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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing® - Rolfing®: armonia ed equilibrio nella struttura corporea attraverso il tocco e l'educazione al movimento. Integrazione Strutturale, Postura , Benessere, Fascia
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Un interessante articolo di Nicola Carofiglio, Certified Advanced Rolfer™ - Insegnante Internazionale Di Rolf Movement™ e Rolf Movement™ Practitioner, che elenca le numerose discipline che hanno influenzato il pensiero Ida Pauline Rolf, ideatrice del metodo Rolfing®. (Ida) Rolf organizzò la propria convinzione su tutte queste idee. Il corretto adattamento dell'individuo alla gravità - una forza onnipresente alla quale tutte le strutture umane devono adattarsi durante il loro ciclo di vita - è un fattore chiave nella salute fisiologica e mentale. LEGGI TUTTO QUI Maggiori Informazione su Nicola Carofiglio qui www.nicolacarofiglio.it
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Ho una cattiva postura. È iniziato quando ero un bambina affetta da asma, avevo dieci anni e avevo le spalle arrotondate di un vecchia a pochi centimetri dalla gobba. Più tardi, da adolescente, una radiografia rivelò che avevo una cifosi che è un'eccessiva curvatura della colonna vertebrale nella parte superiore della schiena. Ero esasperata dal mal di schiena, dovuto alle tante ore davanti al computer e dai continui mal di collo e mal di testa dovuti alla mia postura... [Dopo le 10 sedute di Rolfing®]...il mio corpo è cambiato e la mia consapevolezza fisica è cresciuta nel corso del trattamento e questo è ciò che alla fine ho guadagnato dall'essere Rolfata. Leggi tutto qui Fonte: I’ve Been Rolfed – Part 1: The What, Why and How of Rolfing® Autore: Angie MacDonald
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I benefici del Rolfing: consigliato per la riabilitazione post-traumatica "Dopo aver subito una sostituzione parziale bilaterale del ginocchio e aver lottato per tornare alla piena forma fisica, un collega aveva raccomandato il Rolfing® come opzione per comprendere meglio i problemi. Lavoro per un'organizzazione internazionale in un lavoro fisicamente impegnativo, quindi sono sempre aperto a qualsiasi forma di riabilitazione per riportarmi al fitness preoperatorio…. Consiglio il Rolfing a chiunque abbia subito qualsiasi forma di operazione che abbia influito sulla mobilità, a chiunque sia connesso a qualsiasi forma di sport, che si tratti di yoga, allenamento con i pesi, cross-fit, ecc. - (Lloyd, Devon)" Una bellissima testimonianza pubblicata su European Rolfing Association sugli effetti benefici del Rolfing® nei casi di riabilitazione post-traumatica. Leggi l'articolo su European Rolfing Association Fonte Originaria: Tara Fraser website
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In un recente articolo pubblicato su ERA (European Rolfing Association), "What is pain?", scritto da Tim Cacciatore, PhD, e Mari Hodges, MScMed, si affronta una domanda che sembra ovvia ma non lo è: cos'è davvero il dolore? È un tema che tocca da vicino chi pratica il Rolfing®, perché capita spesso, che in uno studio, una persona arrivi con un dolore che porta avanti da mesi, a volte da anni, e se ne vada muovendosi in modo diverso, respirando più liberamente. Cosa succede davvero in quel passaggio? Per capirlo, dobbiamo prima mettere in discussione un'idea che diamo per scontata: che il dolore sia la fotografia fedele di un danno nei tessuti. È un'intuizione naturale, fa male, quindi qualcosa è rotto, e la soluzione è aggiustare quella parte. Ma decenni di ricerca sul dolore raccontano una storia più articolata. Il dolore non è la lettura diretta di un danno tissutale: è meglio descriverlo come un sistema di allarme, il cui compito è proteggere il corpo. Il danno può certamente contribuire, ma il legame è molto più libero e complesso di quanto sembri. Quando dolore e danno si separano La prova più chiara arriva da tutti quei casi in cui dolore e danno non coincidono. Pensiamo al dolore dell'arto fantasma: una persona sente male in una gamba o un braccio che non esiste più. Non è un dolore "nell'arto", che non c'è, eppure è reale, e in alcuni casi si attenua con trattamenti che agiscono sulla rappresentazione cerebrale dell'arto mancante, senza toccare il corpo. O pensiamo alla colonna vertebrale: una protrusione discale visibile in una risonanza sembra una causa evidente di dolore, e spesso viene trattata come tale. Ma la colonna cambia con l'età, quasi sempre senza conseguenze: la maggior parte delle persone senza alcun dolore al collo presenta comunque alterazioni discali simili. Struttura e dolore, insomma, non si corrispondono in modo semplice o prevedibile. Non serve nemmeno una lesione per osservarlo: la nostra esperienza del dolore cambia di ora in ora con l'umore, lo stress, il livello di attenzione, mentre i tessuti sottostanti restano identici. Un sistema che dialoga con tutto il corpo Se il dolore non è un segnale fedele che risale dai tessuti, cos'è allora? È un processo protettivo: il sistema nervoso interpreta una gamma molto ampia di informazioni legate alla sopravvivenza e alla protezione, non solo lo stato dei tessuti. Questo non significa che si possa "pensare" di uscire dal dolore, significa che il cervello integra dati che vanno dalla struttura anatomica al contesto emotivo e comportamentale. Nel passaggio dal dolore acuto a quello cronico, questo sistema di allarme può diventare sempre più sensibile e sempre meno legato allo stato reale dei tessuti: prende, in un certo senso, vita propria. Ed è qui che cercare a tutti i costi una struttura danneggiata da "trattare" può disorientare, distogliendo l'attenzione dai fattori che davvero alimentano il dolore. Il ponte con il Rolfing È esattamente in questo spazio che il lavoro Rolfing trova il suo significato più ampio. Accanto ai cambiamenti nei tessuti, nella Fascia, nei pattern muscolari, la serie delle 10 sessioni agisce anche sui processi percettivi e fisiologici più ampi coinvolti nell'esperienza del dolore. Aiutare una persona a comprendere il proprio dolore, a ritrovare fiducia nel movimento e nel proprio dialogo con la Gravità, è già di per sé parte del rimedio. Con circa una persona su cinque che convive con dolore cronico, non è un tema di nicchia: è una delle ragioni più comuni per cui le persone si rivolgono a un Rolfer®. Fonte: "What is pain?", European Rolfing Association (rolfing.org) A cura di Tim Cacciatore, PhD e Mari Hodges, MScMed, 2026.
