazioni atletiche degli sportivi professionisti o per risolvere vizi posturali derivanti da un uso non efficiente del proprio corpo. Negli anziani permette di ritardare i processi d’invecchiamento e ridare elasticità ai tessuti; nelle donne nel periodo post-gravidanza permette di ritrovare confidenza e “riappropriarsi” del proprio corpo. Dunque un metodo trasversale che attraverso i suoi svariati approcci offre soluzioni mirate per ogni tipologia di individuo e per specifiche problematiche posturali. Leggi tutto qui
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Negli ultimi anni le continue ricerche e scoperte sulla fascia hanno evidenziato scientificamente le azioni benefiche dell'integrazione strutturale. Gli ambiti di ricerca sono via via cresciuti innescando una proliferazione di articoli e approfondimenti. Ecco un articolo sul Journal Of Bodywork and Movement Therapies, uno degli organi di diffusione scientifica più importanti in questo ambito. Abstract La scienza è la spina dorsale di ogni chiara comprensione di come il corpo è composto e di come diverse strutture e funzioni sono collegate tra loro. È ovvio che esiste un'enorme variabilità negli esseri umani - non solo in termini di aspetto esteriore come le misurazioni di altezza, peso, massa muscolare e altre proprietà fisiche, ma anche rispetto ai parametri metabolici e funzionali. Questo articolo mette in evidenza i recenti sviluppi delle attività di ricerca nel campo delle scienze della fascia con un'enfasi particolare sulle strategie di valutazione come base per ulteriori studi. LEGGI TUTTO QUI Articolo Originale: Frontiers in fascia research Carla Alessandra Avila Gonzalez, Mark Driscoll, Robert Schleip, Scott Wearing, Eric Jacobson, Tom Findley, Werner Klingler Vol. 22, Issue 4, p873–880
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Il corpo umano è un'opera d'arte in movimento, una sinfonia che necessita di armonia per funzionare al meglio. Questo è il principio che accomuna due discipline apparentemente lontane: il Rolfing® e l’Aerial Yoga. Come spiegato nell’articolo "Finding Harmony: Exploring Synergies Between Rolfing and Aerial Yoga" su RolfingNow, la combinazione di queste pratiche può trasformare profondamente la nostra relazione con il corpo, offrendo benessere fisico ed emotivo. Il Rolfing® si concentra sull’allineamento del corpo rispetto alla forza di gravità, aiutando a rilasciare tensioni profonde e a correggere posture errate. Dall’altra parte, l’Aerial Yoga utilizza il supporto dei tessuti sospesi per creare una sensazione di leggerezza, permettendo al corpo di muoversi liberamente nello spazio. Questo interessante articolo sottolinea come l’assenza di peso durante le sessioni di Aerial Yoga aiuti a scoprire nuovi modi di percepire il corpo, liberandolo da restrizioni e dolori. Una sinergia tra tocco e movimento Il Rolfing® è una metodo manuale che lavora attraverso il contatto fisico per riorganizzare la struttura corporea, mentre l’Aerial Yoga integra il movimento fluido, creando una danza tra forza e morbidezza. Questa sinergia tra tocco e movimento permette di sperimentare una profonda connessione con il proprio corpo, aumentando la consapevolezza corporea e favorendo una sensazione di leggerezza interiore. Per chi è alla ricerca di un approccio olistico al benessere: la combinazione di Rolfing® e Aerial Yoga offre una strada verso la trasformazione personale. La forza di gravità non è più un nemico da combattere, ma un’energia con cui collaborare per ritrovare equilibrio, forza e serenità. Se questa armonia tra corpo e mente vi affascina, vi invitiamo a leggere l’articolo originale per scoprire come queste due discipline possano influenzare positivamente la vostra vita. Articolo Originario: Finding Harmony: Exploring Synergies Between Rolfing and Aerial Yoga Kommentar verfassen / Rolfing / 10 Luglio 2024
