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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing® - Rolfing®: armonia ed equilibrio nella struttura corporea attraverso il tocco e l'educazione al movimento. Integrazione Strutturale, Postura , Benessere, Fascia
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L'incontro si terrà giovedì 24 Gennaio a Conegliano, presso CENTRO RESPIRO, in Viale Italia 194. Gradita la prenotazione al numero 0438 353 44. Maggiori informazioni su Roberto Rosolen qui
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Il Rolfing®: un metodo di integrazione strutturale che va oltre la postura Questa è la prospettiva di Andrea Brighi – Certified Rolfer®, Bodyworker, Educatore Somatico e Maestro di Kung Fu, Taijiquan e Qigong – nel suo recente articolo, dove descrive il Rolfing® come una disciplina autenticamente salutogenetica. Secondo Brighi, il Rolfing® non solo agisce sulla struttura fisica, ma promuove un equilibrio emotivo e una consapevolezza corporea profonda, contribuendo così al benessere complessivo. Perché il Rolfing® è salutogenetico? "Salutogenesi" è un concetto che indica la promozione della salute e del benessere, piuttosto che la semplice prevenzione o cura delle malattie. In quest’ottica, il benessere non significa solo assenza di sintomi, ma è una sintonia tra corpo, mente ed emozioni che rende le persone più consapevoli e autonome nella gestione della propria salute. Il Rolfing infatti favorisce: Equilibrio strutturale e posturale: Un corpo meglio allineato e bilanciato riduce lo stress su muscoli e articolazioni, prevenendo disagi fisici. La riduzione delle tensioni muscolari: La manipolazione della fascia libera tensioni profonde accumulate, migliorando la fluidità nei movimenti. Consapevolezza corporea e connessione mente-corpo: Questo principio fondante del Rolfing® rende le persone più coscienti del proprio corpo nello spazio e dei propri schemi posturali. Andrea sottolinea che molti sperimentano non solo miglioramenti fisici, ma anche un rilascio di tensioni emotive. Poiché le tensioni corporee spesso riflettono emozioni e stress, liberare il corpo dalle rigidità può migliorare anche lo stato emotivo, donando una sensazione di leggerezza, rilassamento e benessere interiore. il Rolfing è dunque un prezioso alleato per la salute integrata. L’articolo ci offre dunque una prospettiva affascinante sul Rolfing® come pratica salutogenetica, evidenziandone l’impatto positivo non solo sul piano fisico, ma anche emotivo, e la capacità di promuovere un’autogestione consapevole del benessere. Grazie a questo contributo, possiamo apprezzare come il metodo Rolfing® sia un prezioso alleato per chi desidera migliorare la propria qualità di vita attraverso un approccio integrato alla salute. LEGGI L'ARTICOLO ORIGINALE Fonte: https://www.andreabrighi.it/somatica/perche-il-rolfing-e-salutogenetico/ Autore: Andrea Brighi
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Riallineare il corpo con il Rolfing Nel numero di luglio della rivista Terra Nuova è stato pubblicato un bellissimo focus sul Rolfing, il metodo di lavoro corporeo che agisce sul tessuto della fascia per ripristinare una postura corretta e migliorare l'elasticità dei movimenti, oltre a ridurre dolori e fastidi. Inoltre, grazie alla collaborazione tra Terra Nuova e E Veggie Channel, è stata realizzata una video intervista Maria Cristina Crivellari (sotto) Terra Nuova, fondata nel 1977, è un mensile ecologico stampato al 100% su carta riciclata. Con una distribuzione di circa 23.000 copie mensili e oltre 10.000 abbonati, rappresenta uno strumento insostituibile di controinformazione per chi desidera migliorare la propria vita. Gli argomenti trattati spaziano dall'alimentazione e medicina naturale, all'agricoltura biologica e biodinamica, permacultura, maternità e infanzia, bioedilizia, ecovillaggi, ecoturismo, consumo critico, energie rinnovabili e molto altro ancora. Essere presenti su questo mensile è per l'intera comunità del Rolfing® una grande soddisfazione e motivo di orgoglio. Un ringraziamento speciale va ai rolfers Marcel Teeuw, Simone Costa e Maria Cristina Crivellari per il prezioso contributo nella divulgazione del Rolfing e dei suoi benefici. Maggiori Informazioni qui: https://www.terranuova.it/Il-Mensile/OltreLePagine.-Riallineare-il-corpo-con-il-Rolfing Per acquistare copia digitale cliccare qui: https://www.terranuovalibri.it/ebook/dettaglio/terra-nuova-luglio-agosto-2024-ebook-9788866819585-236822.html