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Rolfing® Cos’è? Perché provarlo? Cosa mi porterò a casa? Domenica 10 Novembre una mattinata di pratica e studio per te che lavori con il corpo! Tre Rolfer™(Nicola Carofiglio, Andrea Brighi ed Eleonora Celli) dedicheranno il loro tempo e competenze nel condividere con te e il resto del gruppo quei principi che potranno cambiare il modo in cui ti approccerai al corpo: origine, forma, funzione, intenzione! Sei un atleta, personal trainer, danzatore o appassionato del benessere in generale? Stai vivendo qualche fastidio nel tuo corpo? Incontri difficoltà nell’esecuzione di alcuni gesti motori? Vuoi approfondire la tua visione per lavorare meglio con gli altri? Domenica 10 Novembre a Piacenza è il momento giusto per venire a conoscere il Rolfing®! Dalle 9.30 alle 12.30 Come nasce il movimento L’organizzazione corporea nel tempo e nello spazio: coordinazione e orientamento Condivisione dei principi di Rolf Movement™ e laboratorio esplorativo degli spazi Pieni e Vuoti nel corpo: entrare in sintonia con la percezione che hai di te (immagine e schema corporeo), per cambiare immagine cinestetica e sensitiva e migliorare il modo in cui ti organizzi in gravità. Dal semplice camminare, all’esecuzione di un gesto, o una performance sportiva/artistica, spazierai dalla morfologia umana, comparata con quella degli animali, all’embriologia, al Taijiquan e al Rolfing. Più modi diversi conoscerai nel fare ciò che conosci più libertà avrai nelle tue scelte di essere... umano e come professionista!!! Dalle 14 alle 16.30 Sedute di Rolfing: potrai provare, nel pomeriggio, delle sedute di Rolfing (di una durata inferiore ai 45 min), per comprendere e sperimentare cosa può apportare concretamente questo metodo nel tuo corpo. La giornata ha uno scopo di presentazione e divulgativo perciò sarà completamente gratuita. Ti chiediamo la disponibilità a documentare con foto, video e testimonianze questa esperienza (dietro compilazione di informatica e consenso privacy!) INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI I posti sono limitati, pre prenotare chiamare Eleonora Celli a seguente numero 3383884915 oppure inviale un messaggio tramite Whatsapp. Sede: Activity Club, Via Alfredo, Via Borotti, 3, 29121 Piacenza PC DOCENTI Nicola Carofiglio - Advanced Rolfer, Rolf Movement Practitioner e insegnante internazionale di Rolfing. Danzatore. Andrea Brighi - Rolfer, Maestro di Taijiquan Eleonora Celli - Rolfer e Rolf Movement Practitioner
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Oggi vi proponiamo una storia di successo pubblicata sul sito ufficiale dell'European Rolfing Association (“Fascial Training Meets Rolfing®”, rolfing.org), in cui Markus Rossmann, Certified Rolfer® ed esperto di Fascial Training, racconta il suo percorso professionale e l’innovativo incontro tra Rolfing®. Questo articolo conferma ancora una volta come la sinergia tra approcci manuali e movimento consapevole rappresenti una delle direzioni più promettenti per il benessere e la prevenzione. Dalla scienza dello sport al Rolfing® Rossmann, con una formazione in scienze motorie e riabilitazione, si è avvicinato al Rolfing® dopo aver sperimentato personalmente i suoi benefici. L’approccio olistico e la qualità del tocco tipici del Rolfing® hanno segnato profondamente la sua carriera, portandolo a integrare queste competenze con le più recenti scoperte sulla fascia.Rossmann ha sviluppato metodi come il “Fascial Walk”, una camminata consapevole che migliora salute e postura, e “Treatment in Motion”, che combina trattamento manuale e movimento per risultati più duraturi. Questi approcci si basano sull’idea che la salute sostenibile si ottiene solo integrando esercizi mirati e movimento consapevole nella vita quotidiana. Il valore unico del Rolfing® Secondo Rossmann, il Rolfing® si distingue per la sua visione globale della persona e la capacità di lavorare sia sulla struttura fisica che sugli aspetti psicologici. L’attenzione alla fascia e la formazione approfondita dei Rolfers® offrono strumenti unici per affrontare squilibri e promuovere il benessere a lungo termine. Rossmann sottolinea come le recenti ricerche scientifiche abbiano dimostrato l’importanza della fascia nella salute e nella prevenzione. Prevede che, in futuro, nessun terapista potrà prescindere da una solida formazione sul lavoro fasciale, e che i Rolfers® avranno un ruolo sempre più centrale anche in ambito clinico e riabilitativo. Consigli ai nuovi Rolfers® Rossmann invita i nuovi professionisti a perseverare, continuare a formarsi e sviluppare uno stile personale, sottolineando come la creatività e la curiosità siano fondamentali per la crescita nel campo del Rolfing®. Questo articolo/intervista a Markus Rossmann dimostra come l’integrazione tra Rolfing® e fascial training rappresenti una frontiera innovativa per il benessere e la prevenzione, valorizzando la formazione dei Rolfers® e il ruolo centrale della fascia nella salute globale della persona. Fonte: leggi l'articolo originale Interview partner: Markus Rossmann, Certified Rolfer®, fascia and health expert Interview and editing: Sabine Becker Photo: Copyright © Bicom and Markus Rossmann private
