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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing® - Rolfing®: armonia ed equilibrio nella struttura corporea attraverso il tocco e l'educazione al movimento. Integrazione Strutturale, Postura , Benessere, Fascia
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L'Associazione Italiana di integrazione strutturale Rolfing® si prefigge i seguenti scopi: riunire i Rolfer™ italiani, ovvero i professionisti attestati dal Dr. Ida Rolf Institute® (D.I.R.I., già R.I.S.I.) e dallo European Rolfing® Association e.V. (E.R.A.) difendere i loro diritti e interessi professionali diffondere la conoscenza e gli obiettivi del Rolfing in Italia promuovere corsi di aggiornamento per i suoi membri; corsi introduttivi al Rolfing; formazione di base per diventare Rolfer; vigilare affinché i membri rispettino le regole etiche e professionali come specificato nello Statuto dell'Associazione. interfacciarsi con i clienti anche a garanzia dei professionisti che riunisce. rispondere ai criteri richiesti dalla L.4/2013 Struttura Organizzativa Referenti Regionali COME SI DIVENTA SOCI Possono iscriversi all'Associazione tutti coloro che sono in possesso dei requisiti previsti dallo statuto. Ogni candidatura viene valutata dal Consiglio Direttivo. I soci compaiono nell'elenco online con i propri dati e il titolo attribuito. L’operatore, il Rolfer™, aderente all’associazione è colui che ha concluso la formazione professionale, ed è quindi in possesso dell'attestato di “Certified Rolfer™” rilasciato dal Rolf Institute of Structural Integration Boulder (CO) USA. Rimane iscritto all'elenco il professionista socio che partecipa alle necessarie iniziative di formazione permanente.
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Nel Rolfing® i piedi sono considerati delle pietre angolari per la stabilità e la funzionalità di tutto il nostro corpo. Lavorando sui piedi, questo metodo di lavoro corpore focalizzato sulla fascia, può portare a una maggiore mobilità, resilienza e allineamento. Il Rolfing infatti può essere di grande aiuto per il trattamento della fascite plantare, una dolorosa condizione della parte inferiore del piede. Analizzando le cause alla radice anziché trattare i sintomi, nonché ottimizzando l'interazione dei muscoli del polpaccio, dei tendini d'Achille, dei muscoli peronei, dei muscoli tibiali e della fascia plantare, può fornire un notevole aiuto. Il "plastinato" del piede realizzato in collaborazione con il BODY WORLDS Museum Berlin mostra la complessa struttura di un piede. Ecco un articolo di approfondimento sui Piedi e la Fascia Plantare nel Rolfing® su European Rolfing Association: LEGGI L'ARTICOLO
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Oggi vi proponiamo un estratto di un bellissimo articolo di Pierpaola Volpones, Certified Advanced Rolfer™ e Insegnante internazionale di Rolfing®. Pierpaola Volpones in questo articolo ci spiega perchè "IL ROLFING NON E' UN MASSAGGIO": Nel Rolfing il rilassamento è un mezzo e non un fine: se il corpo è rilassato, è pronto per accogliere un cambiamento "Il massaggio può avere un fine estetico, per armonizzare la forma del corpo. Nel Rolfing l’armonia che si genera ricevendo una serie di sedute, deriva dal migliore allineamento che il corpo ottiene così che la gravità possa fluire durante i movimenti comuni della nostra giornata." Leggi l'articolo completo
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Questi corsi sono destinati a tutti coloro che desiderano intraprendere il percorso per divenrare un Rolfer™, non sono obbligatori ma molto utili per consolidare le basi di anatomia, tocco e movimento. Per sensibilizzare la partecipazione ai corsi di Pretraining, Formazione Rolfing Italia si impegna a restituire l’investimento iniziale dei seminari una volta conclusa Fase 3, ovvero quando il candidato diventa un Certified Rolfer™: un tesoretto utile a promuovere la propria attività fin da subito! SCOPRI DI PIU'
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Versione integrale della live facebook registrata il 9 Aprile 2021 con tema: Rolfing e Yoga Approfondimenti sui metodi yogici dal punto di vista del Rolfing. Tra ricerca, tradizione, innovazione e applicazione, in occasione del 125esimo anniversario della nascita di Ida Pauline Rolf, l'Associazione Italiana Rolfing, a partire dal 20 Marzo, ha lanciato una serie di incontri tematici, online e gratuiti, con diversi professionisti del lavoro corporeo, che hanno già integrato, con successo, nel loro flusso di lavoro quotidiano le ultime scoperte sulla Fascia. Un'apertura alla conoscenza di come la geniale intuizione di Ida Pauline Rolf abbia orientato la Ricerca Scientifica e di come le relative scoperte abbiano migliorato la pratica professionale. In questo incontro, si parla di Rolfing e Yoga con approfondimenti sui metodi yogici dal punto di vista del Rolfing®. Moderatrice Marina Blandini Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Intervengono: Carla Ferrara Insegnante di Yoga, operatore Ayurvedico, Rolfer Tara Fraser Insegnante di Yoga e Rolfer Federica Panichi Insegnante Yoga Pierpaola Volpones Chair della Faculty Europea del Rolfing Regia di Eleonora Celli Presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia - www.formazionerolfing.it