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Il Rolfing® è un metodo di lavoro corporeo sviluppata dalla Dr. Ida Rolf a metà del XX secolo. Nonostante la sua crescente popolarità come metodo per alleviare il dolore, migliorare la postura e la mobilità, nonché per aumentare il benessere generale, c'è ancora un malinteso riguardo al grado di disagio durante il processo di Rolfing. Alcune persone si chiedono: Il Rolfing è doloroso? La risposta è "No"! È importante comprendere che il Rolfing mira a ottimizzare la struttura e la funzione del corpo, infatti i Rolfers® riallineano e riequilibrano il corpo agendo sul tessuto connettivo oggi conosciuto anche come 'Fascia' - una rete interconnessa di tessuti che attraversa tutto il corpo e collega tra loro le diverse parti del corpo. Se alcune regioni del corpo sono sotto tensione o sbilanciate, queste possono influenzare altre parti del corpo. Per rilasciare la tensione, riallineare la fascia e correggere gli squilibri nel corpo, i Rolfers utilizzano un tocco speciale e mirato per lavorare sistematicamente attraverso il sistema miofasciale. Il Rolfer Avanzato Certificato John Wilson lo spiega così: Quando affrontiamo una restrizione muscolare, affondiamo fino allo strato di restrizione e lo sfidiamo lì, e non oltre. Se lo strato di restrizione è superficiale, lavoriamo in superficie, se lo strato di restrizione è profonda, andiamo in profondità ma non oltre il necessario, senza mai agire con una forza eccessiva. Questo può a volte portare a sensazioni di pressione, stiramento o disagio, particolarmente nelle aree dove la tensione si è accumulata o il movimento è limitato. Tuttavia, questa intensità sperimentata (e non dolorosa ndr) è transitoria, porta rapidamente a una diminuzione della sensazione di disagio e infine a un rilascio profondo di blocchi di lunga data: Alcune delle aree che vengono contattate in una sessione di Rolfing, spesso sono state mantenute in tensione per molti anni. Rilasciare questo tipo di tensione cronica può a volte risultare scomodo, anche se questa sensazione può essere minimizzata lavorando attraverso il respiro e il rilassamento, ad esempio respirando nella zona toccata. Ma è un tipo di “dolore” utile, che sta risolvendo qualcosa di profondo nel tuo corpo che raramente viene toccato – il tipo di tocco che noi Rolfers diciamo ‘fa bene, anche se fa male’. -- Rolfer Avanzato Certificato Alan Richardson. Articolo originale: EUROPEAN ROLFING ASSOCIATION LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO QUI: https://rolfing.org/articles/blog/is-rolfing-painful?ra
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In tutti i programmi di stretching e autotrattamento del collo manca una dimensione importante: quella della espansione e contrazione. In questo video, di Marcel Teeuw (Certified Rolfer™ e Rolf Movement™ Practitioner), attualmente presidente dell'Associazione Europea Rolfing®, ci mostra un movimento, che crea e riprende gli spazi in mezzo alle vertrebre, una sorta di micromassaggio alimentato dalla forza della immaginazione più che con i muscoli volontari. Marcel dice: Se permettiamo alla fascia questo movimento di espansione e contrazione, entriamo in contatto diretto con i dischi intervertebrali del collo, come con tutti i muscoli e ligamenti, perché la rete fasciale non ha fine. La lentezza, insieme all'assenza di sforzo e la attenzione al minuscolo movimento rende questo esercizio molto valido... nel progredire è anche possibile sentire quale delle vertebre del collo ha meno mobilità delle altre e quindi di focalizzarsi più su quella. Buona Visione Maggiori informazioni su Marcel Teeuw qui
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La parola "embrione" deriva dal greco " έμβρυον" (émbryon), composto da "en-" che significa "dentro" e "bryein" che significa "germogliare, fiorire". È questo il cuore pulsante della riflessione poetica e scientifica di Konrad Obermeier, insegnante di Rolfing® e studioso di embriologia biodinamica, che ci invita a guardare l’embrione come qualcosa di più di un organismo in sviluppo: una metafora vivente dell’essere umano in divenire, una danza silenziosa tra corpo, ambiente e coscienza. Nell’articolo “Letter from the Embryo – En-brýein”, Obermeier intreccia arte, filosofia e scienza in un racconto che emoziona e invita a riflettere. L’embrione, ci