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Il Ruolo della Gravità nell'Allineamento Corporeo Nel recente articolo di Sabine Becker, pubblicato su European Rolfing Association (rolfing.org), si evidenzia il ruolo cruciale della gravità nella salute e nel benessere fisico. Becker spiega come il Rolfing affronti in modo unico la relazione tra il corpo umano e la gravità, potenzialmente offrendo benefici profondi a chi cerca allineamento e equilibrio. "la gravità influisce sulla nostra postura, movimento e funzionalità generale del corpo." Comprendere il suo ruolo nella meccanica del corpo è essenziale per mantenere il benessere fisico e mentale. Sabine Becker sottolinea che il disallineamento rispetto alla gravità può provocare "tensioni croniche, schemi di movimento inefficienti e un notevole disagio fisico." Jeffrey Maitland, nel suo libro Rolfing® Structural Integration. The Whole-Body Approach to Well-being pubblicato su Massage Magazine, evidenzia infatti l'importanza di questo concetto: “Quando siamo fuori allineamento, la gravità ci trascina verso il basso, proprio come fa con un edificio che ha perso la sua integrità architettonica.” Questo conflitto con la gravità si manifesta come dolore, stress e una sensazione di energia esaurita. Il Rolfing e la Gravità La dottoressa Ida Rolf, pioniera del Rolfing, ha riconosciuto il fondamentale ruolo della gravità nell'allineamento corporeo. Rolf credeva che "quando il corpo funziona correttamente, la forza di gravità può fluire." Durante le sessioni di Rolfing, i Rolfer infatti mirano a riallineare il corpo affinché funzioni in armonia con la gravità, agendo direttamente sulla fascia — il tessuto connettivo che circonda i muscoli e gli organi — per rilasciare tensioni e migliorare la postura. Un Approccio Unico Il Rolfing si distingue da altre tecniche di lavoro corporeo grazie alla sua attenzione sull'interazione tra tutti gli elementi corporei e alle tecniche specializzate di mobilitazione fasciale. Avadhan e Dick Larson, nel loro lavoro How Gravity Affects Your Body and its Relation to Rolfing, affermano che “Rolfing è il primo e unico sistema ad aver concepito e realizzato l'organizzazione dell'intero corpo in relazione alla gravità.” A differenza di molte tecniche di lavoro corporeo, il Rolfing si concentra sia sulla struttura che sulla funzione corporea, mirando a un allineamento ottimale all'interno del campo gravitazionale. Secondo Stephan Lautz, autore di Gravity and Rolfing, “se non ci sono più blocchi nel corpo, la forza di gravità può fluire senza ostacoli attraverso di esso.” L'articolo mette in luce l'importanza della gravità nell’allineamento corporeo e il potenziale del Rolfing per migliorare la qualità della vita. Lavorando con la gravità, il Rolfing può facilitare un miglior funzionamento del corpo e un maggiore benessere. Scopri come il Rolfing può aiutarti ad allinearti con la gravità e a migliorare la tua qualità della vita! Clicca qui per trovare il Rolfer a te più vicino Fonte: https://rolfing.org/articles/blog/its-all-about-gravity Autore: Sabine Becker Riferimenti Bibliografici: Jeffrey Maitland: Rolfing® Structural Integration. The Whole-Body Approach to Well-being. Published in Massage Magazine, July 2012 Stephan Lautz: Gravity and Rolfing Avadhan and Dick Larson: How Gravity Affects Your Body and its Relation to Rolfing
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Da un lavoro in uno studio d’ingegneria, che lo portava a lavorare all’estero, ad un presente da Rolfer™. È l’esperienza di Simone Costa, Rolfer di Milano, che dopo le dieci sedute di Rolfing ha capito che la vita che si era costruito non gli piaceva più. Così ha deciso di ascoltare il suo corpo, che gli ha detto di cambiare. “Mi piace dire che è il mio corpo che mi ha fatto comprendere di voler diventare Rolfer e mi ha spinto a cambiare vita. – spiega Simone – La volontà di un dialogo più diretto con il mio corpo, di una congruenza tra ciò che facevo nella vita e ciò che, invece, sentivo più giusto per me, mi aveva già spinto verso il teatro e verso esperienze di lavoro corporeo a diversi livelli. Ero insoddisfatto, il mio lavoro non mi rispecchiava, non mi sentivo nel mio elemento. Attraverso il Rolfing ho visto chiaramente come doveva e poteva essere la mia vita”. Costa ha scoperto il Rolfing grazie a un post in Facebook, poi la curiosità di sperimentare lo ha portato in uno studio di Rolfing. Quindi il corso per diventare Rolfer. “Il Rolfing non è un massaggio, ma è altro: questa è la grande differenza rispetto ad altre tecniche di manipolazione. Non interviene sul sintomo, sul dolore, sulla