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Il Rolfing® S.I. integrato a un Training Ideomotorio specifico e applicato da Monica Canducci (Certified Rolfer™e Rolf Movement™ Practitioner certificata) ad un caso di tetraplegia, dopo 15 anni dall’incidente che ha causato a Claudio B. una lesione spinale tra C6 e C7. Guarda il video
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Gli atleti tendono a utilizzare continuamente gli stessi muscoli. Questi diventano sempre più tesi, e ciò ha un effetto sui muscoli. Possiamo fare stretching, ma non raggiungiamo tutto. Il Rolfing mi aiuta a raggiungere zone come le costole, gli addominali, la parte superiore del corpo e i fianchi che sono difficili da raggiungere. Sciatore olimpico, Mickey Egan Non solo i muscoli contribuiscono al movimento Non solo i muscoli contribuiscono al movimento; la fascia, il tessuto connettivo che circonda i muscoli, svolge anche un ruolo cruciale. Questo è particolarmente importante negli sport competitivi, dove i movimenti richiedono massima coordinazione e coinvolgimento muscolare. Qualsiasi restrizione nella mobilità può ostacolare il rilascio ottimale di energia, influenzando quindi le prestazioni sportive. Con un crescente interesse nell'allenamento della fascia, gli atleti di varie discipline hanno riconosciuto l'importanza di una rete fasciale equilibrata per prestazioni migliorate e ridotto rischio di infortuni. Il Rolfing è un metodo di lavoro corporeo che affronta specificamente la Fascia. Concentrandosi sulla funzione del sistema fasciale e sul suo trattamento mirato, supporta l'allenamento fisico e può migliorare significativamente le prestazioni sportive riducendo il rischio di infortuni. Quali sono i vantaggi del Rolfing® per gli Atleti? Vantaggi del Rolfing® per gli Atleti sono molteplici: oltre ai muscoli, la fascia funge da fonte essenziale di energia per il sistema muscolo-scheletrico umano. La fascia collega diverse regioni del corpo e facilita il trasferimento di energia dai muscoli contratti alle ossa attraverso "percorsi fasciali". Mantenere l'equilibrio nelle catene muscolo-fasciali del corpo è cruciale per un movimento ottimale. Attraverso un'analisi precisa dei modelli di movimento e il lavoro manuale, i Rolfers® affrontano squilibri dovuti ad aderenze e restrizioni fasciali, promuovono la circolazione dei tessuti e assicurano un allineamento corporeo ottimale rispetto alla gravità. Il Rolfing, dunque, gioca un ruolo vitale nelle attività sportive, sia per principianti che per atleti d'elite, indipendentemente dall'età. A seconda dello sport e del livello di prestazioni, questo metodo manuale può mirare a specifiche aree e contribuire al miglioramento delle prestazioni, che sia nella corsa, nel ciclismo, nel sollevamento pesi, nello yoga, nella danza, nello sci o in qualsiasi altro sport. Garantendo una rete fasciale equilibrata, il Rolfing può consentire una trasmissione più efficiente della potenza, alleviare le articolazioni e migliorare l'equilibrio, contribuendo a un movimento efficiente e coordinato. Gli atleti apprezzano il Rolfing perché è un metodo delicato che supporta efficacemente il recupero, riduce il rischio di infortuni e aiuta a migliorare le prestazioni sportive. Articolo originale tratto da European Rolfing Association: https://rolfing.org/articles/blog/power-fascia
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Il numero di testimonianze toccanti sui benefici del Rolfing® è sempre più crescente in tutto il mondo, la seguente video testimonianza è stata rilasciata a Coko Mayuko Nakashima, Certified Rolfer™ operante a Vancouver: Sentire lo spazio nel mio corpo - La cosa più importante per me è imparare di più sul mio corpo e sulle fonti di stress. È come costruire una relazione con il mio corpo e imparare a comprendere il suo linguaggio. Questa è una grande cosa. " – Summer — Vancouver, BC Fonte Originale: https://www.cokobodybalance.com Canale YouTube: Coko Mayuko Nakashima
