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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing® - Rolfing®: armonia ed equilibrio nella struttura corporea attraverso il tocco e l'educazione al movimento. Integrazione Strutturale, Postura , Benessere, Fascia
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Dalla rubrica "Ho cura di me: scelgo il Rolfing®" promossa dall'Associazione Italiana Rolfing® e Formazione Rolfing Italia: curiosità, aneddoti e conversazioni dal mondo della comunità italiana dei Rolfer™. Primo incontro con Rita Geirola e Pierpaola Volpones, insegnanti internazionali di Rolfing®, tenutosi il 23 Aprile 2020 sulla pagina facebook Ufficiale dell'Associazione.
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La fascia è un tessuto connettivo che avvolge e sostiene i muscoli, gli organi e altre strutture nel corpo umano. Recentemente, un'importante pubblicazione uscita sul Journal of Dr. Ida Rolf Institute, ha fatto luce su come le tecniche di rilascio miofasciale possano influenzare la microcircolazione nella fascia toracolombare. Questo studio, condotto da Lina Amy Hack, Certified Advanced Rolfer®, Andreas Brandl, MS, DO, e Robert Schleip, PhD, Rolfing® Instructor, ha utilizzato la tecnologia O2C per investigare cambiamenti dinamici nella circolazione sanguigna, rivelando nuove ed affascinanti scoperte. L'Obiettivo dello Studio Il recente studio si è concentrato sull'effetto del rilascio miofasciale sulla microcircolazione nella fascia toracolombare. Utilizzando la tecnologia O2C, che misura la saturazione di ossigeno e il flusso sanguigno nei capillari, i ricercatori hanno esaminato come questa tecnica possa migliorare la circolazione in aree del corpo dove i capillari sono così piccoli da essere invisibili ad occhio nudo. Le Scoperte del Ricercatore Robert Schleip, uno dei ricercatori principali, ha condiviso il suo entusiasmo per i risultati dello studio. "Come molti ricercatori nel campo dell'integrazione strutturale, sono stato colpito dalla possibilità di esplorare se un cambiamento dinamico nella microcircolazione potesse essere indagato con la nuova tecnologia O2C," ha dichiarato Schleip. "Questo studio conferma ancora una volta quanto avvenga nei tessuti fasciali durante un trattamento, un aspetto di cui non avevamo piena consapevolezza." Schleip sottolinea che, mentre le indagini precedenti si erano concentrate sui cambiamenti biomeccanici dei tessuti o sugli aspetti neuro-sensoriali, lo studio attuale ha dimostrato chiaramente come il rilascio miofasciale possa migliorare significativamente il flusso sanguigno attraverso capillari molto piccoli. Questa scoperta offre una nuova prospettiva su quanto poco sappiamo realmente su ciò che accade sotto le nostre mani mentre interagiamo con la fascia. Implicazioni per la Terapia Manuale Le implicazioni di questi risultati sono notevoli per i professionisti della terapia manuale. L'aumento della microcircolazione osservato grazie al rilascio miofasciale potrebbe contribuire a migliorare l'efficacia dei trattamenti terapeutici, favorendo una migliore ossigenazione e nutrizione dei tessuti. Inoltre, offre nuove opportunità per comprendere e perfezionare le tecniche di trattamento, rendendo i protocolli di rilascio miofasciale ancora più efficaci. Conclusione Questo studio rappresenta un importante passo avanti nella comprensione di come il rilascio miofasciale possa influenzare la microcircolazione. Non solo conferma l'efficacia della tecnica nel migliorare il flusso sanguigno attraverso capillari minuscoli, ma apre anche la strada a ulteriori ricerche e sviluppi nel campo della terapia manuale. Conoscere e comprendere meglio questi processi potrebbe rivoluzionare il modo in cui trattiamo e riabilitiamo i pazienti, offrendo soluzioni più precise e personalizzate per il benessere fisico. ACCEDI ALLO STUDIO COMPLETO QUI
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ROLFING WEEK - 8^ EDIZIONE dal 19 al 26 maggio 2017 In occasione del compleanno della dottoressa Ida Rolf, fondatrice del metodo, L'Associazione Italiana Rolfing® lancia l'ottava edizione della ROLFING® WEEK dal 19 al 26 maggio 2017 e apre le sue porte a famiglie, ai loro bambini e a tutti gli interessati con una serie di incontri gratuiti nelle maggiori città italiane. Una opportunità unica per conoscere #gratuitamente le potenzialità del metodo, incontrare i Rolfer™ locali, comprendere i benefici e assistere ad un primo approcio al lavoro con "Lettura del Corpo" ed eventuali interventi pratici. Il numero dei posti disponibili è limitato. Per informazioni relative alle modalità di svolgimento, orari e città si prega di far riferimento alla tabella dei rolfer™ aderenti all'iniziativa in allegato
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Mi chiamo Francesco, ho 53 anni e sono un funzionario della polizia. Vivo continuamente sotto pressione, con un alto livello di stress e frequenti scariche adrenaliniche. Sono corpulento e l’agilità non è mai stato il mio forte. Mi sono avvicinato al Rolfing per dei dolori alla schiena e perché mi sentivo inchiodato, rigido e impacciato: una specie di gigante di argilla. Attraverso le sedute col Rolfer ho imparato ad eseguire piccoli movimenti, più delicati e precisi, senza coinvolgere sempre tutto il mio corpo. Mi sento più sciolto e più elastico. Lo noto dal modo con cui mi allaccio le scarpe e dalla facilità con cui riesco guardare ora nello specchietto retrovisore. Sono anche meno stanco, mi muovo più volentieri, mi irrito meno e la sera, dopo il lavoro, riesco più facilmente a staccare la spina. Grazie al Rolfing mi sento meglio sotto tutti gli aspetti, lo sento io e lo sentono anche le persone intorno a me. Testimonianza gentilmente condivisa da Daniela Risser, Certified Rolfer™ Maggiori informazioni su www.danielarisser.com