dice, non è solo una fase iniziale della vita, ma un essere relazionale, sensibile, plasmato tanto dalla genetica quanto dall’ambiente e dalla cultura in cui cresce – ancor prima di nascere. “L’embrione sta tracciando un territorio e costruendo una casa in un universo metabolico. Ha un enorme potenziale, ma nessuna esperienza diretta nella costruzione.” Nascosto nel ventre materno, invisibile all’occhio umano, l’embrione non si limita a crescere: si costruisce, si adatta, si relaziona, impara a esistere senza parole, senza pensiero cosciente, senza storia. Vive in un tempo puro, privo di proiezioni mentali. Il suo linguaggio è fatto di cellule, flussi metabolici, risposte immediate al mondo esterno. Un mondo che entra in lui, attraverso la madre, e che già comincia a modellarlo. È un essere “senza architetto”, ma non senza intelligenza: possiede un sapere antico, inscritto nel DNA e nella materia stessa del vivere. Quando l’embrione si specchia nella cultura Uno dei punti più suggestivi dell’articolo è la riflessione su come, nel corso della storia, l’embrione sia sempre stato plasmato dai racconti e dai paradigmi culturali. Nelle epoche orali, l’embrione era narrato nei miti. Per Aristotele, attraversava fasi vegetative, animali e infine umane, ricevendo l’anima solo in un secondo momento. Nelle visioni preformazioniste, era un minuscolo “uomo già formato” (homunculus) presente in ogni seme, che doveva solo ingrandirsi. La scienza moderna ha cambiato la narrazione, ma non ha cancellato il mistero. La genetica, la biologia molecolare, l’evoluzione ci offrono nuovi strumenti per comprendere lo sviluppo embrionale. Ma restano aperte domande che nessun microscopio o algoritmo può chiudere del tutto. “Il mistero non risiede più nel divino, ma si è trasfigurato nella tecnologia. Non è più il filosofo o il mistico a spiegare la vita, ma il genetista e il bioinformatico.” Dal corpo che cresce al corpo che sente In questa visione ampia e profonda, Obermeier recupera la centralità del corpo come soggetto del divenire. L’embrione non è una macchina biologica che esegue istruzioni genetiche, ma un essere che sente, che risponde, che si plasma nella relazione. Citazione dopo citazione, Obermeier ci porta a vedere lo sviluppo come un processo circolare, non lineare: dall’interno all’esterno e dall’esterno all’interno. La genetica non è tutto; l’ambiente, l’esperienza, la qualità delle relazioni sono altrettanto determinanti. “Lo sviluppo ontogenetico è la risposta riuscita dell’embrione a una domanda posta dall’ambiente.” In questa ottica, il corpo adulto non è qualcosa di “già dato”, ma una biografia incarnata, una storia di adattamenti, interazioni, sensazioni. Ecco perché, per chi lavora con il corpo – come nel Rolfing® – è così importante onorare l’origine di quel corpo, il suo silenzioso cominciare. Perché tutto questo parla a chi lavora con il Rolfing® Perchè “Letter from the Embryo” non è solo un articolo culturale o scientifico ma un invito a tornare alle origini del corpo. a riconoscere nel tocco, nel respiro, nella gravità, qualcosa che parla la stessa lingua dell’embrione, a creare spazio per il divenire, non per correggere ma per accompagnare. Per chi pratica il Rolfing®, questo articolo è una dichiarazione poetica del perché il nostro lavoro può andare tanto in profondità. Non tocchiamo solo tessuti, ma una memoria antichissima. Non invitiamo solo al movimento, ma alla possibilità di riscrivere la relazione tra corpo e ambiente. Fonte Letter from the Embryo – En-brýein” - Konrad Obermeier, - Basic Rolfing® Instructor“ Pubblicato su (Journal of dr. Ida Rolf) Structure, Function, Integration, novembre 2022. Per approfondire: www.rolf.org