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Prima ho sempre pensato a come camminavo, chiedendomi: "Sto facendo bene?" o "Questo modo di camminare peggiorerà le cose?" Da allora, le parole di Henrike mi accompagnano ovunque, faccio quello che mi ha detto e mi sento molto più ottimista!" Sto parlando con Henrike Rietz-Leiber, una Rolfer™ certificata che risiede a Monaco e con la sua cliente, Christa Werner, una farmacista che si è rivolta a Henrike per provare il Rolfing®, per cercare un sollievo da dolori cronici sia alla schiena che alla gamba destra in seguito a un'operazione all'anca nel marzo 2014 . "In sostanza dicevo a Christa di non concentrarsi troppo sul dolore. Per Christa la sfida era di fidarsi del sostegno delle sue gambe, di sentirsi radicata a terra e di ritrovare la connessione con lo spazio circostante... Quando l'ho vista per la prima volta, notai subito la sua rigidità e la necessità di maggiore resilienza. C'era anche questo blocco, un blocco che le impediva di percepire il terreno e lo spazio intorno. La testa era troppo pesante perché Christa ‘riuscisse a sostenerla’ adeguatamente al di sopra delle spalle" spiega Henrike. Cosa ti ha fatto decidere di provare proprio il Rolfing®? Chiedo a Christa. Il mio medico di famiglia mi ha raccomandato il Rolfing® a causa dei problemi che che stavo vivendo alla mia schiena, coscia destra e ginocchio. Mi ha suggerito di completare un ciclo di dieci sessioni. Ho trovato Henrike su Internet e ho subito notato che il suo studio di Rolfing® era a Haidhausen, vicino a dove vivo io. Ho iniziato il Rolfing® nel mese di febbraio e l’ho terminato nel mese di giugno. Abbiamo svolto le sessioni con un ritmo piuttosto serrato, circa una ogni settimana. Mi sono sentita molto meglio dopo. Ne valeva la pena! Qual era il problema? Ho subìto un'operazione all’anca destra nel marzo del 2014. Sempre nello stesso periodo, ho acquistato un materasso nuovo e, so che suona strano…, ma è stato dopo l'operazione dell'anca che ho avuto i miei primi veri problemi alla schiena. Era come se fosse “ossificata”. Non riuscivo a stare in piedi al bancone della mia farmacia per più di due ore senza una pausa. Tutto questo è avvenuto nello stesso anno in cui ho chiuso la mia farmacia, perciò non ho più fatto davvero caso a questo problema. Hai provato altre strade prima del Rolfing®? Ho fatto un po’ di fisioterapia, ma i benefici erano solo momentanei. Era sempre lo stesso, il dolore alla schiena si ripresentava continuamente. L'anno dopo, ho cominciato ad avere dolori al ginocchio destro e anche crampi alla coscia destra. Ho fatto ginnastica e il medico ha suggerito anche lo yoga, ma non funzionava. Non ha funzionato nulla. Poi, ho consultato un amico chiropratico ed ancora la stessa storia, nessun successo. Ho continuato con la fisioterapia e il massaggio fino a quando ho trovato Henrike. Il dolore alla gamba destra si è manifestato come conseguenza di un sovraccarico della stessa dovuto all’operazione? Dopo l’operazione all'anca, il mio medico mi ha suggerito di mettere un cuneo sotto il mio tallone sinistro - una suola speciale inserita nel tallone della mia scarpa. Seguii le indicazioni del medico e, subito dopo, ho anche completato il ciclo di Rolfing®: la mia gamba destra stava bene e non avevo più dolore. Tuttavia, fu poi il mio lato sinistro che iniziò a darmi qualche fastidio. Il cuneo di un centimetro era diventato troppo alto e per questo chiesi che me lo riducessero di mezzo centimetro, sperando che questo togliesse il fastidio. Ad ogni modo, da quando ho terminato il Rolfing®, il mio lato destro sta bene e la mia schiena meravigliosamente. Riesco a compiere nuovamente movimenti liberi e per me questo è il paradiso! Al ritorno delle feste chiamerò Henrike per fare altre sessioni dedicate alla gamba sinistra. Henrike aggiunge: Attraverso il percorso delle 10 sedute, ho incoraggiato Christa a “riconnettersi” con se stessa, con il suo corpo e ad adattare o diminuire lo spessore della soletta al bisogno. Ovviamente non si possono allungare le ossa, ma il corpo può adattarsi alla differenza di lunghezza delle due gambe in modo non problematico. Inizialmente questo, per il corpo di Chirsta, non era possibile, per questo è stato necessario fare diverse prove. Ricreare elasticità nel corpo di Christa era per me l’obiettivo primario, oltre ad aiutarla a ritrovare un movimento più fluido e ampio. Mi ricordo che quando è venuta per la seconda sessione era raggiante, in viso. Mi confessò che era la prima settimana che non soffriva di dolori; o meglio, il dolore era ancora lì, ma significativamente ridotto. Inoltre, solo riguardando i miei appunti ho notato che Christa, al primo incontro, si dimenticò di raccontare