contrattura, sulla postura sbagliata, ma va oltre, offrendo modalità e strumenti di conoscenza del proprio corpo, di come questo interagisce con lo spazio e con l’ambiente che lo circonda, migliorando così non solo il rapporto con se stessi e la propria fisicità, ma anche con il mondo. Attraverso il tocco del Rolfer, che incontra le diverse zone del nostro corpo, aumenta la consapevolezza e si dispiegano le potenzialità. C’è una grande differenza, quando vuoi comprendere veramente qualcosa, tra ascoltare le istruzioni, imparare ad eseguirle e diventare ciò che si è imparato. Un conto è la conoscenza a livello mentale, un conto è la messa in pratica della conoscenza, un altro è ‘saper essere’ quella cosa. È un livello più alto, che appartiene al corpo quando diventa capace di introiettare la consapevolezza. Il corpo può dire cose alle quali la mente non arriva”. Dato che il metodo di Integrazione Strutturale Rolfing considera il corpo nel suo insieme, i benefici che se ne possono trarre si riflettono su tutta la persona: sul modo di muoversi, sui dolori articolari, sullo stato emotivo. “Grazie al percorso di Rolfing, sin dall’inizio, mi sono sentito deciso, assertivo e determinato – conclude Simone - Ho capito cosa volevo dalla mia vita e ho intrapreso il percorso più efficace per avvicinarmici”. Maggiori informazioni su Simone Costa qui Sito personale
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Secondo il New York Times "Il tuo iPhone sta rovinando la tua postura e il tuo umore"! "Se ti trovi in un luogo pubblico, guardati intorno: quante persone si curvano al telefono? La tecnologia sta trasformando il modo in cui ci intratteniamo, contorcendo i nostri corpi in ciò che il fisioterapista neozelandese Steve August chiama iHunch (iGobba in Italia). Ho anche sentito persone chiamarlo collo da lettura, e nel mio lavoro a volte mi riferisco ad esso come iPosture ... " Un interessante articolo di Amy Cuddy (professore alla Harvard Business School e autore del prossimo libro "Presenza: portare il tuo sé più audace alle tue più grandi sfide") sull'effetto sul nostro corpo della tecnologia moderna. LEGGI TUTTO QUI Il Rolfing® agendo sulla postura, risolve i vizi posturali innescati dall'uso di smartphone e tablet, divendo così una efficace soluzione alle cattive abitudini d'uso della tecnologia moderna
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Pretraining: “Spectrum Rolfing®” Italian Association Rolfing ® announces the first of three rounds of pretraining to be held in Bologna: 21-23 April 2017 , Spectrum for Living Anatomy (Anatomy). Recall That pretraining each of the seminars is not required but highly recommended: the participation in the seminar of Anatomy will be helpful for Completing the thesis for admission to basic training and will help to approach and deepen the anatomy from the Rolfing perspective. Registration for this seminar will close on March 31, 2017. For dates of other seminars, the form to register and other information visit
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Advanced Rolfing® Training è un corso (riservato ai soli Rolfer™ associati all'Associazione Italiana Rolfing®) che permette un notevole avanzamento tecnico/conoscitivo; permette infatti di acquisire tecniche più complesse e raffinate da utilizzare nel proprio lavoro. Perfetto come aggiornamento delle proprie competenze, per ampliare l apropria visione e consolidare le conoscenza acquisite portando tutto ad un livello ancor più elevato. Il video concesso dall'Insegnante Pierpaola Volpones vuole essere un sunto della magia che si respira durante i corsi di formazione. Buona Visione
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Dalla rubrica "Ho cura di me: scelgo il Rolfing®" promossa dall'Associazione Italiana Rolfing® e Formazione Rolfing® Italia: curiosità, aneddoti e conversazioni dal mondo della comunità italiana dei Rolfer™. Secondo incontro con Marina Blandini e Marcel Teeuw, Certified Rolfer™ tenutosi il 30 Aprile 20202 sulla pagina facebook Ufficiale dell'Associazione. Maggiori informazioni sul rolfing: www.rolfing.it #scelgoRolfing #rolfing #incontrilive #live
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Un metodo unico ed efficace per aiutare tutti i musicisti a superare i problemi di distonia focale e migliorare, rendendoli più leggeri e veloci, i propri movimenti: tutto questo è possibile grazie al metodo MusiReset, che unisce i principi del Rolfing con gli studi e l'esperienza di Elmar Abram, rolfer esperto ed ex musicista, che da anni si dedica alla ricerca su queste problematiche. Nel fare il proprio lavoro, il musicista compie un atto creativo, che per essere realizzato necessita di due elementi: le doti artistiche, innate, e una perfetta sintonia tra corpo e mente. Attraverso il corpo, e in particolare le dita e le mani, l'artista riesce infatti a produrre la propria musica. Ma cosa succede quando il