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L'Evoluzione delle Metafore Di Lucia Merlino, Istruttrice Certificata di Rolf Movement™, Istruttrice Certificata di Rolfing® Le metafore sono state a lungo parte integrante della cultura umana, servendo scopi terapeutici, mnemonici e spirituali in vari ambiti. Dai rituali dello sciamanesimo alle pratiche strutturate della psicoterapia e riabilitazione moderna, le metafore svolgono un ruolo cruciale. In campi come lo sport e la danza, le metafore organizzano la percezione e la coordinazione del movimento, come si vede nelle pratiche di Integrazione Strutturale Rolfing®. Storicamente, le metafore erano considerate semplici elementi decorativi del linguaggio. Questa percezione iniziò a cambiare intorno al 1970 quando linguisti come Michael Reddy sostennero che le metafore sono fondamentali per la comunicazione quotidiana. Il lavoro di George Lakoff e Mark Johnson in "Metaphors We Live By" ha evidenziato che le metafore sono centrali per la cognizione umana. Ci aiutano a dare un senso al mondo collegando concetti astratti a esperienze fisiche. Facilitare l'Espressione e la Comprensione nel Rolfing® Le metafore giocano un ruolo vitale nel Rolfing, facilitando l'espressione, migliorando la comprensione, promuovendo la consapevolezza e approfondendo l'integrazione. Possono essere suddivise in metafore didattiche, sensoriali e integrative. Le Metafore Didattiche sono utilizzate dai Rolfers® per migliorare aspetti specifici della percezione, della cognizione e della coordinazione del corpo. Queste metafore possono essere sia percettive che anatomiche. Molti ricercatori del movimento hanno esplorato il potere dell'immaginazione. All'inizio del XX secolo, Mabel Todd sviluppò quello che in seguito divenne noto come Ideokinesi, un approccio che si concentra sull'uso dell'immaginazione mentale per migliorare le prestazioni fisiche. È stato ulteriormente sviluppato da Eric Franklin, attraverso le sue numerose pubblicazioni. Altri professionisti continuano a lavorare per dare vita a queste metafore visive. Le Metafore Sensoriali emergono dalle esperienze descrittive dei clienti. Quando le prime immagini timide emergono dai clienti o dagli studenti, è importante che il terapista le convalidi e le incoraggi, iniziando così l'apprendimento di questo nuovo linguaggio del corpo, il cui vocabolario è evocativo e metaforico. Spesso emergono immagini semplici, come una parte del corpo che sembra più grande, più pesante o più luminosa dell'altra. Ad esempio, una cliente ha descritto l'esperienza con il suo Rolfer in modo vivido: "Abbiamo cercato di colmare il divario tra la parte superiore e inferiore del corpo, inizialmente operanti indipendentemente. Lo sterno si è ammorbidito, radicandomi. Ho sentito una 'muscolatura' invisibile legare insieme le ossa, simile a una connessione profonda. Man mano che esploravamo ulteriormente, sono emerse metafore visive, come la 'coda di un dinosauro' e un 'mocio di capelli'." Le Metafore Integrative emergono come momenti di intuizione e consapevolezza, permettendo ai clienti di riconoscere nuove organizzazioni posturali che trasformano la loro percezione del mondo. Un'ipotesi è che queste metafore sorgano quando i clienti si liberano da schemi abituali e rigidi. Un cliente ha descritto il suo nuovo senso di libertà: "È come se fossi libero da una condizione di essere schiacciato in una morsa, da un soffocamento silenzioso. Sembra che due occhi nella bocca dello stomaco si siano aperti e che ci sia uno spazio vasto nella parte anteriore. Sembra di volare." Un altro cliente ha condiviso: "Ero una marionetta senza vita sotto il controllo di un forte burattinaio. Dopo il suo allontanamento, ho sentito una nuova autonomia nei miei movimenti, come se fossi passato da oggetto a soggetto." Le nuove metafore, nelle parole di Lakoff e Johnson, permettono la continua costruzione di nuove coerenze nella vita, dando nuovo significato a vecchie esperienze. Il processo di autocomprensione è uno sviluppo continuo di nuove storie di vita. Il Rolfing, quindi, può essere considerato un'opera di composizione, coinvolgendo una dimensione creativa. Man mano che i clienti ritornano a uno stato libero da tensioni rigide, il linguaggio metaforico li aiuta a comprendere e processare le loro esperienze. Attraverso la metafora, la narrazione diventa uno strumento potente per la formazione e la trasformazione. Autore: Lucia Merlino, Certified Rolf Movement™ Instructor, Certified Rolfing® Instructor, São Paulo, Brazil Illustrations: Copyright © Eva Furnari Fonte: European Rolfing Association: The Power of Metaphors of the Body
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Tra ricerca, tradizione, innovazione e applicazione, in occasione del 125esimo anniversario della nascita di Ida Pauline Rolf, l’Associazione Italiana Rolfing® in collaborazione con Formazione Rolfing Italia, presenta 2 esclusivi incontri con il dott. Robert Schleip su “Fascia, Interocezione e Sistema Nervoso Autonomo“ e la dott.ssa Carla Stecco su "Fasce e pavimento pelvico - Anatomia e Funzione". In quest'ultimo, in una seconda parte, la prof.ssa Rita Geirola e prof.ssa Pierpaola Volpones focalizzeranno l'attenzione sulla "Dinamica del bacino e le relazioni con le funzioni del cammino e del respiro" attraverso una serie di riflessioni ed esplorazione sugli aspetti funzionali del diaframma pelvico. 05 Giugno 2021 - ore 10:00 | Fascia, Interocezione e Sistema Nervoso Autonomo | Robert Schleip 12 Giugno 2021 - ore 10:00 | Fasce e pavimento pelvico - Anatomia e Funzione - | Carla Stecco - Pierpaola Volpones - Rita Geirola -60% in occasione del compleanno di Ida P. Rolf in occasione delle celebrazioni per l'anniversario Ida Pauline Rolf avrai diritto ad uno scontro del 60% sul prezzo del webinar! Due webinar di approfondimento altamente consigliati per: Rolfer, Insegnanti di Yoga, insegnanti di Feldenkrais, Massaggiatori, Fisioterapisti, Personal trainer, Terapisti, Osteopati e a tutti i Professionisti del lavoro corporeo.