di un’operazione al seno per l’asportazione di un cancro: infatti quando tornò per la seconda sessione, tutto il lavoro fatto in prima seduta sulla cassa toracica, aveva eliminato un dolore al lato destro del torace, dove c’era la cicatrice. Questo fastidio oramai le era talmente famigliare da dimenticare, appunto, di parlarne durante il primo colloquio. Non è strano come possiamo dimenticare il dolore che una volta era così dominante nella nostra vita? Chiedo a Christa. Sì, è stato meraviglioso quando Henrike ha liberato la tensione attorno al braccio e al seno destro. Finalmente potevo muoverlo liberamente senza dolore. Era fantastico! Henrike aggiunge: Sì, spesso succede. Dopo l’ottava sessione, per esempio, ho notato che Christa poteva piegarsi e raccogliere qualcosa dal pavimento, cosa che non poteva fare prima. Anche questo si era dimenticata di riportare durante il colloquio iniziale. Penso che sia davvero utile che i clienti, a volte, dimentichino il dolore! Il Rolfing® ti ha sorpreso in qualche modo? Sì! Canto in un coro e dopo la settima seduta, il mio insegnante di canto ha sottolineato che la mia voce era particolarmente bella quel giorno. Henrike aveva trattato la mia testa, il collo e le spalle durante quella sessione, perciò questa osservazione mi sorprese particolarmente! Mi ha sorpreso anche quanto io sia diventata più ottimista attraverso il percorso delle 10 sedute. Ho un atteggiamento totalmente nuovo verso la mia vita e sento di poter davvero vivere alla giornata. Ho più energia durante la giornata e tante idee per il futuro. Guardando indietro, mi rendo conto di essere stata piuttosto depressa. Ero là, 66 anni, e non potevo più muovermi e avevo bisogno di riposare tutto il tempo. Desidero vivere una vita piena. Voglio ottenere il massimo dalle mie giornate. Questo per me è molto importante e, prima del percorso di Rolfing, non avevo proprio idea di come avrei potuto continuare a vivere in una situazione così deprimente. Quando si è così concentrati a sentire i dolori del proprio corpo, diventa difficile aprirsi all’esterno. Le sessioni di Rolfing® erano in qualche modo impegnative? Sì, c’è stata una sessione in cui Henrike lavorava sull'anca sinistra: trovò un muscolo particolarmente “arrabbiato”! Anche la seconda sessione, sui piedi, non è stata una passeggiata. La gamba sinistra è danneggiata da quando ho protruso un disco vertebrale vent'anni fa e le dita dei piedi sono leggermente intorpidite. Henrike ha portato così tanta vita nel mio piede sinistro da percepire questa novità come “anche un po’ inquietante”. Tuttavia, quando sono uscita dalla porta, mi sono sentita come se stessi camminando sulle nuvole. Davvero fantastico! Alcune persone riferiscono che il Rolfing® lo sentono lavorare nel periodo di pausa, tra una sessione e l’altra. E’ stato così anche per te? Sì. Sono sempre stata consapevole di ciò che Henrike mi disse. Dopo che lavorò attorno al petto e alla cassa toracica, ho notato che potevo stare più dritta, dietro al bancone della farmacia. Mi sono accorta di regolare automaticamente la mia postura. Henrike, vuoi aggiungere altre osservazioni sul percorso di Christa? Sì, dopo la sesta sessione, Christa ha detto che si sentiva libera nella schiena e che le sue braccia potevano oscillare ai lati liberamente. Era molto importante far sì che potesse nuovamente alzare le braccia verso l’alto. Christa era così contenta, così felice durante e dopo tutte le nostre sessioni. Posso davvero ricordare il suo volto dopo la decima sessione. Christa ha detto “Wow! Sono così felice del mio corpo" ed era possibile vederlo: era veramente nel suo corpo. La prima volta che venne da me, infatti, Christa era lì, ma il suo corpo era qualcosa di diverso. Dopo le 10 sedute, invece, si muoveva in perfetta armonia con il corpo, quasi come se danzasse. La cosa più importante che a parer mio Christa ha detto, "se ho un dolore, ora so come risolverlo in fretta". E’ stato così meraviglioso vederla veramente sorridente con un volto così pieno di vita. Charlotte Fraser - 07/11/2017 - rolfing.org Articolo originario al seguente link Data di pubblicazione: 07/11/2017 Autore: Charlotte Fraser Foto: ©Henrike Rietz-Leiber, www.rolfing-rietz.de Traduzioni in Italiano a cura di: Eleonora Celli (Certified Rolfer™ e Rolf Movement™ Practitioner) e Roberto Rosolen (Certified Rolfer™) Per maggiori informazioni su Henrike Rietz-Leiber, vai al seguente link Per scoprire di più sul Rolfing®, trovare un Certified Rolfer™ e/ o diventare un Rolfer™ visita: www.rolfing.org o la sezione cerca un rolfer di questo sito