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La maggior parte del movimento del corpo è prodotto dall'energia elastica immagazzinata nelle nostra fasce; i muscoli servono soltanto per iniziare il movimento, per impedirlo, per rinforzarlo o per cambiare direzione. In questo interessante articolo pubblicato su www.liguriasport.com, Marcel Teeuw, Certified Rolfer™, si chiede se a fronte di questa evidenza, i metodi di allenamento tradizionali sono sempre adatti alle varie esigenze. Cosa possiamo fare per sfruttare al massimo questo meccanismo di cui siamo attrezzati? Scopriamolo insieme in questo interessante articolo in cui l’autore approfondisce e sperimenta il Fascial Fitness: il metodo integrativo ideato da due dei più importanti Rolfer™ al mondo: Robert Schleip e Tom Myers. Fonte: www.liguriasport.com Autore: Marcel Teeuw
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Rolfing® Cos’è? Perché provarlo? Cosa mi porterò a casa? Domenica 10 Novembre una mattinata di pratica e studio per te che lavori con il corpo! Tre Rolfer™(Nicola Carofiglio, Andrea Brighi ed Eleonora Celli) dedicheranno il loro tempo e competenze nel condividere con te e il resto del gruppo quei principi che potranno cambiare il modo in cui ti approccerai al corpo: origine, forma, funzione, intenzione! Sei un atleta, personal trainer, danzatore o appassionato del benessere in generale? Stai vivendo qualche fastidio nel tuo corpo? Incontri difficoltà nell’esecuzione di alcuni gesti motori? Vuoi approfondire la tua visione per lavorare meglio con gli altri? Domenica 10 Novembre a Piacenza è il momento giusto per venire a conoscere il Rolfing®! Dalle 9.30 alle 12.30 Come nasce il movimento L’organizzazione corporea nel tempo e nello spazio: coordinazione e orientamento Condivisione dei principi di Rolf Movement™ e laboratorio esplorativo degli spazi Pieni e Vuoti nel corpo: entrare in sintonia con la percezione che hai di te (immagine e schema corporeo), per cambiare immagine cinestetica e sensitiva e migliorare il modo in cui ti organizzi in gravità. Dal semplice camminare, all’esecuzione di un gesto, o una performance sportiva/artistica, spazierai dalla morfologia umana, comparata con quella degli animali, all’embriologia, al Taijiquan e al Rolfing. Più modi diversi conoscerai nel fare ciò che conosci più libertà avrai nelle tue scelte di essere... umano e come professionista!!! Dalle 14 alle 16.30 Sedute di Rolfing: potrai provare, nel pomeriggio, delle sedute di Rolfing (di una durata inferiore ai 45 min), per comprendere e sperimentare cosa può apportare concretamente questo metodo nel tuo corpo. La giornata ha uno scopo di presentazione e divulgativo perciò sarà completamente gratuita. Ti chiediamo la disponibilità a documentare con foto, video e testimonianze questa esperienza (dietro compilazione di informatica e consenso privacy!) INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI I posti sono limitati, pre prenotare chiamare Eleonora Celli a seguente numero 3383884915 oppure inviale un messaggio tramite Whatsapp. Sede: Activity Club, Via Alfredo, Via Borotti, 3, 29121 Piacenza PC DOCENTI Nicola Carofiglio - Advanced Rolfer, Rolf Movement Practitioner e insegnante internazionale di Rolfing. Danzatore. Andrea Brighi - Rolfer, Maestro di Taijiquan Eleonora Celli - Rolfer e Rolf Movement Practitioner
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Vuoi essere più flessibile? Respirare con maggior facilità? Avere meno dolore alla schiena? Allora l'Integrazione Strutturale Rolfing® potrebbe essere la scelta giusta per te! Ecco 7 motivi per cui il Rolfing può essere la soluzione per il tuo benessere: Il Rolfing favorisce la mobilità Il Rolfing può sciogliere le tensioni agendo sulla direttamente sulla Fascia, la rete di tessuto connettivo che avvolge il tuo corpo. Dopo una seduta di Rolfing, infatti fascia e muscoli scivolano più liberamente l'uno sull'altro e la mobilità articolare viene migliorata. Di conseguenza, la mobilità e la flessibilità sono promosse in tutto il corpo. L'ampiezza di movimento aumenta e i movimenti diventano più fluidi e armoniosi. Il Rolfing può migliorare la respirazione Uno degli obiettivi del Rolfing è liberare la respirazione. L'inalazione completa e profonda dovrebbe avvenire il più possibile senza sforzo, mentre l'espirazione dovrebbe essere rilassata e consentire alla persona di lasciarsi andare. Per respirare liberamente, il Rolfing si concentra sul miglioramento della mobilità toracica e sul permettere a ogni respiro di diffondersi in tutto il corpo. I tessuti miofasciali sulla parte anteriore della gabbia toracica e della cintura scapolare sono spesso accorciati. Di conseguenza, le costole non possono muoversi liberamente ad ogni inspirazione, cosa che avviene tra le 15.000 e le 20.000 volte al giorno. Nel tempo, l'accorciamento di queste strutture frontali spesso aumenta, limitando non solo la respirazione, ma anche creando restrizioni nella mobilità degli organi. In molti casi, anche una singola seduta di Rolfing può apportare un notevole sollievo. Il Rolfing migliora la postura Il Rolfing Il Rolfing riorganizza sistematicamente il corpo, correggendo gli squilibri nel tessuto miofasciale in modo che il corpo possa riorganizzarsi con meno sforzo. Il nostro corpo ha l'opportunità di sfruttare la forza di gravità, essere supportato da essa, anziché sentirsi tirato verso il basso. Osservando il corpo da un lato durante il ciclo di 10 sessioni di Rolfing, le orecchie, le spalle, il bacino, le ginocchia e le caviglie si allineeranno sempre di più lungo questa linea verticale. La struttura del corpo diventa bilanciata. Il Rolfing porta a un maggiore equilibrio e stabilità Man mano che il corpo sviluppa una postura eretta senza sforzo e una maggiore mobilità, la maggior parte dei clienti sperimenta una sensazione di leggerezza complessiva - camminando e stando in piedi. Allo stesso tempo, trovano un supporto più solido dal suolo: i loro piedi hanno un contatto migliore e forniscono una base più sicura. Di conseguenza, si sta in piedi in modo più stabile. Il Rolfing può alleviare il dolore Il Rolfing può alleviare il disagio e i fastidi nel corpo causati