corpo non risponde più alla mente come dovrebbe? Le conseguenze negative sono molte e frequenti: i musicisti possono soffrire di Distonia Focale (cioè movimenti incontrollati o, perdita del senso di controllo nelle dita e nella mano) di infiammazioni agli arti oppure di fastidiose contratture. Per risolvere tutte queste problematiche, in breve tempo, con successo e senza usare farmaci, Elmar Abram ha messo appunto il metodo MusiReset. Abram - che da giovane musicista è stato costretto ad interrompere la sua carriera proprio perché vittima di Distonia Focale -, lavora su tre livelli: intervenendo col Rolfing a livello fasciale e, quindi, strutturale, per la neutralizzazione di problemi somatici e per migliorare la struttura corporea e la postura; risvegliando ed ampliando della percezione corporea interna sensoriale e degli schemi motori con il MusiReset Movement; sviluppando in modo preciso e mirato le possibilità tecniche dello strumento suonato. In questo modo, il musicista si metterà alle spalle i problemi del passato, ritroverà economicità e leggerezza nei movimenti e la sua musica sarà ancora più intensa e affascinante. Il metodo MusiReset sarà presentato da Elmar Abram e Andrea Meynardi all'interno del convegno “Rolfing® S.I.: una visione pioneristica del corpo umano nel campo della gravità e nell'uso della Fascia”, che si terrà il 1° ottobre presso la Sala Conferenze della Fiera di Ferrara, all'interno di 'Edenica'. La presentazione del metodo è prevista per le 15.25. L'ingresso per la manifestazione è acquistabile sul posto oppure attraverso il sito www.edenica.it Per informazioni sul metodo MusiReset basta cliccare sul sito www.musireset.com Per informazioni sul Rolfing www.rolfing.it
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Mi chiamo Manuela, ho 48 anni e sono una pediatra e rianimatrice neonatale. Ho da sempre una vita molto impegnata tra studi medici, reperibilità in clinica, visite domiciliari e la passione per gli animali: i miei cani ed i cavalli. Nella sfera personale, invece, una malattia invalidante di mio padre mi fa convivere con uno un stress quotidiano non indifferente. Parlando con una mia amica, tempo fa, sono venuta a conoscenza del Rolfing e, di conseguenze, ho conosciuto quella che poi sarebbe diventata la mia Rolfer. Ed è stata una scoperta fantastica! Grazie al Rolfing ho intrapreso un percorso che mi ha segnata, cambiata e rinforzata. E stato un percorso profondo, nel corpo e nella mente, anche se è difficile spiegare quali meccanismi vengano toccati. All'inizio del percorso, dietro consiglio della mia terapista, ho anche associato una depurazione omotossicologica del corpo. Non so cosa avrò smosso, ma a metà sedute ho sentito la necessità di rallentare, tutto mi sembrava 'troppo'. Il desiderio di continuare, però, è stato più forte di questi dubbi e così ho scelto di proseguire. All'improvviso, quando meno lo aspettavo, è avvenuto un cambiamento, inizialmente solo fisico e motorio. Avevo una postura storta a causa di una frattura vertebrale, ma grazie al Rolfing questa è letteralmente sparita, ed inoltre ho acquisito una coordinazione che mi mancava totalmente. Parestesie e formicolii del braccio, che mi accompagnavano durante la notte e quando facevo sforzi intensi hanno iniziato a diminuire, fino a sparire totalmente. Dopo i miglioramenti fisici, è cambiato il mio stato mentale. Oggi percepisco una maggiore stabilità nel camminare, nell'affrontare i problemi e nel pormi quotidianamente verso il prossimo. Mi sento meno leggera, ovvero meno vulnerabile alle tensioni, alle parole e agli avvenimenti. Sto affrontando nuove sfide, grandi, ma con una calma ed una serenità che non conoscevo. Grazie al Rolfing ho deciso di anteporre me stessa al resto, lasciando che gli avvenimenti si manifestino per poi affrontarli, gestirli ed eliminarli. Tutto questo è per me una straordinaria novità, visto che sono sempre stata attenta alle necessità del mio prossimo, con mille impegni, super organizzata e senza mai un momento da dedicare a me stessa. Il giorno della mia prima seduta, la mia Rolfer mi disse che la mia postura indicava che ero una persona "tutta di un pezzo", che tende a sorreggere tutto il mondo sulle sue spalle. Beh, oggi sto gestendo la mia vita quotidianamente, seguendo i miei ritmi e alimentandomi con cura. A volte, quando la tensione per lo stress sale a livelli eccessivi le parestesie tornano. In quei casi, se lo sento, so che posso ricorrere a dei piccoli cicli di Rolfing per ripristinare il mio equilibrio. Testimonianza gentilmente condivisa da Daniela Risser, Certified Rolfer™ Maggiori informazioni su www.danielarisser.com
