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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing® - Rolfing®: armonia ed equilibrio nella struttura corporea attraverso il tocco e l'educazione al movimento. Integrazione Strutturale, Postura , Benessere, Fascia
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Negli ultimi anni, sempre più persone si sono avvicinate al Rolfing, una pratica che si concentra sulla mobilizzazione della fascia per migliorare la postura, la mobilità e il benessere generale del corpo. Ma come viene riconosciuto in Italia? In Italia, il Rolfing è ufficialmente riconosciuto come una professione, regolamentata attraverso il codice ATECO 96.09.09. Chi desidera aprire uno studio di Rolfing con partita IVA può farlo iscrivendosi all’Associazione Italiana Rolfing (AIR), che rappresenta i professionisti del settore e garantisce il rispetto degli standard etici e professionali. Il ruolo dell'Associazione Italiana Rolfing (AIR) L’Associazione Italiana Rolfing (AIR) gioca un ruolo fondamentale nella tutela della professione e dei suoi operatori. Come ente di riferimento, AIR si assicura che tutti gli associati siano aggiornati sulle ultime novità scientifiche e professionali e operino secondo gli standard richiesti. Questo garantisce ai professionisti la possibilità di lavorare in modo conforme alla legge, e agli utenti di essere seguiti da esperti qualificati. Inoltre, AIR si impegna a tutelare anche i clienti finali, rilasciando attestati di qualità ai professionisti certificati e offrendo uno sportello per raccogliere suggerimenti, reclami o richieste da parte degli utenti. Questo approccio garantisce trasparenza, sicurezza e una costante evoluzione della qualità del servizio. Come diventare un professionista del Rolfing? Per diventare un professionista certificato, è necessario seguire un percorso formativo specifico, che include sia la teoria che la pratica. Gli operatori certificati sono obbligati a continuare la loro formazione per rimanere aggiornati, così da poter offrire ai clienti il miglior servizio possibile. Inoltre, i professionisti del Rolfing possono anche usufruire di una rete di supporto offerta dall’associazione, che include opportunità di crescita professionale e di collaborazione. Rolfing un interesse sempre più crescente! Con l’aumento dell’interesse per le terapie corporee e il benessere olistico, il Rolfing sta guadagnando sempre più attenzione come metodo efficace per migliorare la postura e la mobilità. La ricerca scientifica ha confermato i benefici di questa pratica, riconoscendo la fascia come un elemento fondamentale nella nostra salute e benessere. Inoltre, l’approccio olistico del Rolfing aiuta a risolvere tensioni muscolari, dolori cronici e a migliorare la coordinazione del corpo. il Rolfing è una professione ufficialmente riconosciuta in Italia, e la sua crescente popolarità è supportata da un forte impegno professionale e da una solida rete di formazione e supporto offerta dall’Associazione Italiana Rolfing. Vuoi saperne di più? Contatta la nostra segreteria per avere tutte le informazioni di cui hai bisogno
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In questo articolo, Sonia Sommer, Structural Integration Practitioner, ci spiega come l'integrazione strutturale riesca a mettere in luce le cattive abitudini causa dei fastidi di ogni giorno, restituendo un senso di benessere e ridonando nuovamente la motivazione perduta. Nell'articolo vengono elencati i 5 benefici principali del Rolfing®: Migliora la capacità respiratoria Da sollievo ai dolori cronici Ridona benessere emotivo Migliora la Postura Riallinea il tuo corpo e ri-allinea la tua vita CHIEDI MAGGIORI INFORMAZIONI AL ROLFER PIU' VICINO A TE CLICCA QUI Leggi tutto nell'articolo originario qui Articolo originale tratto da https://soniasommer.com
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In Italia i Rolfer™ anche a casa non si fermano mai! Data l'emergenza sanitaria e l'obbligo di stare in casa, sono numerosi i Rolfer™ italiani che hanno deciso di produrre piccoli video homemade per offrire consigli o suggerire semplici tecniche per "Star Bene in Casa ai Tempi del corona virus". A partire da questa settimana dunque saranno condivisi sulla nostra pagina facebook anche i contributi video che i vari Rolfer™ Italiani stanno producendo in questo periodo di stop. Se sei un Rolfer™ e hai prodotto il tuo video segnalacelo tramite messanger, puoi usate anche il popup in calce a questa pagina. SEGUICI SU FACEBOOK #iorestoacasa #rolfing
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L'inizio di un nuovo anno scolastico porta eccitazione e gioia sia per i bambini che per i genitori, tuttavia, un aspetto spesso trascurato è l'impatto dei pesanti zaini scolastici sui nostri piccoli studenti! Gli zaini scolastici sovraccaricati possono portare a stanchezza, tensione muscolare e dolori alla schiena. Inoltre, possono causare problemi posturali a lungo termine, come la distorsione delle curve naturali della colonna vertebrale e l'arrotondamento delle spalle. Come genitori responsabili, è cruciale adottare misure pro-attive per proteggere la postura dei nostri figli. In questo articolo esploreremo alcune modalità efficaci per preservare la postura del nostro bambino quando porta uno zaino scolastico. Misura Corretta dello Zaino Scolastico l primo, e più essenziale, passo per proteggere la postura del tuo bambino è assicurare la misura corretta dello zaino scolastico. Lo zaino dovrebbe essere regolato in modo ottimale per aderire saldamente alla schiena del bambino, con il carico distribuito uniformemente. Le spalline regolabili e imbottite, insieme a una cinghia toracica e una cinghia in vita, possono ridurre significativamente il peso sulle spalle e alleviare lo stress sulla colonna vertebrale. Controlla e regola regolarmente le cinghie man mano che il tuo bambino cresce, per assicurare un