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Negli ultimi decenni, approcci terapeutici come il Rolfing® hanno messo in luce un principio fondamentale: il corpo non è un insieme di parti isolate, ma un sistema interconnesso in cui il benessere fisico e mentale sono strettamente legati. Questo concetto, se applicato su larga scala alla medicina, potrebbe rivoluzionare il modo in cui intendiamo la cura della salute. Un recente studio pubblicato su The Academic Consortium for Integrative Medicine & Health, intitolato Making a Case for Whole Person Health e firmato da Patricia M. Herman, ND, PhD, Mark H. Pitcher, PhD, e Helene M. Langevin, MD, mette in discussione l’attuale modello sanitario e propone un cambiamento radicale: passare da un approccio centrato sulla malattia a un modello che consideri la persona nella sua totalità. Il problema del sistema sanitario attuale Negli Stati Uniti, il sistema sanitario è tra i più costosi al mondo, ma i suoi risultati spesso non sono all’altezza delle aspettative. L’approccio convenzionale tende a separare la salute dei pazienti per singoli sistemi corporei, trattando ciascun problema in modo indipendente e puntando sull’uso di farmaci e interventi specialistici. Questo metodo, sebbene efficiente nel breve termine, lascia poco spazio a strategie di prevenzione e benessere a lungo termine. Lo studio propone una riflessione critica su questo modello, illustrando il caso ipotetico della signora M, seguita dai 40 agli 80 anni in due diversi scenari di cura: Versione A – proseguimento dell’assistenza convenzionale Versione B – approccio basato sulla cura della persona nella sua totalità I risultati: mostrano un divario sorprendente Nello scenario convenzionale, a 80 anni la signora M risulta fragile e bisognosa di cure in una struttura specializzata, con costi sanitari totali di 353.155 dollari. Al contrario, con un approccio centrato sul benessere complessivo, la paziente si presenta attiva e in buona salute, con costi sanitari pari a 52.425 dollari. Una differenza impressionante, che suggerisce come un investimento precoce in abitudini salutari possa portare non solo a una migliore qualità della vita, ma anche a una significativa riduzione della spesa sanitaria. Il potere della prevenzione e di un approccio integrato Il caso della signora M, pur essendo ipotetico, evidenzia un punto cruciale: il vero risparmio non si ottiene riducendo il tempo di contatto con i medici o limitando gli interventi, ma investendo in prevenzione, educazione alla salute e supporto alle scelte di vita. Una dieta equilibrata, l’attività fisica e una gestione efficace dello stress possono prevenire molte delle patologie croniche che gravano sui sistemi sanitari di tutto il mondo. L’approccio proposto nello studio si allinea perfettamente con le discipline integrate, come il Rolfing®, che considerano il corpo come un insieme dinamico e interconnesso. Se il movimento, la postura e la consapevolezza corporea possono influire sulla salute a lungo termine, ha senso pensare che anche la medicina debba adottare una visione più olistica. Lo studio di Herman, Pitcher e Langevin rappresenta un'importante presa di posizione nella ricerca di un sistema sanitario più efficace e sostenibile. I risultati indicano che investire nella salute globale della persona non è solo eticamente corretto, ma anche economicamente vantaggioso. Un cambiamento di paradigma è possibile: serve una maggiore integrazione tra medicina tradizionale e approcci olistici, affinando strategie di prevenzione che possano migliorare la vita delle persone e ridurre i costi per la società. Il futuro della salute potrebbe non essere nella semplice cura delle malattie, ma nella valorizzazione del benessere complessivo dell’individuo. Leggi lo studio completo QUI
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Il Rolfing® è uno dei metodi più antichi e collaudati per lavorare con la fascia. Questa tecnica è stata sviluppata all'inizio del XX secolo dalla biochimica americana Dr. Ida Rolf. Si basa sulla mobilizzazione mirata della rete fasciale che percorre tutto il corpo. Ida Rolf ha riconosciuto che la fascia avvolge connette e tiene insieme gli elementi di tutto il nostro corpo: avvolge ogni muscolo, ogni organo e ogni legamento. Come organo connettivo, fornisce al corpo sostegno e struttura. Allo stesso tempo, gioca un ruolo cruciale nella forza muscolare, nella coordinazione e nella consapevolezza corporea. La fascia è l'organo della postura. Nessuno lo dice mai; si parla sempre dei muscoli. Eppure questo è un concetto molto importante, e poiché è così importante, noi Rolfers dobbiamo comprendere sia l'anatomia che la fisiologia, ma soprattutto l'anatomia della fascia. Il corpo è una rete di