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Sono tornata all'atletica dopo due anni di dolore. "Sono tornata all’atletica dopo due anni di dolore" Monica, appassionata sportiva, non poteva cedere: per lei il salto in lungo era troppo importante. E il Rolfing l’ha fatta tornare in pista. "E’ successo due anni fa: stavo partecipando a una gara di atletica, quando un salto in lungo si è trasformato in un salto nel buio. Ho spiccato il volo e il mio ginocchio è andato in pezzi, un dolore lancinante. Il legamento anteriore era partito, così come il menisco interno e il bicipite posteriore. Poi sei mesi di fisioterapia, tutti i giorni. Alla fine di questo calvario mi ero rimessa in piedi, ma ero tutta "storta". Il problema più evidente erano le anche. Un giorno mi sono infilata un paio di pantaloni a vita bassa e allo specchio ho visto che le mie anche non erano più alla stessa altezza. Ho consultato due o tre specialisti. La diagnosi era unanime: avevo una gamba più corta dell’altra. Impossibile, le mie gambe erano sempre state uguali, cos’era successo? Ero veramente a terra. Non solo la mia carriera sportiva era naufragata, ma non riuscivo più nemmeno a fare una piccola corsa senza provare dolori dappertutto. Poi un amico mi ha parlato del Rolfing® e sei mesi fa ho iniziato il percorso con Pierpaola Volpones*. Già dalla seconda seduta avevo riacquistato la mobilità del ginocchio. Dopo due anni mi sentivo finalmente bene, potevo di nuovo correre, mi sentivo libera di muovere il corpo. A ogni seduta è come se si cambiasse pelle, è come se il corpo si riprogrammasse. Dicono che il Rolfing è una pratica dolorosa perché lavora in profondità. Io però non ho mai sentito un gran male e comunque è una sensazione che non mi dà fastidio, perché i benefici sono stati impagabili. Ho persino ripreso a gareggiare e la mia anca sta tornando normale. Ho rimesso i jeans a vita bassa e le mie gambe sono di nuovo della stessa lunghezza. Insomma, sono rinata." Fonte: "Starbene" - Testo di Rosella De Nicolò *Pierpaola Volpones è Certified Advanced Rolfer & Rolf Movement Pratictioner™- Insegnante di Advanced Rolfing e Rolf Movement membro della faculty del Dr. Ida Rolf Institute. Maggiori informazioni qui www.volpones.it
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Il Rolfing® ha azioni specifiche sul miglioramento delle prestazioni atletiche. Ecco perchè sempre più sportivi inseriscono l'integrazione strutturale nel normale workflow di preparazione, pre e post gara. Un video in lingua originale, sul miglioramento delle performance atletiche in un giocatore di basket. Rolfing for Optimizing Athletic Performance è disponibile sul canale Stolzoff Sportworks di Vimeo.
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Dare forma al proprio benessere con il Rolfing® significa ripristinare il funzionamento armonico del proprio corpo attraverso il tocco sensibile e deciso del Rolfer®, liberando il corpo dalle sue restrizioni e riallineando la tua postura rispetto al campo di gravità, rendendola al contempo più armonica ed equilibrata. "Quando il corpo riesce a lavorare in modo appropriato, la forza di gravità può fluire attraverso di esso. Quindi spontaneamente il corpo guarisce se stesso" (Dr. Ida P. Rolf) Con l'arrivo dell'Autunno tornano anche i dolori di sempre: mal di schiena, mal di collo, mal di gambe, spesso si assiste ad un calo delle performance atletiche e il corpo appare meno elastico. Grazie al Rolfing puoi: Aumentare il benessere individuale Rendere il movimento più fluido ed efficiente Migliorare la consapevolezza del tuo corpo Utilizzato come metodo di integrazione strutturale da numerosi professionisti dello sport, della danza, del canto e della musica in genere, il Rolfing permette anche di portare le proprie prestazioni ad un livello successivo limitando e/o prevendendo condizioni di stress eccessive e facilitando il recupero post-traumatico. Qual'è il primo passo per star bene? Volerlo! Chiama il Rolfer Certificato e autorizzato più vicino alla tua città e richiedi un primo incontro, solitamente non impegnativo; puoi trovarlo in autonomia con il toolkit "Trova un Rolfer" oppure contattandoci per essere poi indirizzato dalla nostra segreteria. Inizia oggi il tuo percorso di benessere: TROVA UN ROLFER CHIAMA INVIA UNA E-MAIL
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Un recente articolo della Certified Advanced Rolfer® Karen S. Price offre due approfondite riflessioni su come abbia supportato bambini piccoli con paralisi cerebrale spastica. Sebbene non si tratti di studi clinici, questi casi forniscono preziosi spunti su come il lavoro manuale sulla fascia possa influenzare il movimento, la postura e la consapevolezza corporea nei bambini. Leggi l’articolo completo su ESMED I due casi descrivono come sessioni regolari di Rolfing, condotte dalla Rolfer® Karen S. Price, abbiano portato a cambiamenti percepibili – non solo in aspetti misurabili come coordinazione o postura, ma anche nel modo in cui i bambini si sentivano e si esprimevano. Genitori e terapisti hanno osservato che i bambini si muovevano con maggiore facilità, mostravano meno rigidità e sviluppavano più fiducia e gioia nel