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ll Rolfing® può migliorare la postura? Ecco come Vincent Lee, Certified Rolfer®, risponde a questa comune domanda sul Rolfing®: “Il Rolfing® lavora per correggere la postura mediante l'allungamento dei tessuti del tuo corpo. Tessuti e muscoli tesi sono spesso responsabili di bloccare il tuo corpo in posture inefficaci. Il Rolfing® differisce dal massaggio poiché lavora attraverso l'intero corpo, insegnando come ottenere un allineamento posturale efficace, dalla testa ai piedi, attraverso una serie di dieci incontri.” Leggi l'articolo integrale Vincent Lee è un Certified Rolfer® attivo in Singapore, formatosi direttamente presso Dr. Ida Rolf, Colorado and Sydney. Scopri le risposte ad altri comuni domande sul rolfing nella nostra sezione FAQ
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In un recente articolo pubblicato su ERA (European Rolfing Association), "What is pain?", scritto da Tim Cacciatore, PhD, e Mari Hodges, MScMed, si affronta una domanda che sembra ovvia ma non lo è: cos'è davvero il dolore? È un tema che tocca da vicino chi pratica il Rolfing®, perché capita spesso, che in uno studio, una persona arrivi con un dolore che porta avanti da mesi, a volte da anni, e se ne vada muovendosi in modo diverso, respirando più liberamente. Cosa succede davvero in quel passaggio? Per capirlo, dobbiamo prima mettere in discussione un'idea che diamo per scontata: che il dolore sia la fotografia fedele di un danno nei tessuti. È un'intuizione naturale, fa male, quindi qualcosa è rotto, e la soluzione è aggiustare quella parte. Ma decenni di ricerca sul dolore raccontano una storia più articolata. Il dolore non è la lettura diretta di un danno tissutale: è meglio descriverlo come un sistema di allarme, il cui compito è proteggere il corpo. Il danno può certamente contribuire, ma il legame è molto più libero e complesso di quanto sembri. Quando dolore e danno si separano La prova più chiara arriva da tutti quei casi in cui dolore e danno non coincidono. Pensiamo al dolore dell'arto fantasma: una persona sente male in una gamba o un braccio che non esiste più. Non è un dolore "nell'arto", che non c'è, eppure è reale, e in alcuni casi si attenua con trattamenti che agiscono sulla rappresentazione cerebrale dell'arto mancante, senza toccare il corpo. O pensiamo alla colonna vertebrale: una protrusione discale visibile in una risonanza sembra una causa evidente di dolore, e spesso viene trattata come tale. Ma la colonna cambia con l'età, quasi sempre senza conseguenze: la maggior parte delle persone senza alcun dolore al collo presenta comunque alterazioni discali simili. Struttura e dolore, insomma, non si corrispondono in modo semplice o prevedibile. Non serve nemmeno una lesione per osservarlo: la nostra esperienza del dolore cambia di ora in ora con l'umore, lo stress, il livello di attenzione, mentre i tessuti sottostanti restano identici. Un sistema che dialoga con tutto il corpo Se il dolore non è un segnale fedele che risale dai tessuti, cos'è allora? È un processo protettivo: il sistema nervoso interpreta una gamma molto ampia di informazioni legate alla sopravvivenza e alla protezione, non solo lo stato dei tessuti. Questo non significa che si possa "pensare" di uscire dal dolore, significa che il cervello integra dati che vanno dalla struttura anatomica al contesto emotivo e comportamentale. Nel passaggio dal dolore acuto a quello cronico, questo sistema di allarme può diventare sempre più sensibile e sempre meno legato allo stato reale dei tessuti: prende, in un certo senso, vita propria. Ed è qui che cercare a tutti i costi una struttura danneggiata da "trattare" può disorientare, distogliendo l'attenzione dai fattori che davvero alimentano il dolore. Il ponte con il Rolfing È esattamente in questo spazio che il lavoro Rolfing trova il suo significato più ampio. Accanto ai cambiamenti nei tessuti, nella Fascia, nei pattern muscolari, la serie delle 10 sessioni agisce anche sui processi percettivi e fisiologici più ampi coinvolti nell'esperienza del dolore. Aiutare una persona a comprendere il proprio dolore, a ritrovare fiducia nel movimento e nel proprio dialogo con la Gravità, è già di per sé parte del rimedio. Con circa una persona su cinque che convive con dolore cronico, non è un tema di nicchia: è una delle ragioni più comuni per cui le persone si rivolgono a un Rolfer®. Fonte: "What is pain?", European Rolfing Association (rolfing.org) A cura di Tim Cacciatore, PhD e Mari Hodges, MScMed, 2026.
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Oggi vi proponiamo un abstract tratto dall'articolo "Pelvic Relationships and the 'Ten Series'" pubblicato sul Dr. Ida Rolf Journal (Marzo 2023) a cura di Lu Mueller-Kaul, Rolfing® SI Instructor, e Tessy Brungardt, Advanced Rolfing Instructor. Nell'articolo l'istruttrice di Integrazione Strutturale Rolfing®, Lu Mueller-Kaul, intervista la collega Tessy Brungardt, istruttrice avanzata di Rolfing®, su come i Rolfer® considerano il bacino durante la "serie di 10 sedute". Dall'approccio olistico alle considerazioni specifiche per ciascuna seduta, Brungardt riflette sulle sfide che studenti e Rolfer incontrano lavorando con le diverse strutture del bacino. Le autrici discutono il perfezionamento della palpazione pelvica e l'acquisizione di familiarità con questa area come strumento per rafforzare le tecniche pelviche in ogni fase della carriera di un integratore strutturale. Un approccio olistico per un equilibrio globale Una delle chiavi di lettura più interessanti è la visione olistica che permea il Rolfing®. L'idea che ogni intervento locale sul corpo abbia ripercussioni sull’intero sistema ci invita a considerare il bacino come un crocevia, influenzato e influenzante. Non si tratta solo di correggere una postura o rilasciare tensioni, ma di ristabilire un equilibrio funzionale che si traduce in un benessere più profondo. Il bacino: punto di unione tra stabilità e movimento L’articolo sottolinea come il bacino