fit confortevole e di supporto durante tutti gli anni scolastici. Fai fare Esercizio e Sport e incentiva il tuo bambino a partecipare a un'attività fisica regolare e a praticare sport. Questo non è solo benefico per la loro salute generale, ma gioca anche un ruolo cruciale nella protezione della loro postura. L'esercizio aiuta a rafforzare i muscoli, migliorare la flessibilità e alleviare la tensione accumulata dal trasporto di pesanti zaini scolastici. L'attività fisica quotidiana promuove un sistema muscolo-scheletrico ben equilibrato e contribuisce a una postura più sana. Favorisce anche un atteggiamento positivo nei confronti dell'essere attivi, il che sarà di beneficio al tuo bambino per tutta la vita. Rolfing® come Misura di Supporto Il Rolfing® è un metodo potente ed efficace per sostenere la postura e il benessere generale del tuo bambino. La Rolfing è una tecnica manuale orientata alla fascia corporea che mira a ottimizzare la struttura del corpo, rilasciare tensioni e migliorare la flessibilità. Questo approccio delicato e mirato può sostenere la postura eretta, contrastare posture sbagliate, tensioni e blocchi, e prevenire efficacemente il dolore. Collaborando con un Rolfer® esperto, puoi aiutare il tuo bambino a mantenere una postura sana durante gli anni cruciali della crescita. Come genitori, è nostra responsabilità assicurarci del benessere e dello sviluppo dei nostri figli e proteggere la loro postura è un aspetto essenziale di questa cura. Seguire questi semplici consigli, può migliorare la qualità posturale del tuo bimbo e prevenire l'insorgenza di condizioni più serie. Dai il benvenuto al nuovo anno scolastico con consapevolezza e adotta misure proattive per garantire che i tuoi figli prosperino sia dal punto di vista accademico che fisico. CONTATTA IL ROLFER PIÙ VICINO Fonte: European Rolfing Association Articolo originale: https://rolfing.org/articles/blog/how-protect-your-childs-posture-when-wearing-school-bag?ra
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I benefici del Rolfing: consigliato per la riabilitazione post-traumatica "Dopo aver subito una sostituzione parziale bilaterale del ginocchio e aver lottato per tornare alla piena forma fisica, un collega aveva raccomandato il Rolfing® come opzione per comprendere meglio i problemi. Lavoro per un'organizzazione internazionale in un lavoro fisicamente impegnativo, quindi sono sempre aperto a qualsiasi forma di riabilitazione per riportarmi al fitness preoperatorio…. Consiglio il Rolfing a chiunque abbia subito qualsiasi forma di operazione che abbia influito sulla mobilità, a chiunque sia connesso a qualsiasi forma di sport, che si tratti di yoga, allenamento con i pesi, cross-fit, ecc. - (Lloyd, Devon)" Una bellissima testimonianza pubblicata su European Rolfing Association sugli effetti benefici del Rolfing® nei casi di riabilitazione post-traumatica. Leggi l'articolo su European Rolfing Association Fonte Originaria: Tara Fraser website
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Rolfing e Feldenkrais Fascia: l’anello di connessione tra integrazione strutturale e funzionale. Il Rolfing® incontra il Feldenkrais, un incontro gratuito e online per comprendere come l'integrazione strutturale e la terapia fasciale siano discipline trasversali ed altamente efficaci. Un incontro per scoprire come la ricerca sulla fascia migliora la professionalità e l'approccio al lavoro corporeo. Durata: 1h Piattaforma: Facebook. Moderatrice: Marina Blandini - Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Interverranno: Rita Geirola, membro della Facoltà europea di Rofling e Rolf Movement, insegnante Feldenkrais, insegnante Pilates Lucia Isabella Grazioli, Rolfer e insegnante di Feldenkrais Simone Costa, Counselor a mediazione corporea, Rolfer (studente Feldenkrais) Raffaele Viscido , Rolfer , Fisioterapista, Mezierista ( studente Feldenkrais) Pierpaola Volpones, chair della Faculty Europea del Rolfing In regia Eleonora Celli, presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia Il tocco del Rolfing permette un’informazione rifinita e precisa del sistema nervoso Rita Geirola Una serie di incontri Rolfing Terapia Fasciale Arti Corporee come la ricerca sulla fascia ha migliorato la mia professionalità Tra ricerca, tradizione, innovazione e applicazione, in occasione del 125esimo anniversario della nascita di Ida Pauline Rolf, l'Associazione Italiana Rolfing, a partire dal 20 Marzo, lancia una serie di incontri tematici, online e gratuiti, con diversi professionisti del lavoro corporeo, che stanno già integrando, con successo, nel loro flusso di lavoro quotidiano le ultime scoperte sulla fascia (Tessuto Fasciale - Interstitium) . Un'apertura alla conoscenza di come la geniale intuizione di Ida Pauline Rolf abbia orientato la Ricerca Scientifica e di come le relative scoperte abbiano migliorato la pratica professionale. SCOPRI LE ALTRE DATE
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In un recente articolo comparso sulla rivista GEO, si parla della “scoperta” di un universo interno la cui funzione è ancora poco conosciuta. Oggetto dell’articolo è il tessuto connettivo, in particolar modo le fasce. Delle particolari guaine fibrose e biancastre che stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nella ricerca medico-scientifica. Numerosi sono infatti gli studiosi, che partendo da interessi differenti, ne hanno sottolineato la centralità nella genesi e nel mantenimento di diversi disturbi fisici, in particolar modo di quei fastidiosi e cronici dolori dell’apparato muscolo-scheletrico che sembrano non avere un riscontro causale nelle indagini diagnostiche tradizionali (RM, RMI, TC, RX). A parlarne, nell’articolo, è la professoressa Carla Stecco, docente di Anatomia presso l’Università di Padova. Come spesso accade, il punto di partenza è un problema personale. La docente racconta che all’età di 18 anni rimase coinvolta in un