da squilibri tensionali e limitazioni di movimento. In questo modo, il dolore alla schiena, la tensione dolorosa al collo e alle spalle, i mal di testa, così come il disagio all'anca, al ginocchio e al piede possono essere alleviati e risolti; e questi miglioramenti sono per lo più a lungo termine. Il Rolfing migliora la percezione del corpo I clienti imparano a sentire ed esperire il proprio corpo attraverso il Rolfing. Ad esempio, diventano consapevoli di domande che potrebbero non essersi mai poste prima: Come respiro? Come sto in piedi? Come mi siedo? Come cammino? Quando alzo le spalle? Come reagisce il mio corpo quando sono stressato? L'apprendimento propriocettivo viene favorito attraverso il lavoro manuale del Rolfer®, istruzioni verbali e movimenti guidati. Tuttavia, i clienti partecipano attivamente durante tutto il processo. La loro nuova percezione del corpo acquisita li aiuta a essere consapevoli e a identificare rapidamente ed eliminare vecchie abitudini di movimento. E se queste riemergono, è più facile per i clienti diventare consapevoli e correggere posture sfavorevoli o modelli di movimento dannosi. Pertanto, un'ulteriore percezione corporea porta a un aumento della consapevolezza del corpo, che è una delle chiavi degli effetti benefici a lungo termine del Rolfing. Il Rolfing ha un effetto positivo sulla mente Corpo e mente non possono essere separati. Ciò diventa chiaro durante le sedute di Rolfing. Una respirazione più libera e un'apertura maggiore della gabbia toracica implicano anche una maggiore apertura verso il nostro ambiente e verso gli altri. Una maggiore sensazione di stabilità e supporto attraverso il contatto col suolo fornisce una maggiore sensazione di sicurezza e centratura. I clienti del Rolfing riferiscono di avere più energia in generale, un maggior equilibrio nelle situazioni difficili, maggiore sicurezza in sé stessi e la capacità di mostrare il proprio io interiore con maggiore fiducia. In conclusione, il Rolfing è un metodo di lavoro olistico che influisce positivamente sul corpo e sulla mente. Dopo solo poche sedute, noterai che sei più flessibile, puoi respirare più liberamente e che hai meno tensione. L'esperienza di ogni cliente durante le sedute di Integrazione Strutturale Rolfing è unica e personale. Per maggiori informazioni trova il Rolfer più vicino a te CLICCA QUI
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Oggi vi proponiamo un abstract dell'articolo di Andrea Brighi, Certified Rolfer® e insegnante di arti marziali, che evidenzia il profondo rapporto tra corpo, gravità e coscienza. Nel testo, intitolato "Dalla gravità alla grazia", pubblicato sul suo blog, Andrea Brighi ci accompagna in un viaggio esperienziale e teorico che mette al centro una delle intuizioni fondanti del Rolfing®: la possibilità di trasformare la relazione con il nostro corpo attraverso l’integrazione nel campo gravitazionale. Spesso consideriamo la gravità come qualcosa che ci schiaccia verso il basso, un peso da contrastare. Il Rolfing®, invece, insegna che proprio grazie a un corretto allineamento strutturale, il corpo può iniziare a collaborare con la gravità, traendone sostegno e stabilità. Come un’artista modella la sua opera con mani esperte, così il Rolfing® aiuta il corpo a ridisegnare la propria struttura e postura, affinando la percezione della gravità, trasformandola da peso a sostegno. In questa prospettiva, il lavoro sul corpo non è solo correttivo o funzionale, ma anche profondamente evolutivo: apre la strada a un nuovo modo di percepirsi e muoversi nel mondo. Andrea Brighi evidenzia come, agendo sulla fascia – il tessuto connettivo che avvolge muscoli e organi – il Rolfing® favorisca il rilascio di tensioni profonde, riportando fluidità, spazio e consapevolezza nella postura e nel gesto. Ma la riflessione non si limita agli aspetti biomeccanici: propone una visione integrata in cui corpo, mente e vissuto emotivo interagiscono costantemente. In questo senso, il Rolfing® si configura come una vera e propria pratica salutogenetica, che sostiene l’individuo nel suo percorso verso equilibrio, benessere e autenticità. Rolfing, strumento di ascolto e connessione con l’ambiente Uno dei passaggi più ispiranti dell’articolo è il concetto di “Antenna di benessere”: il corpo, quando è libero da tensioni e allineato nella sua verticalità, diventa un vero e proprio strumento di ascolto e connessione con l’ambiente. Non solo si muove meglio e respira in modo più ampio, ma sviluppa anche una capacità più fine di percepire ciò che accade dentro e fuori di sé. In questa configurazione, il corpo non è più un semplice veicolo, ma un vero e proprio sensore in grado di orientare la persona verso ciò che lo fa stare bene, favorendo una presenza autentica e vitale nel mondo. Un testo dunque denso di immagini, riflessioni e riferimenti esperienziali, capace di offrire spunti preziosi sia ai professionisti del settore somatico, sia a chi è semplicemente curioso di conoscere più a fondo il potenziale del Rolfing®. LEGGI L'ARTICOLO
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L’esperienza di un Rolfer in Africa Per portare sollievo fisico e armonia nel movimento. Dagli Stati Uniti all’Italia e di qui all’Africa, non ha confini l’applicazione del Rolfing, il metodo di educazione corporea e manipolazione profonda nata negli Stati Uniti: riequilibra la postura, riportando il corpo alla sua efficienza e integrazione originaria. Di questo viaggio racconta Mario F., Rolfer italiano in pensione, che ha trascorso come volontario lunghi periodi in Africa, portando sollievo e armonia del movimento a centinaia di persone, lavorando in due missioni in Etiopia e Tanzania. In questi luoghi manca non solo l’assistenza sanitaria, ma anche quanto necessario a rendere la vita più facile. Sotto le sue mani sono passati anziani e adulti, piegati da una vita di lavoro nei campi e nell’allevamento, privi di adeguati ripari dal freddo, che vivono a 3.000 metri di quota in capanne dove non arriva