rappresenti una zona di connessione fondamentale tra la parte superiore e inferiore del corpo. Questa relazione è evidente nelle interazioni tra piedi, ginocchia e colonna vertebrale. È illuminante, ad esempio, considerare come condizioni apparentemente distanti, come piedi piatti o archi plantari alti, possano influenzare l’allineamento del bacino. Questo dettaglio mette in luce la necessità di un approccio integrato per risolvere problematiche croniche e migliorare il movimento. La precisione del tocco: una competenza da affinare Un altro aspetto cruciale riguarda il modo con cui si agisce sul pavimento pelvico e sulle strutture correlate. Affinare il tocco è essenziale per ottenere risultati significativi. Come indicato da Brungardt, è necessario sviluppare una sensibilità manuale raffinata, accompagnata da una comprensione approfondita delle relazioni anatomiche. Solo così è possibile garantire interventi efficaci e rispettosi della persona. L'educazione del cliente: un ruolo centrale Un punto di forza dell’approccio Rolfing®, evidenziato nell'articolo, è l’importanza dell’educazione del cliente. Spiegare il perché di ogni intervento e fornire strumenti per mantenere i benefici ottenuti favorisce una partecipazione attiva e consapevole. Questo aspetto, spesso trascurato in altri ambiti, rende il Rolfing® non solo un metodo, ma una vera e propria filosofia di benessere. Ogni intervento sul bacino è un'opportunità per esplorare nuove connessioni, migliorare la mobilità e riscoprire un equilibrio spesso dimenticato. Per i professionisti del Rolfing® e per chiunque lavori nel campo del benessere corporeo, questi spunti rappresentano un invito a non smettere mai di imparare, affinare le proprie competenze e, soprattutto, ascoltare il corpo come un sistema vivente e interconnesso. Articolo Originario: Pelvic Relationships and the 'Ten Series Autore: Lu Mueller-Kaul, Rolfing® SI Instructor, e Tessy Brungardt, Advanced Rolfing Instructor. Fonte: Dr. Ida Rolf Journal - March 2023
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Ho iniziato a praticare il Rolfing tempo fa e oggi posso dire che il ciclo delle dieci sedute è stato per me un'esperienza forte, efficace e decisamente arricchente. Il mio primo ricordo, quello non scorderò mai, è legato alla sessione inziale, con la quale ho 'scoperto' di essere in grado di respirare come non avevo mai fatto prima. Quel momento ha rappresentato per me una sensazione nuova, incredibile, come una nuova percezione di movimento nel mio corpo. Successivamente ho vissuto altre nuove sensazioni: ho percepito una sorta di maggiore lunghezza e, insieme, di libertà nelle mie gambe, che mi aiutato a capire come a determinare il mio modo di muovermi fosse l'immagine del mio corpo che mi avevo creato. E che, probabilmente, non corrispondeva a ciò che veramente ero. Grazie a Rolfing ho imparato a mantenere una relazione vivente con il mio modo di muovermi, e questo mi consente di scoprire tutti i giorni qualche nuovo aspetto di me, facendomi apprezzare il benessere che questi cambiamenti hanno avuto sulla mia vita. Il Rolfing ha trasformato non solo il mio modo di muovermi ma anche il mio modo di pensare. Questo, per me, rappresenta un grande successo e una nuova fonte di piacere e felicità.
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Un'intervista della Certified Rolfer® Stephanie Aimée Poole con Jakob Reichardt, scienziato dello sport e Certified Rolfer®, offre una prospettiva unica sull'efficacia dell'Integrazione Strutturale Rolfing® in sinergia con l'allenamento della forza. Questo articolo, basato su una conversazione originariamente pubblicata dall'European Rolfing Association a cura di Sabine Becker, evidenzia come la comprensione della miofascia sia cruciale per ottimizzare movimento, performance e benessere generale. Jakob Reichardt, con un solido background nell'allenamento della forza e nelle arti marziali, ha scoperto il Rolfing cercando un approccio al movimento che superasse i limiti del condizionamento tradizionale. Colpito dalla natura olistica e dal tocco distintivo del Rolfing, ha intrapreso la formazione per diventare un Rolfer, riconoscendo l'importanza delle connessioni miofasciali nel movimento atletico. La Chiave è la Miofascia Al centro della discussione c'è la miofascia: una rete che avvolge ogni fibra muscolare, estendendosi per tutto il corpo. Questo tessuto connettivo non solo supporta meccanicamente il movimento, ma comunica costantemente con il sistema nervoso, influenzando direttamente stabilità e coordinazione. Comprendere e lavorare con il sistema fasciale è fondamentale per ottimizzare l'efficienza dell'allenamento e prevenire gli infortuni. L'intervista sottolinea come il Rolfing sia cruciale per affrontare condizioni di malessere e fastidio o dolore, in particolare quello alla schiena, attraverso un approccio profondamente individualizzato. Invece di programmi standardizzati, il Rolfer analizza l'intera struttura e le abitudini di movimento della persona, percependo le tensioni e le disarmonie fisiche. Reichardt spiega che ciò che viene percepito come "tensione" spesso è uno spasmo compensatorio, un tentativo del corpo di creare stabilità dove manca un'integrazione strutturale. Il Rolfing agisce per ristabilire questa stabilità fondamentale e la libertà di movimento. Reintegrare il Movimento nella Vita Quotidiana Il grande vantaggio del Rolfing risiede nella sua capacità di liberare le strutture e ampliare la gamma di movimento. Tuttavia, come evidenziato, è essenziale che questa nuova mobilità venga integrata attivamente nella routine quotidiana del cliente. Senza l'applicazione pratica, il corpo tende a ricadere nei vecchi schemi disfunzionali. Per chi si avvicina all'allenamento della forza, Jakob consiglia di definire obiettivi chiari e, soprattutto, di affidarsi a un istruttore competente per apprendere la tecnica corretta, preferendo l'uso dei pesi liberi per una maggiore libertà di movimento. Per approfondire la conversazione completa, vi invitiamo ad ascoltare l'intervista originale nel podcast "Fluid Realities" dell'European Rolfing Association, condotto da Anna Mischel e Stephanie Aimée Poole. Fonte: Questa intervista è un estratto di una conversazione con Jakob Reichardt sul Rolfing® e l'allenamento della forza. L'intervista completa è disponibile come registrazione audio nel podcast "Fluid Realities", condotto da Anna Mischel e Stephanie Aimée Poole. Intervistato: Jakob Reichardt, Certified Rolfer® e scienziato dello sport – Monaco, Germania Intervistatrice: Stephanie Aimée Poole, Certified Rolfer® - Gmunden, Austria Autore Originario: Sabine Becker Foto: Copyright © Jakob Reichardt, Markus Mischen & Stefanos