incidente stradale che le procurò una distorsione cervicale, problema che risolse con l’applicazione dei protocolli di intervento che normalmente si prescrivono in queste situazioni. Il dolore sparì, i giorni passarono e l’episodio venne archiviato come una brutta parentesi, una pagina nell’album dei ricordi della nostra vita. Con il passare del tempo, racconta la professoressa, e con l’adozione di posture sedentarie e abituali (gli studenti e coloro che lavorano dietro una scrivania hanno ben chiara questa immagine), iniziarono a comparire dei dolori inspiegabili, o almeno di intensità non giustificabile. Tutti, o la gran parte delle persone, sanno bene a cosa si riferisca la docente: quei dolori che ti spingono alla ricerca di un rimedio, che ti portano da uno studio all’altro alla ricerca di una causa ma soprattutto di una soluzione, quelle via crucis che spesso terminano contro un muro fatto da tre semplici parole “Ci deve convivere”. Questa è infatti la frase che molte persone si sentono ripetere al termine di questi pellegrinaggi della speranza su un cammino lastricato di visite mediche, farmaci, iniezioni, terapie, soldi e tempo. Ed è proprio durante questa ricerca che la dottoressa Stecco entra in contatto con un fisioterapista e per la prima volta sente il termine fascia. Nei corsi universitari, durante le dissezioni dei cadaveri, il tessuto connettivo è considerato una parte da eliminare, viene separato dagli organi e dai muscoli senza prestarvi alcuna attenzione. Esso è invece una struttura di raccordo, spiega la professoressa, “il tessuto connettivo lo troviamo ovunque, non solo nei tendini, nei muscoli e nelle cartilagini. Attraversa tutto il corpo come una rete, connettendo le diverse parti dalla testa ai piedi, dall’esterno all’interno. Avvolge e penetra tutti gli organi”. Se fingessimo di togliere tutto dal tronco, fino al tessuto connettivo, la forma umana rimarrebbe completa: ogni organo, muscolo, ogni parte rimarrebbe dov’è, vuota certo, ma comunque ben posizionata e riconoscibile. Ci sono diverse tipologie di tessuto connettivo, che si differenziano sia per il tipo di cellule che lo compongono sia per la natura della matrice extracellulare presente. La natura di questa matrice determina le caratteristiche dei diversi tipi di tessuto connettivo: si va da una matrice extracellulare fluida (sangue e linfa) in cui possono essere trasportati diversi tipi di cellule connettivali (eritrociti, leucociti, ecc.), ad una matrice solida ma lassa che prevede il passaggio dei vasi sanguigni e delle sostanze, fino ad una matrice calcificata (tessuto osseo) che permette di creare strutture resistenti. L’interesse della studiosa è attirato dal tessuto connettivo lasso, che fa parte del “tessuto connettivo propriamente detto”, caratterizzato dalla presenza di numerose cellule con tipologia variabile mentre la sostanza amorfa è povera di fibre e non particolarmente densa, si presenta vischioso ed oleoso ed è disposto tra le diverse fasce, muscoli ed organi, ma anche all’interno dei singoli strati fasciali garantendo l’autonomia dei diversi elementi. Il connettivo lasso, dice la professoressa, permette al corpo in movimento l’armonia dello scorrimento interno. I muscoli infatti sono avvolti da questo tessuto ed ogni contrazione, ogni allungamento vengono trasmessi al tessuto connettivo che accompagna il movimento rendendolo fluido e armonioso. L’ipotesi della studiosa, e di molti altri che si sono avvicinati allo studio della fascia, è che questo tessuto, così come facilita il movimento può anche ostacolarlo, o più in generale, così come è coinvolto nel mantenimento di uno stato di benessere ed equilibrio tra le parti, può anche essere causa di dolore. Soprattutto se consideriamo che l’80% delle terminazioni libere dei nervi si trova nel tessuto connettivo sottocutaneo che delimita i muscoli. La rete connettivale è quindi piena di sensori del movimento e di nocicettori (i recettori del dolore), e contribuisce anche alla propriocezione, ossia alla capacità di riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e di percepire il movimento. Gli studi sulla fascia hanno condotto gli studiosi ad ipotizzare che la causa del dolore non risieda solo nei muscoli e nelle articolazioni, ma potrebbe essere legata ad una alterazione delle fasce. Se i muscoli sono deboli, ad esempio per mancanza di movimento, il tessuto connettivo prolifera, si verifica cioè una produzione eccessiva di collagene che ne provoca l’irrigidimento. Strati rigidi e tesi causano dei blocchi, riducono l’azione lubrificante del tessuto connettivo, e questo impedisce ai vari elementi (muscoli, tendini, ecc.) di scivolare tra di loro. Questa mancanza di scorrimento limita la capacità di muoversi generando al contempo dolore. La docente nell’articolo utilizza una metafora di forte impatto, ossia paragona la fascia alla seta: immaginate due strati di seta che scorrono l’uno sull’altro, e poi immaginate la stessa operazione di sfregamento realizzata con del lino grezzo; la sensazione evocata dalla seta è quella che si ha quando le fasce sono “in buona salute”, quando si verifica una alterazione le fasce diventano come lino, fino addirittura ad incollarsi del tutto come fossero velcro. Robert Schleip, psicologo, Rolfer, biologo umano e fisioterapista, studia la fascia da anni presso il laboratorio dell’università di Ulm, in Germania. Egli sostiene, che essendo la fascia presente ovunque, un movimento del braccio si ripercuote sul piede, ossia che ogni movimento non rimane circoscritto alla sola parte che lo esegue e che in esso è coinvolta, ma si trasmette anche a zone limitrofe o molto lontane del corpo. Questo perché la fascia è come una sorta di rete che trasmette la forza meccanica in ogni punto del corpo umano. L’interconnessione delle parti spiega perché una lesione in basso può avere conseguenze in un punto più in alto del corpo. Anche in questo caso la