movimento. Queste esperienze riflettono un principio fondamentale del Rolfing® : migliorare non solo la funzione, ma anche la qualità del movimento e la relazione del corpo con la gravità e lo spazio. Sebbene osservazioni individuali non possano essere generalizzate, esse invitano a riflettere su come il Rolfing® possa integrare altri approcci terapeutici, migliorando la consapevolezza corporea e sostenendo schemi di movimento più integrati. Fonte: Certified Advanced Rolfer® Karen S. Price, BA, CAR: “Reflections on the Benefits of Myofascial Management in Young Children with Spastic Cerebral Palsy: Two Case Studies”, in European Society of Medicine, Vol. 13, Issue 8, agosto 2025 Abstract originario: https://rolfing.org/articles/success-stories/reflections-working-children-cerebral-palsy Autrice: Sabine Becker
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Versione integrale della live facebook registrata il 9 Aprile 2021 con tema: Rolfing e Yoga Approfondimenti sui metodi yogici dal punto di vista del Rolfing. Tra ricerca, tradizione, innovazione e applicazione, in occasione del 125esimo anniversario della nascita di Ida Pauline Rolf, l'Associazione Italiana Rolfing, a partire dal 20 Marzo, ha lanciato una serie di incontri tematici, online e gratuiti, con diversi professionisti del lavoro corporeo, che hanno già integrato, con successo, nel loro flusso di lavoro quotidiano le ultime scoperte sulla Fascia. Un'apertura alla conoscenza di come la geniale intuizione di Ida Pauline Rolf abbia orientato la Ricerca Scientifica e di come le relative scoperte abbiano migliorato la pratica professionale. In questo incontro, si parla di Rolfing e Yoga con approfondimenti sui metodi yogici dal punto di vista del Rolfing®. Moderatrice Marina Blandini Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Intervengono: Carla Ferrara Insegnante di Yoga, operatore Ayurvedico, Rolfer Tara Fraser Insegnante di Yoga e Rolfer Federica Panichi Insegnante Yoga Pierpaola Volpones Chair della Faculty Europea del Rolfing Regia di Eleonora Celli Presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia - www.formazionerolfing.it
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C'è una parte del nostro corpo che può rappresentare la soluzione ideale per risolvere i problemi articolari e migliorare le prestazioni sportive delle persone: si tratta della Fascia muscolare, quel tessuto connettivo che si irradia per tutto il nostro corpo e che è dotato di una straordinaria potenza, molto spesso sottovalutata. Negli ultimi decenni, però, medici, biologi e fisioterapisti hanno iniziato a studiarla a fondo, comprendendone l'enorme valore per la nostra salute. Ma come è composta la Fascia ed in che modo si irradia nel nostro corpo? Esistono varie 'reti', connessioni e catene di tessuto connettivo. Vediamone insieme le principali: 1) La rete delle fasce addominali La rete delle fasce addominali è composta da tre strati: uno verticale - che va dallo sterno al pube -, uno diagonale e uno orizzontale. 2) La connessione del petto con il braccio All'interno dell'avambraccio esiste una catena mio-fasciale, che attraversa il gomito e i bicipiti, per poi connettersi ai pettorali e allo sterno. 3) La catena che attraversa arco plantare, adduttori e pavimento pelvico Questa catena corre dall'arco del piedi, attraverso gli adduttori, e arriva al pavimento pelvico. In questo modo rafforza l'articolazione del ginocchio. 4) La catena spalle-gomito Essa corre dalla parte esterna del braccio ed è connessa con il deltoide, alcuni parti del trapezio, il collo e la spina dorsale. 5) La fascia della coscia Questa Fascia corre dal bacino e arriva fino sotto il ginocchio. 6) Catena dorsale diagonale Questa complessa catena collega la parte superiore con la parte inferiore del corpo. Corre dal gluteo fino ad arrivare al grande dorsale e viene ricoperta da una fascia che si estende su tutto il dorso. 7) La Rete Il tessuto connettivo percorre tutto il corpo. Dove si addensa, forma catene che connettono varie parti del corpo, inclusi muscoli e ossa. Ricerca scientifica e Fascia: il parere degli esperti. Tra i massimi esperti mondiali sulla Fascia c'è il Dr. Robert Schleip, biologo, ricercatore e direttore della Fascia Research Group alle Università di Ulm, in Germania. Schleip chiama il tessuto connettivo “l'organo Cenerentola”, perché per centinaia di anni questa struttura è rimasta ignorata dalla ricerca, pur occupando ben il 20% del volume del corpo umano. Schleip si è avvicinato alla Fascia quando lavorava come Rolfer, professione che lo aveva portato a scoprire gli incredibili risultati che si riuscivano ad ottenere lavorando su questo tessuto connettivo. Agli inizi dei suoi studi, per la medicina la Fascia era quasi considerata un 'fastidio': “nei corsi di anatomia – spiega lo studioso - i dottori erano addirittura contenti quando potevano togliere quello che era visto come un