fascia. -- Ida P. Rolf La precoce intuizione di Ida Rolf sulla grande importanza della fascia per la nostra postura e mobilità è stata confermata e continuamente sviluppata dalla recente ricerca sulla fascia. Negli ultimi anni, questa ricerca ha guadagnato un enorme impulso. Tuttavia, poche persone si rendono conto di quanto questa giovane disciplina scientifica e il sempre più popolare allenamento fasciale siano legati al Rolfing® Structural Integration. Ricerca Fasciale e Rolfing® Ida Rolf ha riconosciuto che le restrizioni e le aderenze fasciali spesso ci impediscono di mantenerci dritti senza sforzo e di muoverci più facilmente. Ha quindi sviluppato tecniche speciali per lavorare delicatamente sui vari strati della fascia in modo mirato. Dobbiamo capire che i nostri muscoli non possono produrre movimento senza l'involucro e la divisione della fascia. La fibra muscolare vera e propria è una struttura relativamente debole; senza la fascia, assomiglia più a una macchia di marmellata che a una vera fibra. Senza la fascia, la forza generata dalla fibra muscolare durante la contrazione non potrebbe essere trasmessa alle ossa e non si verificherebbe alcun movimento. - -- Peter Schwind, Certified Advanced Rolfer® e membro della Faculty Con l'avanzare della ricerca scientifica, il Rolfing® Structural Integration continua a guadagnare rilevanza. I nuovi risultati della ricerca sulla fascia confermano ed espandono le scoperte di Ida Rolf e sottolineano l'importanza della rete fasciale. Le fasce sono state riconosciute solo di recente come il nostro organo sensoriale più ricco per la percezione corporea. In esse si svolgono processi che possono portare a dolore cronico. Un attore chiave in questo campo è il Professor Dr. Robert Schleip, rinomato scienziato della fascia e Direttore della Ricerca dell'Associazione Europea di Rolfing®. In qualità di Vice Presidente della Fascia Research Society e Rolfer, sviluppa nuovi e affidabili metodi per la ricerca clinica del tessuto connettivo e guida l'avanzamento scientifico del metodo Rolfing Structural Integration. Bodywork Fasciale - il cuore del Rolfing® La rete fasciale è il dominio dei Rolfers certificati. Lavorano sui diversi strati fasciali utilizzando speciali tecniche di presa conosciute come "Rolfing TOUCH". La delicata manipolazione manuale del tessuto fasciale con pressioni e stiramenti mirati può liberare tensioni e blocchi e ripristinare la funzione della fascia. I piani fasciali sono a volte come delle bende. Il corpo si lega insieme, si avvolge e tira davvero stretto la benda fasciale. Un Rolfer vuole che i singoli elementi all'interno della benda possano scivolare, organizzarsi e adattarsi con il movimento. -- Ida Rolf La tecnica manuale, combinata con specifici esercizi di movimento, tratta l'intero corpo come un'unità. Il Rolfing può aiutare il corpo a raggiungere una postura sana e diventare più flessibile. Integrazione Fasciale da parte dei Rolfers® Sempre più Rolfers® certificati e coach della fascia stanno sviluppando sequenze di movimento e esercizi mirati per allenare la rete fasciale, promuovere la salute e migliorare le prestazioni atletiche. [La fascia ha] un impatto significativo sulla fluidità e la precisione del movimento. La rete fasciale fornisce anche le basi per generare potenza e velocità, trasmettendole a diverse parti del corpo. Un allenamento mirato della rete fasciale può portare a miglioramenti delle prestazioni, prevenzione sostenibile degli infortuni, gioia nel movimento e consapevolezza corporea positiva. -- Stefan Dennenmoser, Certified Advanced Rolfer® e Fascia Trainer Allo stesso modo, Markus Rossmann, Rolfer® certificato e coach della fascia, integra i risultati scientifici attuali della ricerca sulla fascia nel suo lavoro. Il suo metodo combina esercizi funzionali, stretching fasciale e tecniche manuali per rafforzare il tessuto connettivo e migliorare la mobilità: È importante allungare la fascia in tutte le direzioni possibili. Una volta rilasciate le aderenze fasciali, è necessario generare un impulso di movimento oscillante. Questo perché un terzo della forza non viene trasportato attraverso i tendini, ma attraverso la fascia. Il sistema fasciale deve quindi trasmettere energia cinetica. -- Markus Rossmann Sia Dennenmoser che Rossmann offrono corsi di formazione per diventare trainer della fascia, in cui vengono insegnati esercizi fasciali appositamente sviluppati. Ciò che questi corsi non coprono, tuttavia, sono le uniche tecniche manuali focalizzate sulla fascia e sull'intero corpo che sono centrali nel Rolfing. "Queste tecniche speciali vengono insegnate solo nella formazione Rolfing, come ad esempio presso