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Lo sport è una parte importante nella vita di ciascuno di noi, perché migliora il nostro stato psicofisico e può divenire un potente mezzo per prevenire o addirittura curare molte malattie. Ma come praticare la nostra disciplina preferita nel migliore dei modi, senza avere problemi articolari o di altro genere ma anzi incrementando fortemente le nostre prestazioni? A venirci in aiuto è il Rolfing, che, attraverso il lavoro sul tessuto connettivo e l’affinamento della percezione, consente di stabilire armonia nella struttura corporea e fluidità nel movimento. Il Rolfing, infatti, aiuta gli sportivi a migliorare mobilità e coordinazione, organizzando nel migliore dei modi gli schemi motori. Questo rende il movimento meno faticoso, più efficace e aggraziato e fa acquisire al corpo una maggior stabilità ed elasticità. I Rolfer che hanno lavorato con atleti hanno permesso loro di migliorare la capacità respiratoria e ottimizzare i tempi di recupero: con più consapevolezza e padronanza del respiro, chi pratica sport impara anche a rilassarsi e a gestire lo stress. Il metodo di lavoro corporeo creato da Ida Rolf è un sostegno basilare anche nella riabilitazione post-traumatica. Gli atleti, così come i danzatori, sono frequentemente soggetti a lesioni in specifiche parti del corpo, come ad esempio le anche, le ginocchia, le caviglie e la schiena. Ciò avviene perché il corpo viene impegnato in posizioni asimmetriche e movimenti articolati o ripetuti, che richiedono una coordinazione muscolare equilibrata e un corretto trasferimento del peso. Se questo non avviene, si sviluppano delle resistenze in corrispondenza di alcune zone chiave, come le articolazioni. Per approcciarsi a queste complesse problematiche, spesso di difficile lettura, il Rolfing guida l’atleta lungo un percorso, che riallinea il corpo promuovendo la riorganizzazione delle linee di forza che lo attraversano. In questo modo sarà la stessa forza della gravità, fluendo correttamente attraverso il corpo, a favorirne la ripresa. di Stefania Merzagora Certified Rolfer
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Il CoLAP (Coordinamento Libere Associazioni Professionali) presente il 13 Novembre, presso l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, l'evento nell'evento: dentro "Riparte L'Italia con la Road Map del CoLAP", un'area interamente dedicata alle Professioni del Benessere e Relazioni di Aiuto dal nome "BeCOME - BEnessere, Creatività, Olismo, Movimento, Empowerment". Sarà un'area ricca di attivtà, dedicata completamente ai servizi alla persona: stand, aree dimostrative e talk show dalle 10.00 alle 18.30. Con un area dimostrativa centrale, un'area espositiva e un'area seminariale, sarà possibile incontrare sia chi il Rolfing® S.I. già lo conosce, sia chi vorrebbe capirne di più. Sarà un momento di dialogo, conoscenza, confronto, dove i visitatori potranno interfacciarsi con il mondo del Rolfing S.I. e di tante altre figure professionali che si occupano della persona e del suo benessere
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Chi può descrivere meglio Thomas W. Findley se non se stesso? Ecco alcuni estratti dalla sua biografia: “Ho condotto ricerche di qualunque tipo fin da giovanissimo e per gran parte della mia vita professionale mi sono destreggiato nelle ricerche, sia mediche, sia di vita. La mia carriera si è concentrata nel connettere la pratica clinica, la base teorica, e applicane misurazioni in ricerche sulla riabilitazione, attraverso una gran dose di modelli matematici. Ho una formazione estesa in medicina complementare, iniziando con il formarmi in agopuntura e omeopatia, mentre ero uno studente di medicina alla Georgetown nel 1975, quando venni a conoscenza della Dott.sa Rolf al dipartimento di Medicina Fisica. (...) le mie esplorazioni sulla fascia mi hanno portato alle interazioni tra fascia e cancro, sotto la giuda di AT Still MD (il fondatore della medicina osteopatica) che scrisse in merito a questo argomento più di 100 anni fa. I ricercatore oncologici stanno guardando sempre più da vicino alle meccaniche ambientali che circondano il tumore e in che modo gli ambienti più rigidi sono anche più ricettivi per la crescita metastatica. Sono stato nella commissione organizzatrice per un congresso innovativo sulla fascia, agopuntura e cancro alla Harvard Medical School nel Novembre del 2015, congresso in cui anche io ero un relatore. Poiché mi trovo a cavallo tra la scienza e la pratica clinica di entrambe, fascia ed esercizio, ho raccolto dati sugli aspetti clinici e il meccanismo cellulare è diventato una priorità nella mia ricerca.” Testo originale: Bridget Barbieri Traduzioni a curi di: Eleonora Celli Altri video in lingua originale sul sito dell'European Rolfing® Association
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Durante la conferenza si presenteranno i concetti teorici che stanno alla base del Rolfing® e si farà esperienza di un nuovo modo di percepire il proprio corpo grazie a dei semplici esercizi. Annalisa Di Salvo è Maestra di Reiki Metodo Usui, Facilitatrice in Costellazioni Familiari, Operatore Olistico Trainer a Mediazione Corporea professionista disciplinato ai sensi della legge 4/2013 - Certified Rolfer™ Membro del Direttivo Air Maggiori informazioni qui INGRESSO GRATUITO Contatti: [email protected] - 06.5817345 Location: Fiera di Roma - Via Portuense 1645-1647, 00148 Roma Evento Facebook