l’acqua, la luce e il gas. Così pure, Mario, ha lavorato con bambini e ragazzi, che portano nei loro giovani corpi le conseguenze di incidenti e traumi, che talvolta toccano più la mente che il corpo. “Ho dovuto riadattare il Rolfing alla mentalità e alle esigenze di queste persone che, molte volte avevano bisogno di essere ‘riaggiustate’ – spiega Mario F. – più che trattate secondo il metodo classico del Rolfing, che richiede dieci sedute, ognuna dedicata a una parte del corpo. Spesso indicavano il punto critico e volevano un risultato immediato. Così sono stato costretto a personalizzare in modo estremo il mio intervento. Tuttavia, la loro sconfinata fiducia in me e l’efficacia del metodo Rolfing hanno reso possibile veri e propri miracoli”. Come quello che ha vissuto Mary, 16 anni, che da sei mesi viveva raggomitolata su se stessa, con gli occhi chiusi e muta. I fratelli, disperati, dopo aver consultato stregoni, suore e medici, la portavano rigida e immobile come un oggetto ogni due giorni nello studio di Mario. Dapprima si è trattato di distenderle rigidità fisiche: piano piano, alla nona seduta, stava in piedi e muoveva i primi piccoli passi. Alla fine del percorso Rolfing, ha aperto gli occhi e ha parlato: era stata promessa in sposa a un uomo che non conosceva e non voleva. Si era rinchiusa in se stessa, serrando il suo corpo, gli occhi e la bocca, per evitare di doversi sposare. Dal momento che la sua volontà non contava, solo in quel modo era sicura di poter essere rifiutata dal marito. “Il Rolfing mi ha permesso, attraverso le mani, di entrare nel dolore del suo corpo – spiega Mario – e di aprire così anche la sua mente. Ci sono dolori troppo forti da affrontare e il corpo spesso si chiude per difenderci. Nella civilizzata Europa come nel più lontano villaggio africano”. Dall’Africa, Mario ha riportato la meraviglia nell’osservare la postura di certe popolazioni, come quelle della Tanzania. “Camminare è la migliore medicina e loro sono in grado di camminare per ore – spiega – con una leggerezza che deriva loro dall’armonia nella muscolatura e dall’integrazione perfetta con la forza di gravità terrestre, che per noi invece che una leva si è trasformata in un fardello. Noi portiamo sulle spalle il peso della terra, e disimpariamo a gestirlo, dal momento che trascorriamo la nostra infanzia e gioventù seduti sui banchi di scuola, per passare poi il resto della vita dietro ad una scrivania. La nostra civiltà ci fa sedere sempre e male, e dimentichiamo cosa significhi camminare e come farlo. Guardando gli africani ho constatato quanto fosse giusta l’intuizione di Ida P, Rolf, la fondatrice del metodo Rolfing, che sottolineava come la forza di gravità influisca sulla postura e che sia necessario intervenire nel sistema nella sua interezza, riportando ordine e armonia nel corpo”.
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Oggi vi proponiamo una recente intervista di Andrea Newman - Certified Advanced Rolfer®, Yoga teacher trainer (BWY), BSc(Hons) Biochemistry Andrea Newman - UK , pubblicata sul sito dell'European Rolfing Association, dove Andrea spiega le ragioni che l'hanno spinta a divenire una Rolfer® e come l'integrazione strutturale Rolfing, ridonando elasticità al corpo, si integri perfettamente con i percorsi di Yoga. Andrea Newman dice: "Yoga e Rolfing vanno molto a braccetto (...) vanno molto di pari passo. Sono le mie due fonti di ispirazione e sostegno nella vita. Sono molto fortunata ad aver avuto l'opportunità di apprendere le abilità necessarie per essere una Rolfer® e di essere in grado di aiutare le persone nella mia pratica a farle trovare più agio nel loro corpo e nella loro vita." continua dicendo: "Nella mia pratica privata di Rolfing® vedo un'ampia varietà di persone. Molti vengono a causa del dolore, o perché hanno raggiunto il capolinea con esami medici che non hanno riscontrato nulla di sbagliato e hanno bisogno di un nuovo approccio, o semplicemente perché si sentono "bloccati". Tutte queste esperienze possono essere debilitanti e, a volte, proprio quando hai più bisogno della tua pratica yoga, non sei in grado di praticarla. Il Rolfing può aiutare a cambiare queste situazioni e rimetterti in carreggiata. (...) a volte, proprio quando hai più bisogno di praticare Yoga, capita che non sei in grado di farlo. Il Rolfing può aiutare a cambiare queste situazioni e rimetterti in carreggiata." LEGGI L'ARTICOLO INTEGRALE Per scoprire come diventare un Rolfer® visita il sito della formazione italiana: www.formazionerolfing.it
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Pratica dell'Integrazione Strutturale Rolfing® Il percorso del Rolfing avviene con un ciclo di dieci sessioni individuali eseguite da un operatore, il Rolfer™, che può praticare questo metodo solo dopo aver eseguito un rigoroso percorso di formazione. Ogni sessione dura circa un'ora e si basa su un tema, personalizzato per ciascun individuo. Il Rolfer dedica del tempo a un colloquio preliminare con il cliente, quindi osserva il corpo della persona in posizione eretta e in movimento per "leggerne" le principali caratteristiche. Poi, anche grazie a un tocco sensibile e deciso al tempo stesso, il Rolfer libera le restrizioni e armonizza gli schemi motori che spesso costringono i nostri tessuti in tensioni permanenti. Generalmente, la sessione si svolge con il cliente sdraiato su un lettino e termina con il cliente in piedi: questo aiuta il cliente stesso a percepire i cambiamenti avvenuti. Attraverso il tocco, la ricerca di una coordinazione motoria più efficiente e l'affinamento della percezione di sé, il Rolfer favorisce l'integrazione psicofisica del cliente. Completato il ciclo di dieci sessioni di base e dopo aver lasciato trascorrere un periodo di tempo appropriato per consentire ai cambiamenti di sedimentarsi, è possibile approfondire il percorso intrapreso ricevendo brevi cicli di sedute post-10. Un'altra attività che ben si integra e favorisce l'incorporare del ROLFING è il ROLF MOVEMENT™.