il Dr Ida Rolf Institute® Europe", afferma Rossmann. Si può anche imparare il Rolf Movement™. Questo approccio al movimento del Rolfing mira a ottenere una funzione motoria naturale modificata attraverso esercizi fisici consapevoli. "Mettilo al suo posto e richiedi movimento." -- Ida Rolf Il Rolfing®è un metodo fasciale unico, validato scientificamente e basato su decenni di esperienza pratica. Attraverso il trattamento mirato della rete fasciale e l'integrazione del movimento, il Rolfing non solo consente una migliore postura e mobilità, ma promuove anche una maggiore consapevolezza corporea e benessere. Il collegamento con l'attuale ricerca sulla fascia e l'allenamento fasciale appositamente sviluppato sottolinea l'importanza di questo metodo oggi. Sia come approccio terapeutico che come misura preventiva, il Rolfing offre una vasta gamma di possibilità per sostenere il corpo in modo olistico e migliorare la nostra qualità di vita a lungo termine. Articolo Originario: https://rolfing.org/articles/fascial-method-rolfing Autore: Sabine Becker Fonti: Ida Rolf (1978): Rolfing im Überblick. Peter Schwind, Certified Advanced Rolfer® (2014): Faszien - Gewebe des Lebens. Das geheimnisvolle Netzwerk des Körpers und seine Bedeutung für unsere Gesundheit. Prof. Dr Robert Schleip, Certified Advanced Rolfer®. Dr Stefan Dennemoser, Certified Advanced Rolfer®. Markus Rossmann, Certified Rolfer®. Altro sulla Fascia: The Power of Fascia
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Questa tecnica consente di vedere al microscopio i tessuti vivi direttamente dentro il corpo, senza doverli prelevare e poi fissare su un vetrino, questa nuova tecnica ha permesso di osservare i comportamenti dinamici di questo tessuto eletto a nuovo organo chiamato "interstizio". Ecco cosa scrive il "Corriere della Sera" su questo nuovo organo, leggi l'articolo completo qui Source: Corriere della Sera Author: Cristina Marrone Data: 28 marzo 2018
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Il corpo non è soltanto una macchina biomeccanica, ma un mezzo vivo attraverso il quale percepiamo, comprendiamo e abitiamo il mondo. La fenomenologia – corrente filosofica sviluppata dal filosofo austro-tedesco Edmund Husserl (1859-1938) e ampliata dal filosofo francese Maurice Merleau-Ponty (1908-1961) – e il Rolfing® si incontrano su un terreno comune: l’esperienza vissuta. Questo dialogo apre nuove prospettive sul tocco, sul movimento e sulla possibilità di trasformare la percezione di sé e la qualità della vita. Fenomenologia e Rolfing®: un linguaggio condiviso La fenomenologia ci invita a tornare alle “cose stesse”, all’esperienza diretta prima di ogni analisi. Merleau-Ponty, filosofo della percezione, sottolineava come il corpo non sia un oggetto tra gli oggetti, ma il veicolo del nostro essere-nel-mondo: un corpo vissuto, sensibile, attivo. Il Metodo Rolfing®, creato dalla biochimica Ida P. Rolf, PhD (1896-1979), condivide questa visione. Attraverso il lavoro manuale e il movimento, non ci limitiamo a “correggere” posture o allineare segmenti corporei, ma accompagniamo la persona a percepire sé stessa in modo nuovo. L’allineamento con la gravità, la fluidità dei movimenti, la scoperta del proprio schema corporeo non sono solo miglioramenti meccanici: sono esperienze esistenziali, che restituiscono presenza e autenticità. Il corpo come ponte Uno dei passaggi più significativi che Rosenstock evidenzia è la trasformazione del corpo da semplice contenitore a ponte tra esperienza interna e mondo esterno. Attraverso il tocco e l’indagine somatica, il cliente è invitato a esplorare sensazioni sottili: “Cosa percepisci nelle spalle mentre sollevi le braccia?” “Come cambia il tuo equilibrio quando pieghi leggermente le ginocchia?” Queste domande non impongono interpretazioni, ma aprono spazi di consapevolezza. È in questi momenti che molti riferiscono di sentirsi, per la prima volta, pienamente presenti nella propria vita. Integrare filosofia e pratiche manuali non è privo di sfide: la fenomenologia, con la sua natura teorica, può sembrare distante dal lavoro concreto del Rolfing®. Concetti come intenzionalità o corpo vissuto richiedono competenza per essere tradotti in applicazioni pratiche. Inoltre, la scienza moderna privilegia spesso i dati misurabili rispetto alle esperienze qualitative. Il compito di praticanti e ricercatori è quello di colmare il divario, mostrando il valore del Rolfing® sia nella sua profondità filosofica che nel suo impatto concreto. Fenomenologia e Rolfing® condividono un impegno comune: restituire centralità all’esperienza incarnata del corpo. Insieme offrono non solo strumenti per trasformare le strutture fisiche, ma una via per rinnovare il nostro essere-nel-mondo. In un’epoca segnata da fretta e disconnessione, recuperare il corpo come fondamento di ogni esperienza significa riappropriarsi della nostra umanità. Come ricordava Ida Rolf, il nostro corpo è in costante dialogo con la gravità e con il campo energetico della Terra: quando questa relazione è armonizzata, emerge non solo salute ma anche un senso più profondo di vitalità. Forse la vera domanda che possiamo porci è: quanto siamo davvero presenti nel nostro corpo, nella nostra vita quotidiana? Fonte: Journal of the Dr. Ida Rolf Institute® - June 2025 Autore: Andrew Rosenstock, Certified Rolfer™