verifica è abbastanza semplice da fare. Se cerchiamo nel nostro album mentale sicuramente troveremo il ricordo di una qualche esperienza capitata a noi o ad altri in cui, in seguito ad un problema ad un piede o ad un ginocchio, si sia manifestato un dolore alla schiena, o in cui una tensione cronica della mano abbia causato un dolore alla spalla. Queste sono situazioni di compensazione, il corpo si adatta assumendo una postura che permetta di non sentire dolore, ma con il tempo porta ad un peggioramento della situazione; ed è vero anche l’inverso, ossia una postura protratta per un lungo periodo di tempo può portare alla fissazione di una parte con una conseguente riduzione di mobilità e dolore. Le fasce, come ogni altra cosa, subiscono l’effetto del tempo diventando meno flessibili, ma sono soprattutto le micro lesioni non diagnosticate a causare dolori: distorsioni, contusioni, ferite, cicatrici post-operatorie, movimenti sbagliati…quei piccoli traumi quotidiani a cui non diamo peso, ma che con il tempo tornano a farsi sentire. Le fasce sono infatti molto sensibili sia a stimoli meccanici come l’attività fisica o la sua assenza, sia a stimoli psicologici come lo stress, e anche una errata alimentazione può influire su di esse. Una volta che questo processo “degenerativo” si è innescato, cosa possiamo fare? Robert Schleip afferma che “chi non si muove, si blocca”. L’attività motoria regolare stimola infatti il tessuto connettivo ed ha effetti anti-fibrotici: entro 72 ore dal movimento i fibroblasti iniziano a produrre nuovo collagene, e materiali molecolari, per sciogliere le catene infeltrite. Tuttavia questo lavoro di rinnovamento è molto lento e lungo, occorre infatti un anno per rinnovare metà del collagene presente nell’organismo. Solo dopo questo periodo sono riscontrabili miglioramenti nell’intera struttura corporea. Ma quando il corpo è ormai compromesso, il movimento non basta, bisogna fare di più. Ed è qui che intervengono tutti quegli approcci, spesso olistici, che agiscono sul connettivo. Come l’agopuntura, oggetto di studio della dottoressa Helene Langevin docente presso la facoltà di medicina di Harvard, a Boston. La quale ha rilevato come la torsione dell’ago nell’agopuntura classica stimoli una reazione meccanica nel connettivo facilitando l’eliminazione del collagene vecchio e la produzione del nuovo. Questo effetto anti-fibrotico si ottiene anche con i lenti e delicati allungamenti delle fasce nello yoga, o con la pressione e gli allungamenti manuali, soprattutto in quelle discipline che hanno come target il tessuto connettivo, come l’osteopatia, il massaggio connettivale, la terapia del trigger point, la manipolazione fasciale, il metodo di distorsione fasciale, e il Rolfing, già citato parlando di Schleip, che unisce alla manipolazione anche una educazione al movimento. Ispirato all’omonimo articolo comparso sulla rivista GEO. Rielaborazione e stesura a cura di Carla Ranalli, Certified Rolfer™ e Rolf Movement Practitioner
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Deborah Gorrieri e Pierpaola Volpones organizzano una giornata dedicata a "coltivare la presenza nel corpo" con esercizi di movimento e meditazione attiva. "La sensorialità è una capacità che ognuno di noi possiede. Tocco una superficie liscia come la seta o ruvida come la corteccia di un albero: cosa provo? Un canto arriva dalla mia radio o un grido dalla strada attirano la mia attenzione: cosa provo? " DATA E LOCATION Domenica 14 ottobre, Lago Riviera a Viserba di Rimini / Via Fattori, 23 dalle 9.00 alle 13.00 PER INFORMAZIONI Telefono: 347 4278409 Mail: [email protected] Maggiori info al seguente link Pierpaola Volpones è Certified Advanced Rolfer™, Rolf Movement™ Pratictioner, Insegnante internazionale di Rolfing® e Rolf Movement™ Maggiori informazioni qui
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Segnaliamo questo interessante articolo di Marcel Teeuw - Certified Rolfer™ - in cui, grazie anche alle ultime dimostrazioni scientifiche, si mette in relazione la Fascia con i dolori muscolari. Ecco un estratto, per la lettura completa si rimanda al sito di origine attraverso il seguente link. "Noi sportivi viviamo con i nostri dolori muscolari. I dolori post-gara o post-allenamento ci dicono che abbiamo lavorato, mentre odiamo i dolori cronici e ricorrenti. Fino a poco tempo fa, nelle palestre ci insegnavano che il dolore è causato da un accumulo di acido lattico o da microtraumi nel tessuto muscolare. Il dolore stesso è un segnale di andare piano e dare tempo al recupero. Nuove ricerche indicano che anche le fasce c’entrano con il dolore. Le fasce sono il tessuto bianco di collagene che passa attraverso i muscoli, li avvolge e li collega con tendini e ossa. Le fasce formano una rete che non solo avvolge e connette i muscoli ma anche i nervi e gli organi e si estende da sotto la pelle fino all’interno delle singole cellule del corpo. Davvero affascinante..." Fonte: www.liguriasport.com Autore: Marcel Teeuw
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La parola "embrione" deriva dal greco " έμβρυον" (émbryon), composto da "en-" che significa "dentro" e "bryein" che significa "germogliare, fiorire". È questo il cuore pulsante della riflessione poetica e scientifica di Konrad Obermeier, insegnante di Rolfing® e studioso di embriologia biodinamica, che ci invita a guardare l’embrione come qualcosa di più di un organismo in sviluppo: una metafora vivente dell’essere umano in divenire, una danza silenziosa tra corpo, ambiente e coscienza. Nell’articolo “Letter from the Embryo – En-brýein”, Obermeier intreccia arte, filosofia e scienza in un racconto che emoziona e invita a riflettere. L’embrione, ci dice, non è solo una fase iniziale della vita, ma un essere relazionale, sensibile, plasmato tanto dalla genetica quanto dall’ambiente e dalla cultura in cui cresce – ancor prima di nascere. “L’embrione sta tracciando