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Un'intervista della Certified Rolfer® Stephanie Aimée Poole con Jakob Reichardt, scienziato dello sport e Certified Rolfer®, offre una prospettiva unica sull'efficacia dell'Integrazione Strutturale Rolfing® in sinergia con l'allenamento della forza. Questo articolo, basato su una conversazione originariamente pubblicata dall'European Rolfing Association a cura di Sabine Becker, evidenzia come la comprensione della miofascia sia cruciale per ottimizzare movimento, performance e benessere generale. Jakob Reichardt, con un solido background nell'allenamento della forza e nelle arti marziali, ha scoperto il Rolfing cercando un approccio al movimento che superasse i limiti del condizionamento tradizionale. Colpito dalla natura olistica e dal tocco distintivo del Rolfing, ha intrapreso la formazione per diventare un Rolfer, riconoscendo l'importanza delle connessioni miofasciali nel movimento atletico. La Chiave è la Miofascia Al centro della discussione c'è la miofascia: una rete che avvolge ogni fibra muscolare, estendendosi per tutto il corpo. Questo tessuto connettivo non solo supporta meccanicamente il movimento, ma comunica costantemente con il sistema nervoso, influenzando direttamente stabilità e coordinazione. Comprendere e lavorare con il sistema fasciale è fondamentale per ottimizzare l'efficienza dell'allenamento e prevenire gli infortuni. L'intervista sottolinea come il Rolfing sia cruciale per affrontare condizioni di malessere e fastidio o dolore, in particolare quello alla schiena, attraverso un approccio profondamente individualizzato. Invece di programmi standardizzati, il Rolfer analizza l'intera struttura e le abitudini di movimento della persona, percependo le tensioni e le disarmonie fisiche. Reichardt spiega che ciò che viene percepito come "tensione" spesso è uno spasmo compensatorio, un tentativo del corpo di creare stabilità dove manca un'integrazione strutturale. Il Rolfing agisce per ristabilire questa stabilità fondamentale e la libertà di movimento. Reintegrare il Movimento nella Vita Quotidiana Il grande vantaggio del Rolfing risiede nella sua capacità di liberare le strutture e ampliare la gamma di movimento. Tuttavia, come evidenziato, è essenziale che questa nuova mobilità venga integrata attivamente nella routine quotidiana del cliente. Senza l'applicazione pratica, il corpo tende a ricadere nei vecchi schemi disfunzionali. Per chi si avvicina all'allenamento della forza, Jakob consiglia di definire obiettivi chiari e, soprattutto, di affidarsi a un istruttore competente per apprendere la tecnica corretta, preferendo l'uso dei pesi liberi per una maggiore libertà di movimento. Per approfondire la conversazione completa, vi invitiamo ad ascoltare l'intervista originale nel podcast "Fluid Realities" dell'European Rolfing Association, condotto da Anna Mischel e Stephanie Aimée Poole. Fonte: Questa intervista è un estratto di una conversazione con Jakob Reichardt sul Rolfing® e l'allenamento della forza. L'intervista completa è disponibile come registrazione audio nel podcast "Fluid Realities", condotto da Anna Mischel e Stephanie Aimée Poole. Intervistato: Jakob Reichardt, Certified Rolfer® e scienziato dello sport – Monaco, Germania Intervistatrice: Stephanie Aimée Poole, Certified Rolfer® - Gmunden, Austria Autore Originario: Sabine Becker Foto: Copyright © Jakob Reichardt, Markus Mischen & Stefanos
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Vuoi essere più flessibile? Respirare con maggior facilità? Avere meno dolore alla schiena? Allora l'Integrazione Strutturale Rolfing® potrebbe essere la scelta giusta per te! Ecco 7 motivi per cui il Rolfing può essere la soluzione per il tuo benessere: Il Rolfing favorisce la mobilità Il Rolfing può sciogliere le tensioni agendo sulla direttamente sulla Fascia, la rete di tessuto connettivo che avvolge il tuo corpo. Dopo una seduta di Rolfing, infatti fascia e muscoli scivolano più liberamente l'uno sull'altro e la mobilità articolare viene migliorata. Di conseguenza, la mobilità e la flessibilità sono promosse in tutto il corpo. L'ampiezza di movimento aumenta e i movimenti diventano più fluidi e armoniosi. Il Rolfing può migliorare la respirazione Uno degli obiettivi del Rolfing è liberare la respirazione. L'inalazione completa e profonda dovrebbe avvenire il più possibile senza sforzo, mentre l'espirazione dovrebbe essere rilassata e consentire alla persona di lasciarsi andare. Per respirare liberamente, il Rolfing si