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05 GIUGNO 2021. la ricerca contemporanea ci ha rivelato che la fascia è un organo sensoriale: In questo webinar, il dott. Robert Schleip, da vero divulgatore scientifico approfondirà il significato di questa definizione e delle relazioni fra fascia e sistema nervoso autonomo. Un webinar offerto da Formazione Rolfing Italia, utile per i professionisti della terapia manuale che agiscono sulla fascia e per i terapisti della riabilitazione. ISCRIVITI SUBITO
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Negli ultimi decenni, approcci terapeutici come il Rolfing® hanno messo in luce un principio fondamentale: il corpo non è un insieme di parti isolate, ma un sistema interconnesso in cui il benessere fisico e mentale sono strettamente legati. Questo concetto, se applicato su larga scala alla medicina, potrebbe rivoluzionare il modo in cui intendiamo la cura della salute. Un recente studio pubblicato su The Academic Consortium for Integrative Medicine & Health, intitolato Making a Case for Whole Person Health e firmato da Patricia M. Herman, ND, PhD, Mark H. Pitcher, PhD, e Helene M. Langevin, MD, mette in discussione l’attuale modello sanitario e propone un cambiamento radicale: passare da un approccio centrato sulla malattia a un modello che consideri la persona nella sua totalità. Il problema del sistema sanitario attuale Negli Stati Uniti, il sistema sanitario è tra i più costosi al mondo, ma i suoi risultati spesso non sono all’altezza delle aspettative. L’approccio convenzionale tende a separare la salute dei pazienti per singoli sistemi corporei, trattando ciascun problema in modo indipendente e puntando sull’uso di farmaci e interventi specialistici. Questo metodo, sebbene efficiente nel breve termine, lascia poco spazio a strategie di prevenzione e benessere a lungo termine. Lo studio propone una riflessione critica su questo modello, illustrando il caso ipotetico della signora M, seguita dai 40 agli 80 anni in due diversi scenari di cura: Versione A – proseguimento dell’assistenza convenzionale Versione B – approccio basato sulla cura della persona nella sua totalità I risultati: mostrano un divario sorprendente Nello scenario convenzionale, a 80 anni la signora M risulta fragile e bisognosa di cure in una struttura specializzata, con costi sanitari totali di 353.155 dollari. Al contrario, con un approccio centrato sul benessere complessivo, la paziente si presenta attiva e in buona salute, con costi sanitari pari a 52.425 dollari. Una differenza impressionante, che suggerisce come un investimento precoce in abitudini salutari possa portare non solo a una migliore qualità della vita, ma anche a una significativa riduzione della spesa sanitaria. Il potere della prevenzione e di un approccio integrato Il caso della signora M, pur essendo ipotetico, evidenzia un punto cruciale: il vero risparmio non si ottiene riducendo il tempo di contatto con i medici o limitando gli interventi, ma investendo in prevenzione, educazione alla salute e supporto alle scelte di vita. Una dieta equilibrata, l’attività fisica e una gestione efficace dello stress possono prevenire molte delle patologie croniche che gravano sui sistemi sanitari di tutto il mondo. L’approccio proposto nello studio si allinea perfettamente con le discipline integrate, come il Rolfing®, che considerano il corpo come un insieme dinamico e interconnesso. Se il movimento, la postura e la consapevolezza corporea possono influire sulla salute a lungo termine, ha senso pensare che anche la medicina debba adottare una visione più olistica. Lo studio di Herman, Pitcher e Langevin rappresenta un'importante presa di posizione nella ricerca di un sistema sanitario più efficace e sostenibile. I risultati indicano che investire nella salute globale della persona non è solo eticamente corretto, ma anche economicamente vantaggioso. Un cambiamento di paradigma è possibile: serve una maggiore integrazione tra medicina tradizionale e approcci olistici, affinando strategie di prevenzione che possano migliorare la vita delle persone e ridurre i costi per la società. Il futuro della salute potrebbe non essere nella semplice cura delle malattie, ma nella valorizzazione del benessere complessivo dell’individuo. Leggi lo studio completo QUI
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In questi video Luke - Certified Advanced Rolfer™ Inglese, ci spiega come alleviare alcuni fastidi alla mascella, al collo e alle spalle attraverso semplici esercizi da fare a casa o in ufficio. ARTICOLO IN LINGUA ORIGINALE Articolo originario qui: https://rolfing.org/relieve-stress-rolfing-jaw-neck-shoulder/ Origine Video: Youtube®
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L’esperienza personale vissuta durante le dieci sedute di rolfing è stata meravigliosamente positiva. La curiosità e i dubbi nei confronti di qualcosa conosciuta per passaparola e poi letta su alcuni siti internet, si è trasformata in qualcosa di unico mai provata prima che ha cambiato in meglio non solo il mio stato di salute fisico ma anche psicologico. E' trascorso ormai un anno dall’ultima seduta eppure difficilmente scordo cio’ che ho provato. Sono rimasto sorpreso quando alla prima seduta dopo aver conosciuto il mio rolfer abbiamo scattato delle foto per vedere il mio modo di stare in piedi e subito dopo la fine di quest’ultima sembravo un’altra persona, più alto, più dritto: avevamo lavorato solamente sulla respirazione ma la sensazione era come se le sue mani sprofondassero nel mio corpo. La seconda seduta è stata quella che ha dato la svolta in positivo al mio stato di salute (trauma al ginocchio). Il mio rolfer ha lavorato alle articolazioni della gambe, ginocchia e caviglie. La seduta è stata un po’ fastidiosa e dolorosa andando via a fine seduta molto