un territorio e costruendo una casa in un universo metabolico. Ha un enorme potenziale, ma nessuna esperienza diretta nella costruzione.” Nascosto nel ventre materno, invisibile all’occhio umano, l’embrione non si limita a crescere: si costruisce, si adatta, si relaziona, impara a esistere senza parole, senza pensiero cosciente, senza storia. Vive in un tempo puro, privo di proiezioni mentali. Il suo linguaggio è fatto di cellule, flussi metabolici, risposte immediate al mondo esterno. Un mondo che entra in lui, attraverso la madre, e che già comincia a modellarlo. È un essere “senza architetto”, ma non senza intelligenza: possiede un sapere antico, inscritto nel DNA e nella materia stessa del vivere. Quando l’embrione si specchia nella cultura Uno dei punti più suggestivi dell’articolo è la riflessione su come, nel corso della storia, l’embrione sia sempre stato plasmato dai racconti e dai paradigmi culturali. Nelle epoche orali, l’embrione era narrato nei miti. Per Aristotele, attraversava fasi vegetative, animali e infine umane, ricevendo l’anima solo in un secondo momento. Nelle visioni preformazioniste, era un minuscolo “uomo già formato” (homunculus) presente in ogni seme, che doveva solo ingrandirsi. La scienza moderna ha cambiato la narrazione, ma non ha cancellato il mistero. La genetica, la biologia molecolare, l’evoluzione ci offrono nuovi strumenti per comprendere lo sviluppo embrionale. Ma restano aperte domande che nessun microscopio o algoritmo può chiudere del tutto. “Il mistero non risiede più nel divino, ma si è trasfigurato nella tecnologia. Non è più il filosofo o il mistico a spiegare la vita, ma il genetista e il bioinformatico.” Dal corpo che cresce al corpo che sente In questa visione ampia e profonda, Obermeier recupera la centralità del corpo come soggetto del divenire. L’embrione non è una macchina biologica che esegue istruzioni genetiche, ma un essere che sente, che risponde, che si plasma nella relazione. Citazione dopo citazione, Obermeier ci porta a vedere lo sviluppo come un processo circolare, non lineare: dall’interno all’esterno e dall’esterno all’interno. La genetica non è tutto; l’ambiente, l’esperienza, la qualità delle relazioni sono altrettanto determinanti. “Lo sviluppo ontogenetico è la risposta riuscita dell’embrione a una domanda posta dall’ambiente.” In questa ottica, il corpo adulto non è qualcosa di “già dato”, ma una biografia incarnata, una storia di adattamenti, interazioni, sensazioni. Ecco perché, per chi lavora con il corpo – come nel Rolfing® – è così importante onorare l’origine di quel corpo, il suo silenzioso cominciare. Perché tutto questo parla a chi lavora con il Rolfing® Perchè “Letter from the Embryo” non è solo un articolo culturale o scientifico ma un invito a tornare alle origini del corpo. a riconoscere nel tocco, nel respiro, nella gravità, qualcosa che parla la stessa lingua dell’embrione, a creare spazio per il divenire, non per correggere ma per accompagnare. Per chi pratica il Rolfing®, questo articolo è una dichiarazione poetica del perché il nostro lavoro può andare tanto in profondità. Non tocchiamo solo tessuti, ma una memoria antichissima. Non invitiamo solo al movimento, ma alla possibilità di riscrivere la relazione tra corpo e ambiente. Fonte Letter from the Embryo – En-brýein” - Konrad Obermeier, - Basic Rolfing® Instructor“ Pubblicato su (Journal of dr. Ida Rolf) Structure, Function, Integration, novembre 2022. Per approfondire: www.rolf.org
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La Fascia ha un aspetto membranoso e avvolge tutte le strutture del corpo. Fornisce supporto, protezione e forma agli organismi. Avvolge e isola le strutture profonde del corpo. Il sistema di fasciale è caratterizzato da una capacità di scorrimento e spostamento e permette piccoli movimenti fisiologici, come battito del cuore e movimenti maggiormente visibili come l'espansione dei polmoni durante la respirazione. Il video mostra una rappresentazione artistico concettuale della fascia. Choreography: Irene Cortina González Costume: Christin Noel Music: Paul Dill Dancers: Katharina Malong, Irene Cortina González Camera & editing: Svea Poestges Make up & hair: Carolin Schöldgen
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"Perché il percorso proposto da questo scienziato francese del movimento riesce a fondere il lavoro sul corpo, sulla postura e sulle emozioni con una facilità stupefacente. Già responsabile del Dipartimento di Analisi del Movimento dell’Università di Parigi, è studioso e allievo di Ida Rolf, la ricercatrice newyorchese che per prima ha creduto al ruolo centrale della forza di gravità. Terapeuta delle più grandi étoile della danza, Godard lavora anche in Italia: esperto di riabilitazione post operatoria per il tumore al seno, ha contribuito ai gruppi di ricerca del CNR coordinati dall’oncologa e psicologa Gemma Martino." [Davide Burchiellaro (MarieClaire)] Di seguito l'intervista ad Hubert Godard tradotta in italiano da Rolfing® Veneto Traduzioni a cura di Rolfing Veneto • Pubblicato il 5 ott 2017