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La fascia è un tessuto connettivo che avvolge e sostiene i muscoli, gli organi e altre strutture nel corpo umano. Recentemente, un'importante pubblicazione uscita sul Journal of Dr. Ida Rolf Institute, ha fatto luce su come le tecniche di rilascio miofasciale possano influenzare la microcircolazione nella fascia toracolombare. Questo studio, condotto da Lina Amy Hack, Certified Advanced Rolfer®, Andreas Brandl, MS, DO, e Robert Schleip, PhD, Rolfing® Instructor, ha utilizzato la tecnologia O2C per investigare cambiamenti dinamici nella circolazione sanguigna, rivelando nuove ed affascinanti scoperte. L'Obiettivo dello Studio Il recente studio si è concentrato sull'effetto del rilascio miofasciale sulla microcircolazione nella fascia toracolombare. Utilizzando la tecnologia O2C, che misura la saturazione di ossigeno e il flusso sanguigno nei capillari, i ricercatori hanno esaminato come questa tecnica possa migliorare la circolazione in aree del corpo dove i capillari sono così piccoli da essere invisibili ad occhio nudo. Le Scoperte del Ricercatore Robert Schleip, uno dei ricercatori principali, ha condiviso il suo entusiasmo per i risultati dello studio. "Come molti ricercatori nel campo dell'integrazione strutturale, sono stato colpito dalla possibilità di esplorare se un cambiamento dinamico nella microcircolazione potesse essere indagato con la nuova tecnologia O2C," ha dichiarato Schleip. "Questo studio conferma ancora una volta quanto avvenga nei tessuti fasciali durante un trattamento, un aspetto di cui non avevamo piena consapevolezza." Schleip sottolinea che, mentre le indagini precedenti si erano concentrate sui cambiamenti biomeccanici dei tessuti o sugli aspetti neuro-sensoriali, lo studio attuale ha dimostrato chiaramente come il rilascio miofasciale possa migliorare significativamente il flusso sanguigno attraverso capillari molto piccoli. Questa scoperta offre una nuova prospettiva su quanto poco sappiamo realmente su ciò che accade sotto le nostre mani mentre interagiamo con la fascia. Implicazioni per la Terapia Manuale Le implicazioni di questi risultati sono notevoli per i professionisti della terapia manuale. L'aumento della microcircolazione osservato grazie al rilascio miofasciale potrebbe contribuire a migliorare l'efficacia dei trattamenti terapeutici, favorendo una migliore ossigenazione e nutrizione dei tessuti. Inoltre, offre nuove opportunità per comprendere e perfezionare le tecniche di trattamento, rendendo i protocolli di rilascio miofasciale ancora più efficaci. Conclusione Questo studio rappresenta un importante passo avanti nella comprensione di come il rilascio miofasciale possa influenzare la microcircolazione. Non solo conferma l'efficacia della tecnica nel migliorare il flusso sanguigno attraverso capillari minuscoli, ma apre anche la strada a ulteriori ricerche e sviluppi nel campo della terapia manuale. Conoscere e comprendere meglio questi processi potrebbe rivoluzionare il modo in cui trattiamo e riabilitiamo i pazienti, offrendo soluzioni più precise e personalizzate per il benessere fisico. ACCEDI ALLO STUDIO COMPLETO QUI
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Che cos'è per te il Rolfing? Se si ponesse questa domanda a dieci persone, probabilmente ciascuna risponderebbe in modo diverso. Ci sarà chi lo definirà un modo per liberarsi da tensioni, dolori e limitazioni, chi lo avrà vissuto come un processo che rende più leggero il corpo, chi si sentirà più libero di muoversi nello spazio e cosi via. Per una Rolfer come me, questo metodo è anche e soprattutto una straordinaria occasione per tornare a dialogare con le proprie esigenze più profonde. Un'opportunità, insomma, per tornare a percepire la piacevole sensazione del sentirsi a casa, in quel luogo dove scaturiscono creatività, emozione e armonia. Per capire in che modo il Rolfing riesca a restituire questo benessere, bisogna conoscere come questa tecnica agisce sul nostro sistema motorio. Esso, per funzionare al meglio, richiede un equilibrio tra muscolatura profonda o intrinseca (ossia i muscoli 'brevi', situati vicino alle ossa) e muscolatura superficiale o estrinseca (le grandi fasce muscolari, che rivestono il corpo). Entrambe le muscolature, affinché il movimento si sviluppi in modo naturale, devono lavorare in armonia e sinergia, perché la fluidità dei gesti parte sempre dai muscoli interni per propagarsi agli altri, che saranno più impegnati quando l'azione richiederà uno sforzo maggiore. Facciamo un esempio: per camminare o respirare, l'impegno dei muscoli estrinsechi sarà minore, mentre per salire le scale o arrampicarsi il loro utilizzo sarà fondamentale. Le persone, però, nell'eseguire questa 'sequenza' mancano molto spesso di coordinazione, complice anche la diffusa debolezza nelle strutture interne e una muscolatura superficiale troppo sviluppata, troppo rigida, dura oppure non elastica. Avendo ben chiaro questo quadro d'insieme, il Rolfer si pone l'obiettivo di restituire equilibrio e coordinazione fra sistema intrinseco e estrinseco, riportando tono e funzionalità nelle strutture profonde che tornano a essere protagoniste nella postura, quasi come fossero dei 'direttori d'orchestra' del movimento. Contemporaneamente, il Rolfer lavora sul cliente per creare elasticità laddove si sono accumulate le tensioni. Da questa armonia, nascerà l'equilibrio specifico dell'individuo. Se riportiamo tutto ciò alla nostra struttura psicologica troviamo sorprendenti analogie. Dobbiamo pensare che la struttura interna è il nostro autentico sentire, la nostra natura, il nostro carattere, mentre quella esterna rappresenta il nostro ego, quel guscio attraverso il quale ci rapportiamo al mondo e che, inevitabilmente, risente della fragilità della nostra parte profonda. Più questa è debole, più avremo bisogno di costruire difese per non far trasparire le paure e