semplice tessuto bianco senza forma, che se eliminato rendeva più visibili la carne rossa e gli organi.” Siegfried Mense, Professore di Anatomia alle Università di Heidelberg, Germania, prevede che “il tessuto connettivo sarà sempre più importante nelle valutazioni dei medici, insieme a muscoli ed articolazioni”. Il motivo è semplice: “la fascia dorsale ha più ricettori nervosi che i muscoli erettori della schiena“. Ciò significa che la rete di tendini, legamenti e tessuto connettivo costituisce semplicemente il più grande organo sensoriale del corpo umano. Essendo collegata anche con il sistema nervoso simpatico, inoltre, la rete connettivale influisce in modo sensibile anche sullo stress. Anche l'Italia sta dando il suo apporto alla ricerca sulle Fasce. Ad occuparsene, con successo, sono i ricercatori Carla ed Antonio Stecco, considerati tra i pionieri degli studi sul tessuto connettivo, i quali recentemente hanno scoperto che in persone con problemi alla cervicale, la Fascia nella zona del collo è più densa rispetto a quella in persone sane. L'età e lo stato della Fascia: i bambini e gli anziani. L'età dell'individuo si riflette in modo profondo sullo stato del tessuto connettivo. Mentre i giovani hanno una tipologia di tessuto che assomiglia ad una sorta di 'calza di nylon', col passare degli anni si formano collegamenti trasversali e, quando ci si avvicina la vecchiaia, il tessuto perde la sua elasticità. “E' come il corpo avesse un vestito troppo piccolo”, sottolinea la Rolfer, istruttrice di Fascial Fitness e di Yoga Daniela Meinl. “Il nostro intervento chirurgico sulle Fasce aiuta i bambini che soffrono di paralisi spastica”, spiega Peter Bernius, primario del reparto Pediatria e Neuro-ortopedia all'ospedale Schön, a Monaco di Baviera. In questi soggetti gli spasmi muscolari fanno indurire la muscolatura e anche le Fasce, fino al punto che il muscolo non ha più la capacità di muoversi ed i pazienti iniziano a camminare sulle punta dei piedi. Con l'intervento sul tessuto connettivo, invece, la maggior parte dei pazienti riesce a muoversi meglio ed a ritrovare la fluidità di prima Gli esercizi specifici, come lo stretching dinamico, 'ringiovaniscono' le strutture fasciali, perché stimolano delle cellule nel tessuto connettivo, chiamate fibroblasti, a rinnovare la rete di collagene. Affinché questo si verifichi con cambiamenti misurabili, spiega il Dr. Schleip “si impiegano tra le 9 e le 14 settimane”. La Fascia e lo Sport, un legame sempre più stretto. Le potenzialità della Fascia sono al centro delle ricerche e delle pratiche sportive di ogni tipo, dal calcio al golf fino al basket. Uno dei connubi più famosi in tal senso è quello voluto dal capo fisioterapista della nazionale tedesca di calcio Klaus Eder, che da decenni sta ottenendo risultati impressionanti grazie al suo lavoro sul tessuto connettivo. Kristina Rothengatter, giocatrice golf professionale, racconta così la sua esperienza: “volevo diventare più mobile nelle articolazioni dell'anca e delle spalle per poter colpire più forte la pallina. Per questo mi sono rivolta ad un allenatore Fasciale. Grazie a lui ho cambiato completamente la mia routine di riscaldamento: mentre prima facevo stretching statico, ora faccio stretching in movimento”. Molti atleti lavorano autonomamente sulla Fascia grazie ad un attrezzo specifico, il Blackroll. A spiegare come ci pensa il giocatore di basket Andrej Mangold: “per noi usarlo è ormai diventata routine, tanto che i nostri allenatori chiamano questa pratica igiene muscolare, che come la igiene orale va praticata ogni giorno”. Che effetti ha questa 'pratica quotidiana'? “All'inizio mi faceva male, ma ora lo sento come massaggio rilassante, ed inoltre i miei tempi di recupero si sono accorciati”. Il Rolfer e studioso della Fascia Markus Rossmann lavora soprattutto con allenatori di calcio, ai quali insegna nuovi sistemi di allenamento e particolari metodi di 'manutenzione' delle fasce. Nella sua attività con gli sportivi, Rossmann ha dimostrato che quando si ha una rete fasciale più elastica il corpo usa meno energia, e che una corretta stimolazione del tessuto connettivo da parte del professionista aumenta le prestazioni dell'atleta. La maggior parte dei terapisti sportivi, come Klaus Eder, lavora sulle Fasce a mani nude, mentre altri, come Sven Kruse, adottano strumenti particolari per non compromettere le proprie dita. Lo Yoga Fasciale. Un'altra variante dell'allenamento delle Fasce è lo Yoga fasciale. In esso si cambiano gli angoli di lavoro degli arti e si introducono elementi dinamici, come lo spostamento del piede o una inclinazione della parte superiore del corpo. Questo perché, conclude la Rolfer Daniela Meinl “la parte tendinosa delle fasce non viene stimolata abbastanza nello yoga classico”. Fonte: Focus Germania, 7 Novembre 2015 traduzione e sintesi di Marcel Teeuw Certified Rolfer® e Rolf Movement™ Practitioner