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“L'esperienza dell’Integrazione Strutturale può rivelarsi uno strumento prezioso per il danzatore. - spiega Anna Paola Bacalov, danzatrice professionista dal 1984 al 2005 e coreografa, che 14 anni fa ha intrapreso il percorso del Rolfing, continuando a nutrire il suo interesse per la danza e per le persone che danzano - Il Rolfing è una metodologia, un processo educativo più che una semplice soluzione, una ricerca sul e per Lo Strumento del danzatore: un corpo sensibile che impara ad orientarsi, che tesse confidenza e padronanza senza perdere la sensibilità e la vulnerabilità, che rinnova la negoziazione con la forza di gravità, accetta la scoperta del movimento che si attua istante per istante e che scompare istante per istante o meglio si trasforma”. Il movimento ha bisogno di spazio dentro e fuori, e il danzatore può, attraverso l’Integrazione Strutturale, danzare il suo corpo spazioso. “Sono diversi anni che rifletto sul Rolfing® e lavoro con danzatori nel mio studio – continua –ho anche avviato un gruppo di ricerca che approfondisce i principi che sottendono al Rolfing sperimentandoli con pratiche ed esercizi di movimento. Lavoriamo sull’orientamento, per chiarire percettivamente cosa va verso la terra che sostiene e cosa si sposta nello spazio e sulla modulazione dinamica tra ascolto interno e ascolto esterno. Ci chiediamo se i muscoli trovano il loro posto, il loro ruolo, il loro momento per attivarsi e per disattivarsi. Questa ricerca dispiega la sua natura che è anche espressiva, e la sua vocazione è l’integrazione. La suddivisione dell’informazione può essere interessante come tappa analitica ma non è centrale”. Come in un’orchestra in cui ogni strumento suona al momento giusto, così la coordinazione del movimento è più efficace quando ogni muscolo ‘suona’ al momento giusto, senza dispendio eccessivo di energia. Come in un’orchestra in cui ogni strumentista è in grado di modulare la dinamica passando da un pianissimo/leggero ad un forte/carico o è in grado di “scivolare in un crescendo graduale”, allo stesso modo il danzatore orchestra il movimento e se vuole è in grado di modulare la dinamica, ed è ‘grazia’! Attraverso l’Integrazione Strutturale il danzatore viene messo in grado di ascoltare e regolare al meglio la sua relazione con la forza di gravità. Una relazione che non è prerogativa del danzatore ma di tutti noi che viviamo nel campo gravitazionale, da cui non possiamo prescindere. “Performer e danzatori dopo le sedute, già dopo la seconda sessione, e in alcuni casi anche dopo la prima mi dicono: ‘sento di più i miei piedi e la terra, sono più stabile, ho dei piedi nuovi, non ho mai sentito così la terra, di solito oscillo, ora sono stabile!’ - continua la Bacalov - Sentire la terra vuol dire essere in grado di usare al meglio e attivamente la forza di gravità: scaricando il peso a terra, quando serve, e usando la spinta per spostarsi e saltare. Una maggiore stabilità permette al corpo di distendere quei muscoli, che si attivavano per mantenere l'equilibrio in modo inadeguato ed eccessivo”. Ognuno di noi ha delle parti iper-mobili e delle parti iper-stabili. L’intento nel Rolfing è quello di rendere un po’ più elastico ciò che è rigido e un po’ più stabile ciò che è iper-mobile, ridistribuendo le forze interne e ricevendo le “forze esterne” (cfr. Silvia Rampelli). Dunque in un sistema dove le forze sono ben distribuite c’è resilienza e quindi diminuisce il rischio di farsi male. “Non di rado, dopo che il Rolfer ha toccato e lavorato una parte del corpo, la persona ricevente (e ricevere non equivale ad essere passivi) riporta una sensazione di agio, apertura, espansione, anche in altre parti del suo corpo, insieme ed un senso di continuità e di connessione – conclude la Bacalov - Il Rolfing vede la realtà, le parti del corpo in relazione tra di loro, non come pezzi staccati: le ‘isole di corpo’ si re-integrano, sessione dopo sessione, e la mappa dello schema corporeo si arricchisce e ridefinisce. Le dieci sessioni del ciclo di base incoraggiano un migliore allineamento, sono l’occasione per creare distinzioni tra le parti del corpo e connessioni fondamentali, garantite dal modo in cui il tessuto connettivo è distribuito in tutto il corpo”. Anna Paola Bacalov, Certified Rolfer™ Danzatrice professionista dal 1984 al 2005 e coreografa, maggiori informazioni qui: www.annapaolabacalov.it
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A seguito dell'emergenza sanitaria Covid-19 in atto, considerato l'evolversi della situazione epidemiologica, il carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia e l'incremento dei casi sull'intero territorio nazionale; nonché in rispetto del decreto ministeriale del 8 Marzo relativo alle misure riguardanti il contrasto e il contenimento sull'intero territorio nazionale del diffondersi del Coronavirus Si comunica che: Il Congresso e-CoScienza 2020 fissato per il prossimo 21 Giugno a Bologna sarà spostato in data da destinarsi e presumibilmente in Autunno. Le iscrizioni rimarranno comunque aperte in forma di "pre-iscrizione" non impegnativa: non sarà dunque necessario effettuare il versamento delle quote di partecipazione. Definita la nuova data, tutti gli iscritti saranno contattati dalla segreteria per confermare la presenza e, solo in quel momento, procedere al versamento della quota di partecipazione. Maggiori informazioni su Covid-19 e l'evolversi della situazione qui
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Il respiro, veicolo di comunicazione tra l'interno e l'esterno del corpo, è fondamentale e intimamente connesso alla salute fisica ed emotiva della persona: qualunque disordine posturale o di movimento interferisce sulla capacità di un respiro fluido, così come stress e disturbi emotivi ne alterano l'equilibrio. Allo stesso modo, problematiche relative al respiro (asma, allergie ecc.) con il tempo alterano la funzionalità del corpo e la salute emotiva della persona. Le ricerche attuali hanno dimostrato una relazione diretta tra respiro e Sistema Nervoso Autonomo: l'inspirazione sollecita il Sistema Nervoso Simpatico, connesso agli stati di allerta e di risposta alla minaccia. l'espirazione attiva il Sistema Parasimpatico, che produce un effetto calmante su corpo e mente. In un corpo sano, il respiro si modula costantemente in risposta agli eventi, spostandosi, a seconda del bisogno, da una respirazione maggiormente attivante, dove predomina l'inspirazione, ad una "calmante" , dove invece predomina l'espirazione. Deviazioni posturali e funzionali, così come stress ripetuti, alterano la resilienza del respiro e generano delle "fissazioni" in una delle due fasi respiratorie: Le persone "congelate" in inspirazione presentano