le insicurezze che sono in ognuno di noi. Queste fragilità nascono da lontano: fin da piccoli si viene rimproverati, magari per delle semplici e naturali imperfezioni, e questo ci induce a vergognarci delle nostre debolezze. E, a questo punto, iniziano i guai: cominciamo a nasconderci, ad innalzare difese, ad ispessire questa nostra 'maschera' perdendo il contatto con le nostre emozioni. Tutto questo, a livello psicologico, si traduce in tanta fatica e tanta sofferenza. Proprio come gli irrigidimenti mio-fasciali creano tanto dolore e difficoltà di movimento. Ma allora qual è la soluzione a questi conflitti? Diciamo che se una muscolatura profonda e attiva crea il presupposto per una efficace attività di tutto il sistema motorio, un funzionamento armonioso tra esterno e interno, tra essere e apparire, rappresenta il miglior modo per vivere le relazioni sociali. Ecco allora che allentare dolcemente le tensioni mio-fasciali con il Rolfing diventa un po' come abbattere questi muri ed ammorbidire queste difese. Il compito di noi Rolfer è infatti proprio questo: creare una stretta collaborazione tra strutture profonde e strutture di superficie, per ripristinare questo dialogo con la nostra parte più autentica e tornare a vivere meglio. di Angela Biancalani, Certified Advanced Rolfer™
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Oggi vi proponiamo una storia di successo pubblicata sul sito ufficiale dell'European Rolfing Association (“Fascial Training Meets Rolfing®”, rolfing.org), in cui Markus Rossmann, Certified Rolfer® ed esperto di Fascial Training, racconta il suo percorso professionale e l’innovativo incontro tra Rolfing®. Questo articolo conferma ancora una volta come la sinergia tra approcci manuali e movimento consapevole rappresenti una delle direzioni più promettenti per il benessere e la prevenzione. Dalla scienza dello sport al Rolfing® Rossmann, con una formazione in scienze motorie e riabilitazione, si è avvicinato al Rolfing® dopo aver sperimentato personalmente i suoi benefici. L’approccio olistico e la qualità del tocco tipici del Rolfing® hanno segnato profondamente la sua carriera, portandolo a integrare queste competenze con le più recenti scoperte sulla fascia.Rossmann ha sviluppato metodi come il “Fascial Walk”, una camminata consapevole che migliora salute e postura, e “Treatment in Motion”, che combina trattamento manuale e movimento per risultati più duraturi. Questi approcci si basano sull’idea che la salute sostenibile si ottiene solo integrando esercizi mirati e movimento consapevole nella vita quotidiana. Il valore unico del Rolfing® Secondo Rossmann, il Rolfing® si distingue per la sua visione globale della persona e la capacità di lavorare sia sulla struttura fisica che sugli aspetti psicologici. L’attenzione alla fascia e la formazione approfondita dei Rolfers® offrono strumenti unici per affrontare squilibri e promuovere il benessere a lungo termine. Rossmann sottolinea come le recenti ricerche scientifiche abbiano dimostrato l’importanza della fascia nella salute e nella prevenzione. Prevede che, in futuro, nessun terapista potrà prescindere da una solida formazione sul lavoro fasciale, e che i Rolfers® avranno un ruolo sempre più centrale anche in ambito clinico e riabilitativo. Consigli ai nuovi Rolfers® Rossmann invita i nuovi professionisti a perseverare, continuare a formarsi e sviluppare uno stile personale, sottolineando come la creatività e la curiosità siano fondamentali per la crescita nel campo del Rolfing®. Questo articolo/intervista a Markus Rossmann dimostra come l’integrazione tra Rolfing® e fascial training rappresenti una frontiera innovativa per il benessere e la prevenzione, valorizzando la formazione dei Rolfers® e il ruolo centrale della fascia nella salute globale della persona. Fonte: leggi l'articolo originale Interview partner: Markus Rossmann, Certified Rolfer®, fascia and health expert Interview and editing: Sabine Becker Photo: Copyright © Bicom and Markus Rossmann private
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Dopo aver subito una sostituzione parziale bilaterale del ginocchio e aver lottato per tornare alla piena forma fisica, un collega mi aveva raccomandato Rolfing come una possibile opzione alla mia riabilitazione. Lavoro per un'organizzazione internazionale e faccio un lavoro fisicamente impegnativo, quindi ero aperto a qualsiasi forma di riabilitazione che potesse riportarmi ad una condizione pre-operatoria…. Oggi (ndr), consiglierei il Rolfing a chiunque abbia subito qualsiasi forma di operazione che abbia influito sulla mobilità, chiunque sia connesso a qualsiasi forma di sport, che si tratti di yoga, allenamento con i pesi, cross-fit ecc. Il Rolfing aumenterà quasi certamente le prestazioni fisicamente e mentalmente. -- Lloyd, Devon Una straordinaria testimonianza su Rolfing® dal sito web di Tara Fraser, Clicca sul pulsante sotto per saperne di più LEGGI L'ARTICOLO ORIGINALE Fonte European Rolfing Association Autore Tara Fraser - Certified Rolfer™ e insegnante di Yoga
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Immagina di svegliarti al mattino e avvertirlo subito: quel dolore persistente e tirante alla schiena che ti accompagna da mesi. Hai provato stretching, massaggi, forse anche fisioterapia – ma niente sembra offrire un sollievo duraturo. Perché? Forse perché la causa principale si trova in un punto completamente diverso rispetto a dove si manifesta il dolore. È stato proprio questo che mi ha lasciato perplesso verso la fine dei miei studi in scienze motorie. Avevo imparato molto sul corpo, sul movimento e sulla terapia, ma la maggior parte degli approcci sembrava affrontare solo i sintomi. A ogni disturbo corrispondeva un esercizio specifico – ma dov’era il metodo che considerasse il corpo come un sistema veramente interconnesso? Fortunatamente, le mie ricerche mi hanno portato infine al Rolfing®. L’idea di riallineare il corpo, invece di limitarsi a correggere singole parti, mi è sembrata non solo logica, ma realmente