scoraggiato. Qualche giorno dopo, senza rendermene conto, salivo le scale senza sedermi sugli scalini e addirittura mi sono sorpreso qualche settimana dopo a salire in corsa le scale per rispondere al telefono. Erano cambiate le mie risorse in modo silenzioso mentre svolgevo le mie azioni e le mie abitudini quotidiane. La terza seduta seduta è stata svolta in posizione laterale ed è servita per mettere in connessione prima e seconda seduta. La quarta seduta è stata svolta anche qui sulle gambe ma anche sul bacino ed il risultato notato dopo la seduta e dopo giorni è stato vedere o meglio sentire i miei miglioramenti. Sentivo leggero il mio passo durante il cammino e non sentivo più tensione alla schiena standomene tanto in piedi. Non ho ben chiaro il ricordo della quinta seduta. Nella sesta seduta, ricordo il lavoro svolto sul bacino le parole del rolfer sono state quelle di far respirare il bacino, oggi direi che lo scopo della sesta seduta è stata quella di lavorare sull’osso sacro e le sue relazioni con l’iliaco e il coccige e la parte superiore ed inferiore del corpo, e quindi il termine “far respirare il bacino” voleva dire che durante la respirazione il movimento della gabbia toracica e della colonna vertebrale si propagasse sul bacino e parti connesse come se fosse un’onda. La settima seduta, occupandosi della testa, collo e articolazione temporo-manibolare la ricordo in modo particolare in quanto, oltre ad aiutare il mio corpo a stabilizzarsi sempre più, è quella che coinvolge più da vicino la mia professione di odontoiatra. Problemi tra collo, torace e testa sottoforma di tensioni vengono trasferiti all’articolazione temporo mandibolare. In questa seduta si provvede a lavorare sulle fasce dei muscoli temporali in modo da metterli in equilibrio bilanciandoli a destra e sinistra. Ottava, nona seduta, cosi come la decima sono servite come chiusura a ciò che abbiamo lavorato nelle sedute precedenti.
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La corsa o lo sprint mette una notevole prova il nostro corpo, soprattutto il sistema muscolare e scheletrico... questo è ancor più accentuato nei podisti. Una buona postura e una capacità di movimento efficiente sono essenziali per i podisti! Gli atleti possono utilizzare il metodo di Rolfing® per ottenere un allineamento ottimale del loro corpo e migliorare la propria consapevolezza. Attraverso il Rolfing, i podisti possono infatti aumentare la loro flessibilità, facilitare la respirazione e ridurre il dolore causato dalla tensione fisica. Miglioramento della Prestazione Atletica Il Rolfing può aiutare i podisti a evitare posture scorrette e infortuni allineando idealmente i loro corpi. Rilasciando aderenze e indurimenti nel tessuto connettivo, possono essere migliorate la flessibilità e la mobilità, aumentando la lunghezza della falcata e l'ampiezza di movimento. Tecniche speciali di Rolfing possono anche rilassare i muscoli del torace e aprirlo per consentire una respirazione più efficace, il che è particolarmente importante per i podisti, poiché la respirazione trasporta ossigeno ai muscoli. Il modello mostrato in basso, presso il Museo BODY WORLDS di Berlino, permette una maggiore comprensione della Funzione Muscolare durante la Corsa Analizziamo questo modello: I muscoli scheletrici che le persone possono muovere volontariamente si sovrappongono in modo multistrato, determinando il contorno esterno del corpo. I muscoli in movimento differiscono da quelli rilassati per la loro lunghezza. Più si tendono, più si accorciano. Questa tensione è chiaramente visibile nel modello, poiché i muscoli si contraggono completamente per mettere il podista in movimento. Il torace aperto centralmente del podista permette di osservare i polmoni e il cuore, che sono organi essenziali per gli atleti: il cuore pompa sangue attraverso la circolazione e i polmoni sono responsabili della respirazione. Il Rolfing come Parte del Piano di Allenamento dei Podisti La Rolfing® Structural Integration non lavora solo con il tessuto connettivo, ma considera l'interazione di tutti gli elementi del corpo, come fascia, muscoli, ossa e legamenti. Molti podisti soffrono di dolori legati all'uso eccessivo o agli infortuni. Rilasciando tensioni e blocchi nel tessuto connettivo durante il Rolfing, tali dolori possono essere alleviati e idealmente evitati. Per ogni podista professionista, il Rolfing® potrebbe e dovrebbe essere una parte importante e regolare del proprio piano di allenamento. Un piano che potrebbe includere esercizi specifici per migliorare forza e resistenza, nonché esercizi di stretching e rilassamento per migliorare le prestazioni complessive nella corsa. Articolo Originale pubblicato su European Rolfing Association, clicca qui per leggerlo
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Da un lavoro in uno studio d’ingegneria, che lo portava a lavorare all’estero, ad un presente da Rolfer™. È l’esperienza di Simone Costa, Rolfer di Milano, che dopo le dieci sedute di Rolfing ha capito che la vita che si era costruito non gli piaceva più. Così ha deciso di ascoltare il suo corpo, che gli ha detto di cambiare. “Mi piace dire che è il mio corpo che mi ha fatto comprendere di voler diventare Rolfer e mi ha spinto a cambiare vita. – spiega Simone – La volontà di un dialogo più diretto con il mio corpo, di una congruenza tra ciò che facevo nella vita e ciò che, invece, sentivo più giusto per me, mi aveva già spinto verso il teatro e verso esperienze di lavoro corporeo a diversi livelli. Ero insoddisfatto, il mio lavoro non mi rispecchiava, non mi sentivo nel mio elemento. Attraverso il Rolfing ho visto chiaramente come doveva e poteva essere la mia vita”. Costa ha scoperto il Rolfing grazie a un post in Facebook, poi la curiosità di sperimentare lo ha portato in uno studio di Rolfing. Quindi