un'attivazione cronica del sistema nervoso simpatico: sono in uno stato continuo di allerta, iper reattive, non riescono a rilassarsi e "lasciar andare", hanno letteralmente i "nervi a fior di pelle". Spesso presentano una postura rigida e un respiro "alto", con contrazione cronica dei muscoli inspiratori, rigidità a livello di spalle e collo e restrizioni nella schiena. Questo tipo di attivazione si accompagna di frequente a stati di ansia e stress. Le persone "fissate" in espirazione, invece, subiscono una sollecitazione eccessiva del sistema parasimpatico: sono de-connesse, spente, con tendenza all'apatia, astenia e depressione. Si genera un rallentamento della capacità reattiva e dell'attenzione, non possono "nutrirsi" della vita. La postura è "collassata", con spalle chiuse in avanti e restrizioni viscerali nella relazione diaframma-addome. Nel Rolfing il lavoro sul respiro è fondamentale Nel Rolfing il lavoro sul respiro è fondamentale: l'obiettivo non è solo di liberare le restrizioni e migliorare la capacità respiratoria generale, ma anche, e soprattutto, di ristabilire quella resilienza che permette alla persona di attivarsi quando deve affrontare le sfide della vita, e di acquietarsi quando ha bisogno di "lasciar andare" e riposare. Autore: Stefania Merzagora Certified Rolfer, insegnante di Yoga e Mindfulness
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In occasione del compleanno della dott.ssa Ida Pauline Rolf, fondatrice del metodo Rolfing®, in contemporanea con i Rolfer™ di tutta Europa, a partire dal 19 Maggio, molti Rolfer™ italiani apriranno i loro studi per la settimana del Rolfing®. Una settimana dedicata al benessere e alla prevenzione di comportamenti posturali non efficaci che spesso sono causa dei fastidi di ogni giorno: mal di schiena, torcicollo, mal di gambe ecc Il focus centrale di questa edizione della Rolfing Week è l'iGobba (iHunch), un neologismo coniato da alcuni ricercatori statunitensi (Amy Cuddy dell’università di Harvard et col.). Con questo termine, si fa riferimento alla posizione innaturale che si assume quando utilizziamo i device moderni come cellulari e tablet e agli effetti negativi che da tale posizione scaturiscono. L'uso continuo di smartphone e tablet da parte di adolescenti e “nativi digitali” è un fenomeno in ascesa, un’educazione posturale attenta e consapevole permette di prevenire e risolvere i fastidi derivanti. L'INIZIATIVA Nel corso della settimana del Rolfing®, presso gli studi dei Rolfer™ aderenti all'iniziativa, sarà possibile ricevere, senza impegno, una valutazione postulare (BodyReading) per voi e i vostri figli. Per aderire all'iniziativa tre semplici passi: Inserisci la tua mail nel form sotto Stampa l'invito che riceverai tramite mail (nella casella di posta elettronica da te indicata) Contatta il Rolfer™ più vicino a te per concordare l'incontro Non perdere quest’occasione per ritrovare benessere e incrementare la qualità della tua vita. #mc_embed_signup{background:#fff; clear:left; font:14px Helvetica,Arial,sans-serif; width:100%;} /* Add your own Mailchimp form style overrides in your site stylesheet or in this style block. We recommend moving this block and the preceding CSS link to the HEAD of your HTML file. */ #mc-embedded-subscribe-form input[type=checkbox]{display: inline; width: auto;margin-right: 10px;} #mergeRow-gdpr {margin-top: 20px;} #mergeRow-gdpr fieldset label {font-weight: normal;} #mc-embedded-subscribe-form .mc_fieldset{border:none;min-height: 0px;padding-bottom:0px;} Ottieni il tuo BodyReading Note: la mail inserita in questo modulo, sarà trattata nel pieno rispetto delle disposizioni del codice in materia di protezione dei dati personali e del nuovo GDPR - Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati informatici, per maggiori informazioni si invita a prendere visione dell'intera informativa cliccando qui. Iniziativa valida fino al 31 Maggio 2019 presso gli studi dei Rolfer™ aderenti; clicca sul pulsante per trovare il Rolfer™ più vicino a te Lista dei Rolfer Aderenti
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FASCIA ORGANO SENSORIALE La ricerca contemporanea ci ha rivelato che la fascia è un organo sensoriale: In questo webinar, il dott. Robert Schleip, da vero divulgatore scientifico approfondirà il significato di questa definizione e delle relazioni fra fascia e sistema nervoso autonomo. Ecco alcuni estratti dal webinar tenuto da Robert Schleip, ricercatore internazionale noto per le sue scoperte sulla Fascia. Schleip è stato il promotore del primo congresso internazionale ad essa dedicato: “Fascia Research Congress” ormai giunto alla sesta edizione . È un Rolfer™, Biologo umanista e Psicologo. Dal 2008 è il direttore del gruppo di ricerca sulla fascia, della divisione di neurofisiologia presso l’Università di Ulm – Germania. Il corso è stato erogato attraverso piattaforma online Zoom, con la moderazione di Marina Blandini e l'intervento di: Rita Geirola, Membro della Facoltà europea di Rofling® e Rolf Movement™, insegnante Feldenkrais, insegnante Pilates Pierpaola Volpones, Chair della Faculty Europea del Rolfing®, insegnante internazionale di Rolfing e Rolf Movement. GUARDA LA PLAYLIST QUI
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Dalla rubrica "Ho cura di me: scelgo il Rolfing®" promossa dall'Associazione Italiana Rolfing® e Formazione Rolfing® Italia: curiosità, aneddoti e conversazioni dal mondo della comunità italiana dei Rolfer™. Ecco il terzo incontro con Cristina Lazzarini & Annalisa Di Salvo, Certified Rolfer™