sostenibile. Ma come funziona esattamente? E cosa rende le fasce così speciali? Fasce: molto più che involucri Già a metà del XX secolo, la Dott.ssa Ida Rolf riconobbe ciò che oggi viene salutato come una “riscoperta della medicina”: le fasce sono molto più che involucri passivi per muscoli e organi. Permeano l’intero corpo, collegando e separando le strutture allo stesso tempo, e si adattano continuamente ai nostri schemi di movimento e abitudini. Questa rete di tensione ci consente di mantenere una postura eretta con il minimo sforzo, permettendo al contempo movimenti elastici e fluidi. Le fasce non svolgono solo una funzione meccanica, ma anche sensoriale: sono ricche di recettori fondamentali per la percezione della posizione del corpo e del dolore. In particolare nei tendini, nei legamenti, nelle aponeurosi e nella fascia superficiale (fascia superficialis), si trovano molti più recettori che nei tessuti muscolari. Queste strutture conservano la nostra storia di movimento – e le nostre esperienze di dolore. Quando le fasce si irrigidiscono, possono limitare gravemente la libertà di movimento. Cicatrici, aderenze o cambiamenti tissutali legati a infiammazioni possono alterarne la struttura, portando a situazioni in cui certi movimenti non sono più percepiti o nemmeno più possibili. Maggiore libertà di movimento grazie al Rolfing Questi due fattori – tensione meccanica e consapevolezza propriocettiva – sono al centro di ogni terapia focalizzata sulle fasce. Nel corso della vita, siamo modellati dalla gravità, dalle abitudini e dalla nostra storia individuale di movimento, che ci porta inconsapevolmente a “specializzarci” in certi schemi. Questo può causare sovraccarichi asimmetrici e fastidi cronici. Ed è proprio qui che entra in gioco il metodo Rolfing: attraverso un lavoro preciso e stratificato sulle strutture fasciali, i Rolfer aiutano i clienti a liberarsi da questi schemi, riconquistando maggiore libertà nel movimento e nella postura – sia esterna che interna. La classica serie di 10 sessioni di Rolfing offre lo spazio necessario per riorganizzare in profondità gli squilibri strutturali, ridurre i sovraccarichi e instaurare cambiamenti duraturi nella percezione corporea. Molti dolori da sovraccarico si alleviano semplicemente migliorando l’equilibrio. Altri disturbi richiedono un approccio più consapevole o tecniche complementari. Ma ciò che mi affascina come operatore è che ogni processo di Rolfing è unico – ogni persona porta con sé una storia personale. Dal lavoro sul campo: quando gli schemi si trasformano Rivedo spesso, nei miei clienti, quei momenti di “aha!” che mostrano quanto il Rolfing possa essere potente: Mal di schiena: molti sono sorpresi che io non lavori direttamente sulla zona dolorante. Eppure, dopo la sessione, lo notano – il dolore si è attenuato o è sparito. Artrosi: le persone con artrosi cercano spesso di migliorare le posture compensative. Così facendo, ottengono non solo maggiore mobilità ma spesso anche una riduzione del dolore. “Ho provato di tutto!”: alcuni clienti hanno affrontato innumerevoli trattamenti senza miglioramenti duraturi. Spesso, l’integrazione di stimoli diversi in un approccio olistico fa la differenza – e all’improvviso i blocchi iniziano a sciogliersi. Più che meno dolore: molti raccontano che non è solo il dolore ridotto, ma una nuova consapevolezza corporea a farli sentire più leggeri e liberi. L’elenco potrebbe continuare all’infinito. Naturalmente, il Rolfing® non è una soluzione universale per ogni condizione. Ma ciò che facciamo è lavorare in modo coerente con le strutture che collegano tutti i sistemi del corpo. Ed è proprio per questo che attribuisco grande valore alla collaborazione interdisciplinare con colleghi di altri ambiti – e imparo continuamente cose nuove. È anche per questo che, dopo 30 anni di esperienza clinica, trovo ancora stimolanti le sessioni di Rolfing: ogni persona arriva con i propri schemi di movimento, le proprie asimmetrie, le strategie individuali per affrontare la gravità e l’espressione della propria postura interiore. Differenti qualità tissutali e condizioni pregresse rendono ogni sessione unica. Le prospettive e le tecniche dell’Integrazione Strutturale Rolfing mi forniscono uno strumento potente per accompagnare i clienti verso un maggiore equilibrio e una trasformazione duratura. Il Rolfing è molto più di un metodo per trattare i sintomi. È un invito a riallineare il corpo e portarlo in equilibrio – con effetti positivi su postura, movimento e consapevolezza di sé. Chi si apre a questo processo spesso sperimenta cambiamenti profondi che vanno ben oltre la semplice assenza di dolore. Autore: Dr biol. hum. Stefan Dennenmoser, Certified Advanced Rolfer® & Rolf Movement™ Practitioner, Ravensburg and Ulm Editing: Sabine Becker | Stefan Dennenmoser in Ulm | Stefan Dennenmoser in Ravensburg Fonte: https://rolfing.org/articles/blog/rolfing-more-than-fixing-whats-broken
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Rolfing®, come pratica e professione, è un'arte che continua a svolgersi e accrescersi per tutta la vita di Rolfer™. La formazione avanzata è un momento molto speciale nella vita di un Rolfer ™, un momento in cui le conoscenze acquisite e le competenze dei primi anni di pratica saranno messe in discussione, affinate e portate ad un livello più elevato. La formazione avanzata permette in modo entusiasmante di approfondire, sperimentare ancor più profondamente cosa significa essere un Rolfer™ e praticare l'integrazione strutturale Rolfing. European Advanced Rolfing® Training 2020, in programma presso l'European Rolfing® Assocation e.V. (ERA) Training Center di Monaco, dal 28 Aprile al 21 Agosto 2020, avrà due insegnanti di eccellenza: Jonathan Martine e Rita Geirola, insegnante internazionale attiva anche nella Formazione Italiana Rolfing® CLICCA QUI per maggiori informazioni sull'European Advanced Rolfing® Training 2020 Fonte ufficiale: European Rolfing Association e.V. Maggiori informazioni su Rita Geirola qui