concentra sul miglioramento della mobilità toracica e sul permettere a ogni respiro di diffondersi in tutto il corpo. I tessuti miofasciali sulla parte anteriore della gabbia toracica e della cintura scapolare sono spesso accorciati. Di conseguenza, le costole non possono muoversi liberamente ad ogni inspirazione, cosa che avviene tra le 15.000 e le 20.000 volte al giorno. Nel tempo, l'accorciamento di queste strutture frontali spesso aumenta, limitando non solo la respirazione, ma anche creando restrizioni nella mobilità degli organi. In molti casi, anche una singola seduta di Rolfing può apportare un notevole sollievo. Il Rolfing migliora la postura Il Rolfing Il Rolfing riorganizza sistematicamente il corpo, correggendo gli squilibri nel tessuto miofasciale in modo che il corpo possa riorganizzarsi con meno sforzo. Il nostro corpo ha l'opportunità di sfruttare la forza di gravità, essere supportato da essa, anziché sentirsi tirato verso il basso. Osservando il corpo da un lato durante il ciclo di 10 sessioni di Rolfing, le orecchie, le spalle, il bacino, le ginocchia e le caviglie si allineeranno sempre di più lungo questa linea verticale. La struttura del corpo diventa bilanciata. Il Rolfing porta a un maggiore equilibrio e stabilità Man mano che il corpo sviluppa una postura eretta senza sforzo e una maggiore mobilità, la maggior parte dei clienti sperimenta una sensazione di leggerezza complessiva - camminando e stando in piedi. Allo stesso tempo, trovano un supporto più solido dal suolo: i loro piedi hanno un contatto migliore e forniscono una base più sicura. Di conseguenza, si sta in piedi in modo più stabile. Il Rolfing può alleviare il dolore Il Rolfing può alleviare il disagio e i fastidi nel corpo causati da squilibri tensionali e limitazioni di movimento. In questo modo, il dolore alla schiena, la tensione dolorosa al collo e alle spalle, i mal di testa, così come il disagio all'anca, al ginocchio e al piede possono essere alleviati e risolti; e questi miglioramenti sono per lo più a lungo termine. Il Rolfing migliora la percezione del corpo I clienti imparano a sentire ed esperire il proprio corpo attraverso il Rolfing. Ad esempio, diventano consapevoli di domande che potrebbero non essersi mai poste prima: Come respiro? Come sto in piedi? Come mi siedo? Come cammino? Quando alzo le spalle? Come reagisce il mio corpo quando sono stressato? L'apprendimento propriocettivo viene favorito attraverso il lavoro manuale del Rolfer®, istruzioni verbali e movimenti guidati. Tuttavia, i clienti partecipano attivamente durante tutto il processo. La loro nuova percezione del corpo acquisita li aiuta a essere consapevoli e a identificare rapidamente ed eliminare vecchie abitudini di movimento. E se queste riemergono, è più facile per i clienti diventare consapevoli e correggere posture sfavorevoli o modelli di movimento dannosi. Pertanto, un'ulteriore percezione corporea porta a un aumento della consapevolezza del corpo, che è una delle chiavi degli effetti benefici a lungo termine del Rolfing. Il Rolfing ha un effetto positivo sulla mente Corpo e mente non possono essere separati. Ciò diventa chiaro durante le sedute di Rolfing. Una respirazione più libera e un'apertura maggiore della gabbia toracica implicano anche una maggiore apertura verso il nostro ambiente e verso gli altri. Una maggiore sensazione di stabilità e supporto attraverso il contatto col suolo fornisce una maggiore sensazione di sicurezza e centratura. I clienti del Rolfing riferiscono di avere più energia in generale, un maggior equilibrio nelle situazioni difficili, maggiore sicurezza in sé stessi e la capacità di mostrare il proprio io interiore con maggiore fiducia. In conclusione, il Rolfing è un metodo di lavoro olistico che influisce positivamente sul corpo e sulla mente. Dopo solo poche sedute, noterai che sei più flessibile, puoi respirare più liberamente e che hai meno tensione. L'esperienza di ogni cliente durante le sedute di Integrazione Strutturale Rolfing è unica e personale. Per maggiori informazioni trova il Rolfer più vicino a te CLICCA QUI