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Jennifer-Lynn Crawford ha iniziato la danza classica a 16 anni, un'età che nel mondo del balletto professionale viene considerata tardiva. Mentre molte sue coetanee erano già negli organici delle compagnie, lei muoveva i primi passi in classi con tredicenni. L'amore per il movimento era totale, ma la formazione professionale ha lasciato un segno profondo sul suo sistema, su più livelli. Le è stato trasmesso, in modo radicato, che la sua forma fisica fosse "inadeguata" e troppo rigida — priva di quella lassità tissutale comune a molte persone attratte dal balletto, così come delle articolazioni dell'anca che ne facilitano la pratica. L'approccio didattico rigido della scuola che ha frequentato non ha favorito lo sciogliersi di questa corazza protettiva profonda. Anzi, ha generato una domanda destabilizzante: come può qualcosa di così necessario, come danzare, risultare così stressante per il corpo? Il corpo come "oggetto problematico" Anche dopo il passaggio dal balletto alla danza contemporanea, Jennifer-Lynn è rimasta la persona "sempre infortunata". Ha provato diversi percorsi terapeutici, ma è rimasta a lungo in un modello che trattava il corpo come un insieme di parti isolate da correggere — un approccio che non si traduceva in benefici concreti durante la danza. Anche da professionista affermata, la sua relazione con il corpo restava distante: percepito come qualcosa da monitorare costantemente per restare "in forma", più che da abitare pienamente — nonostante il bisogno di connessione che il movimento le dava ogni giorno. Il Rolfing® apre nuove porte sensoriali Cinque anni dopo, Jennifer-Lynn ha sperimentato per la prima volta il Tocco Rolfing. Anche se non ha provato da subito la profondità di connessione che oggi riconosce nel lavoro con un Rolfer®, il suo sistema era così radicato nell'idea del corpo come oggetto e ostacolo che è stato un piccolo miracolo che la prima sessione abbia comunque aperto qualcosa. Attratta dalle possibilità che intuiva nel metodo, ha letto il libro di Ida Rolf e approfondito altre discipline somatiche. Un percorso entusiasmante e insieme spaesante: ha cominciato ad aprire porte verso sensazioni che le sue tensioni abituali avevano tenuto chiuse per anni. La prima serie delle 10 sessioni ha lasciato un'impronta sufficiente per innescare un cambiamento lento ma profondo. Il Rolfing® insegna la stabilizzazione periferica Secondo Jennifer-Lynn, i Rolfer® con esperienza nel mondo della danza hanno una capacità particolare di entrare in relazione con i professionisti del movimento. Racconta un momento di formazione in cui, durante una sessione base, le venne chiesto di "trovare la propria periferia" — un'indicazione che la spiazzò completamente, perché era già così orientata verso l'esterno da non riuscire a comprendere cosa significasse essere "focale". In altri percorsi terapeutici, dettagli come l'orientamento nello spazio, il supporto e i vettori di movimento semplicemente non entravano nella conversazione sul cambiamento. Questa dimensione percettiva, così intrinseca al suo mestiere, l'ha scoperta cognitivamente solo grazie a insegnanti di Rolfing chiari, competenti e compassionevoli. Scoprire l'intera gamma delle proprie capacità Nel mondo della danza — classica, contemporanea o commerciale — gran parte dell'informazione corporea viaggia attraverso un vocabolario centrato sull'estetica. L'informazione percettiva che sta alla base del movimento spesso non viene mai resa esplicita. Molte persone che danzano non conoscono l'intera gamma delle proprie capacità, ancor prima di considerare le richieste performative di certe forme di danza. È qui che il Rolfing® si rivela un dono per chi si muove professionalmente: aiuta a comprendere perché un semplice invito a "stare in piedi" possa risultare straordinariamente complesso, come il sistema nervoso risponda con rapidità sorprendente all'essere osservati da un professionista (mai sottovalutare il potere di una presenza compassionevole per chi si esibisce), e come il sistema risponda in modo significativo a un tocco, una sensazione o un'immagine scelti con precisione e competenza. L'intuizione sensoriale affinata dai Rolfer® Jennifer-Lynn descrive il Rolfing® come la possibilità di abitare ed esplorare la propria struttura fisica, in relazione costante con orientamenti percettivi, ambiente e dinamiche relazionali. Sottolinea come i Rolfer® con esperienza di performer possano sostenere la capacità di sentire — non semplicemente supporre — ciò che un sistema nervoso allenato e aperto è in grado di percepire. Questa sicurezza nella propria intuizione sensoriale, racconta, le è stata trasmessa proprio da professionisti capaci di riconoscerla — dopo anni in cui altri specialisti le avevano detto che "non era possibile" sentire ciò che sentiva durante le manipolazioni. Quando il proprio sistema entra in dialogo con un Rolfer® compassionevole e accogliente, è come un bagno caldo per il sistema nervoso e i tessuti: un modo per ritrovare la strada di casa, lasciando che tutta quell'informazione venga finalmente accolta. Il mondo della danza richiede moltissimo, e gran parte dell'identità professionale di chi lo abita è legata a ciò che si sente e a ciò che si riesce a trasmettere attraverso il proprio corpo. Per questo è essenziale sentirsi accolti, per lasciare andare parte dello 'sforzo' e trovare spazio per il prossimo passo — in dialogo con la Gravità, in ascolto del proprio corpo come soggetto attivo del cambiamento. Fonte: Articolo originale "As a professional dancer, Rolfing® has helped me inhabit my body", pubblicato sul sito dell'European Rolfing Association (ERA) Autrice: Jennifer-Lynn Crawford, danzatrice professionista — Regno Unito Editing originale: Sabine Becker Foto: Camilla Greenwell, David Lindsay, Grace Gelder Adattamento e traduzione: Associazione Italiana Rolfing® (AIR)
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Davide Angeli e Sara Bega, in questo live-meeting tenutosi lo scorso 14 Maggio 2020, ci raccontano di come è iniziato il percorso che li ha portati ad essere uno (Davide Angeli) Presidente dell'Associaizone Italiana Rolfing® e l'altra (Sara Bega) parte attiva del Comitato di Ammissione internazionale. Buona visione