il corso per diventare Rolfer. “Il Rolfing non è un massaggio, ma è altro: questa è la grande differenza rispetto ad altre tecniche di manipolazione. Non interviene sul sintomo, sul dolore, sulla contrattura, sulla postura sbagliata, ma va oltre, offrendo modalità e strumenti di conoscenza del proprio corpo, di come questo interagisce con lo spazio e con l’ambiente che lo circonda, migliorando così non solo il rapporto con se stessi e la propria fisicità, ma anche con il mondo. Attraverso il tocco del Rolfer, che incontra le diverse zone del nostro corpo, aumenta la consapevolezza e si dispiegano le potenzialità. C’è una grande differenza, quando vuoi comprendere veramente qualcosa, tra ascoltare le istruzioni, imparare ad eseguirle e diventare ciò che si è imparato. Un conto è la conoscenza a livello mentale, un conto è la messa in pratica della conoscenza, un altro è ‘saper essere’ quella cosa. È un livello più alto, che appartiene al corpo quando diventa capace di introiettare la consapevolezza. Il corpo può dire cose alle quali la mente non arriva”. Dato che il metodo di Integrazione Strutturale Rolfing considera il corpo nel suo insieme, i benefici che se ne possono trarre si riflettono su tutta la persona: sul modo di muoversi, sui dolori articolari, sullo stato emotivo. “Grazie al percorso di Rolfing, sin dall’inizio, mi sono sentito deciso, assertivo e determinato – conclude Simone - Ho capito cosa volevo dalla mia vita e ho intrapreso il percorso più efficace per avvicinarmici”. Maggiori informazioni su Simone Costa qui Sito personale
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Ecco la versione sottotitolata in italiano del video: ROLFING - Unique in its approach. Un video prodotto dall'Associazione Europea Rolfing® (ERA) in occasione del "In Connection Meeting", Congresso Generale tenutosi a Berlino nel Novembre 2018 che ha visto la partecipazione di Rolfer™ provenienti da ben 14 Paesi Europei. Nel video Interviste a ricercatori, docenti e Rolfer™ provenienti da tutto il mondo, i quali offrono una panoramica di ciò che oggi il Rolfing® rappresenta e di come esso si stia evolvendo a fronte delle numerose evidenze scientifiche nell'ambito. In Ordine di apparizione: Robert Schleip, Ph.D (Germany), Thomas W. Findley, MD, PhD (USA), Bibiana Badenes (Spain), Peter Schwind (Germany), Suzanne Picard, MFA (USA), Rita Geirola (Italy), France Hatt-Arnold (Switzerland), Marcel Teeuw, Sibyl Darrington (UK), Keith Graham (UK), Pierpaola Volpones (Italy), Wolfgang Baumgartner (Germany), Jim McMahon (Ireland), Richard Ennis (USA), Julia Isbarn (Germany), Lisa Praller (Germany), Christina Howe (USA), Russel Stolzoff (USA), Marina Blandini (Italy), Ruth Frömpter (Austria), Pedro Prado, PhD (Brazil), Begona Fontana Urriza (Spain), and Delara Tiv (Switzerland) Un ringraziamento speciale a : John Armstrong (Germany), Andrea Brighi (Italy), Nicola Carofiglio (Italy), Charlotte Fraser (UK), Karen Arane Salwa (Switzerland), Paula Mattioli (Brazil), Raffael Oberhuber (Italy) Concept and Direction: Marina Blandini Intervistatori: Marina Blandini and Keith Graham Editing Video: Andrea Scirè and Tiziana Scuderi - royalacademy.it Prodotto e Supportato da European Rolfing® Association e.V. (rolfing.org)
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Immagini dinamiche Esami elettromiografici dimostrano una diversa intensità e cronologia dell'attivazione muscolare, a seconda di come uno stesso tipo di movimento venga pensato, organizzato ed eseguito. Le indagini rivelano anche una diversa stabilità e forza, se le direzioni del movimento si proiettano nello spazio. Ad esempio, un braccio sollevato davanti a noi, resisterà meglio ad una pressione esercitata dall'alto, se, distendendo le dita, immaginiamo che dai polpastrelli escano dei fasci di luce che prolungano nello spazio la direzione data dalle dita; risulterà invece più debole se non si attiva la proiezione. Ben radicati, proiettarci oltre i confini della materia corpo ci espande e rende forti. Gli orientali "evocano" e si relazionano, durante le classi di pratiche del corpo, a diverse immagini, che diventano supporto per il movimento e lo modificano profondamente. Nelle tradizioni orientali, le meditazioni, le forme, le posizioni e le sequenze di movimento sono designati con nomi di animali, paesaggi, movimento degli astri etc. Anche nella danza contemporanea si usa offrire agli studenti "immagini dinamiche", che aiutano il corpo a trovare soluzioni e organizzazioni nuove di movimento. I circensi e gli acrobati, per spiccare il volo, pensano di voler saltare più in alto della loro effettiva meta, e gli sportivi, per ottenere migliori risultati, usano tecniche basate su principi simili. Nel Rolfing® e nel Rolf Movement, utilizziamo "immagini" per risvegliare i sensi. Questi giocano un ruolo importante per attivare l'orientamento verso la terra, che ci sostiene e verso lo spazio, che ci incuriosisce ed interessa, perché è lì che troviamo "l'altro", ossigeno, cibo, acqua, luce, indispensabili al nostro "stare in vita". La motivazione (vocabolo, che etimologicamente, riporta al concetto del moto) a spostarsi nasce, spesso, dalla necessità di relazionarsi con ciò che abita l'universo esterno al corpo. Osservando i bambini, è evidente che il motore del movimento è il voler raggiungere un oggetto/gioco/seno materno, con gli occhi, la bocca, la mano; è così che si sviluppa il tono muscolare, il sistema motorio e nervoso. L'evoluzione è una risposta al bisogno, alla necessità, alla motivazione. Respirare, immaginando un profumo da noi preferito, può davvero modificare quel sistema complesso, che è l'atto di inspirare, per esempio. Muoversi, immaginando di volersi spostare al sole, per riceverne calore sulla pelle, è ben diverso dal muoversi, con l'indicazione di spostarsi secondo una coordinata spaziale, come destra, sinistra, avanti, indietro, giù e su. L'immagine dinamica serve e nutre il movimento. Non siamo essere bipedi, perchè più di 200.000 anni fa un istruttore di posturale ci indicava di stare dritti con la schiena. Le tesi e le ipotesi sono molteplici; certamente, sia la necessità di coprire maggiore spazio con lo sguardo, per controllare il territorio circostante, sia l'esigenza di agevolare gli arti anteriori, sgravando gli stessi dalla funzione di sostegno, per poter meglio interagire manualmente con le cose, sono entrambi aspetti, che hanno giocato un ruolo importante nella conquista della posizione bipede eretta. Osservando gli animali, si nota che nell'atto di orientarsi "sollevano i sensi", li dirigono verso l'esterno, si raddrizzano per registrare ciò che accade attorno, specie se, per esempio, un suono o un odore attirano la loro attenzione, minacciando la loro sicurezza. Quando c'è orientamento, l'organizzazione del sistema motorio diventa efficace, il corpo sveglio, più elastico e pronto ad adattarsi e a muoversi, senza superflua tensione. Il Rolfing® tende a migliorare la stabilità dove è mancante, e lo fa, appunto, anche vivificando "il senso degli orientamenti". La ricerca dell'equilibrio, tra stabilità e mobilità, è uno degli obiettivi del Rolfing® e del Rolf Movement ed è, anche, alla base di ricerche e metodologie sul movimento, alle quali molti professionisti della danza si rivolgono, come Bartenieff Fundamentals, Contact Improvisation, Release technique, Feldenkrais, Body Mind Centering. Conclusioni Ben orientato e ben integrato, il corpo cerca la coordinazione migliore. Il presupposto, per un movimento efficace e armonico, è il buon orientamento tra terra e cielo, e non c'è da stupirsi: siamo esseri, che vivono tra terra e cielo. Riscoprire-costruire, ogni volta, il giusto orientamento ci rende pronti al movimento, sensibile e cosciente. Il danzatore sottopone a stress prolungati muscoli e articolazioni; l'integrazione Strutturale/Rolfing® è un valido strumento, che lo educa a prendersi cura di sé e lo aiuta, quindi, a prevenire disagi, che potrebbero compromettere la sua l'attività. I diversi danzatori, che si rivolgono ai Rolfer, nonostante siano già ben allenati a "sentirsi", trovano il Rolfing® un metodo apprezzabile, che modifica il modo di essere nello spazio e nel tempo, che offre una visione del corpo speciale e che merita di essere presa in considerazione. Autore:Anna Paola Bacalov Danzatrice, coreografa e Certified Rolfer™ *Il pensiero contenuto nell'articolo scaturisce dall'esperienza, dall'apprendimento e dalla riflessione personale sulla danza, sul Somatic Experiencing e sul Rolfing® FONTI H. Godard*, C. Pirovano∞, L. Bedodi∞∞, A. Cola∞∞, G. Galperti∞∞, R.Sensi∞∞ and G. Martino∞.† †* Universite de Paris VIII Saint Denis.† †∞ METIS - Medicine and Memory - International Center of Studies and Therapies for Women's Health - Milan.† †∞∞ Rehabilitation Dept. - National Cancer Institute - Milan.† ††REFERENCES† ††1. Martino G., Prevenzione e terapia degli esitt. In U. Veronesi (Ed.) : Manuale di senologia oncologica. Milano: Masson, 1993, pp. 431442.† ††2. Martino G.,II recupero del paziente oncologico: aspetti psicologici e riabilitativi.†In G. Beretta, E. Ghislandi, G. Luporini, A. Scanni (eds.) Atti del XV Corso di Aggiornamento in Oncologia Medica. Milano, 2629 giugno 1994. Milano: AIOM, 1994, pp. 439443.† † 3. Merson M.. Pirovano C., Balzarini A., Luini A., Biasi S., Galimberti V., Genitoni V., MuscoUno G., Veronesi P., The preservation of minor pectoralis muscle in axillary dissection for breast cancer: functional and cosmetic evaluation. Eur.J. Surg. Oncol. 18, 215218, 1992.† ††4. 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Cosa accade quando un attore riscopre la propria voce non in un’aula di teatro, ma su un lettino di Rolfing®? David George Delaney, performer, attore e Certified Advanced Rolfer®, ha vissuto in prima persona questa trasformazione. La sua storia è il perfetto esempio di come il corpo e la voce siano legati da un filo invisibile ma potentissimo: quello della fascia. Attraverso il Rolfing® Delaney non solo ha ritrovato un’espressione vocale autentica, ma ha anche dato vita a un metodo che unisce la consapevolezza corporea alla potenza comunicativa della voce. Cosa significa "Voce Naturale"? Nel mondo della recitazione, si parla spesso di "voce naturale". Ma cosa significa davvero? Secondo Delaney, significa rimuovere gli ostacoli: tensioni, posture rigide, blocchi invisibili che limitano la libertà espressiva. E qui entra in gioco il Rolfing®, con i suoi effetti profondi su: Allineamento posturale – Una postura bilanciata apre lo spazio per una respirazione più piena e una voce più stabile. Rilascio fasciale – Liberare collo, spalle e torace permette alla voce di vibrare con maggiore potenza e risonanza. Consapevolezza corporea – Riconoscere le proprie abitudini posturali e modificarle significa dare alla voce un terreno fertile su cui crescere. Espressività autentica – Un corpo più libero consente una voce più vera, intensa e capace di toccare chi ascolta. La bellezza di questo approccio? Non serve essere attori o cantanti per beneficiarne. Chiunque usi la propria voce – per lavoro, per passione, o semplicemente per comunicare meglio – può trovare nel Rolfing® un potente alleato. Delaney ci ricorda che la voce non è solo un suono: La voce è il riflesso del nostro stato interno, della nostra vitalità, della nostra presenza nel mondo. Leggi l’intervista completa pubblicata sul Structural Integration Journal, in cui Delaney racconta il suo percorso, le sue fonti di ispirazione e come il Rolfing® abbia cambiato il suo modo di abitare il corpo e la voce. Leggi l'articolo originario qui Fonte: https://www.sfijournal.org/