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...ciò consente lo svolgimento di tutte le funzioni (respirare, camminare, sedersi, piegarsi, correre ecc.) senza tensioni e con il minimo dispendio di energia. Immaginiamo il corpo come idealmente costituito da settori impilati l’uno sull’altro seguendo un ordine intorno all’asse verticale rappresentato dalla colonna vertebrale (...) Ecco un estratto di un interessante approfondimento di Angela Biancalani, Certified Advanced Rolfer™ , pubblicato nella sezione "Salute" della rivista online LIFEGATE.it CLICCA QUI PER LEGGERE L'INTERO ARTICOLO Angela Biancalani è una Certified Advanced Rolfer™ che opera a Firenze, Per maggiori informazioni qui
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Sono arrivata alle 10 sedute senza dolori, senza problemi. Se però potevo esprimere un desiderio, era quello di trovare maggior agio nel mio bacino, volevo essere meno lordotica a livello lombare. E già nel primo colloquio la mia rolfer mi stupì dicendomi qualcosa del tipo: “un certo grado di lordosi lombare è fisiologica e tu non sembri averne un eccesso. Esploreremo insieme questa sensazione di disagio che senti in questa zona nell’insieme del tuo corpo…” Sorrisi e pensai che forse lei non aveva capito bene il mio problema. Certo, non sapeva che io ho anche L6, che tutti i miei disagi li ho sempre avuti lì, etc, ma poi avrebbe capito… Invece sono stata io a scoprire ciò che lei forse aveva già intravisto in quel primo incontro, quello di cui io, il mio corpo, avevamo fame: di piedi che mi permettessero di sentirmi solida, sicura. Sentendo la spinta sotto ai piedi quando camminavo. Un collo che mi permetteva di guardare all’orizzonte e non solo davanti a me. Un bacino che poteva muoversi liberamente e non stare bloccato in una unica posizione. Una bocca che potesse chiudersi in modo perfettamente complementare, sentire le due arcate dentali combaciare perfettamente e con grande leggerezza, senza più stringere. Scendere ogni volta dal lettino e scoprire che i miei piedi erano leggeri e solidi nello stesso tempo. Che la terra mi offriva sostegno e non cercava più di tenermi incollata a sé. Percepire, scoprire ad ogni seduta la possibilità di stare nello spazio con una postura diversa, che influenzava incredibilmente anche il mio stato interiore. E scoprire anche che potevo ricreare alcune di quelle posture più comode se, una volta fuori da lì, prestavo attenzione al mio corpo e al mio stato interiore, anche se con il passare dei giorni tendevo a dimenticarmi come evocare quelle nuove posizioni. Che la mia rigidità nel collo poteva cambiare se mi ricordavo di percepire il mio bacino, come stavo seduta. Ricordavo che la sensazione nel corpo poteva essere diversa ma non riuscivo più a ricreare quello spostamento nel corpo che mi permetteva di sentirmi con quella determinata sensazione. Ho avuto l’impressione di avere dei “binari” posturali, come se alcuni miei schemi motori fossero così antichi, consolidati e significativi per me, che c’era bisogno di più occasioni di incontro con questi nuovi schemi,apportatori di maggior agio, per poterli integrare davvero. Di avere un ritmo di accoglienza più lento. Nella vita quotidiana questo antico poi riemergeva prepotentemente in certe situazioni e anche se razionalmente sapevo che stare con la testa in alto, con i muscoli dietro del collo contratti, con le dorsali bloccate non mi avrebbe aiutata a affrontare con maggiore economia quello avevo di fronte, è come se tutti questi atteggiamenti nel loro insieme avessero avuto un significato profondo per me, per la mia storia, che prevaleva su ciò che io razionalmente consideravo più vantaggioso. E allora percependo da una parte la frustrazione legata a questo stato del mio corpo e alla nostalgia di quello stato così piacevole, nello stesso tempo provavo gioia perché nutrivo fiducia e sicurezza che quello stato non era temporaneo e dipendeva dalle mani di qualcun altro, ma era qualcosa che esisteva dentro di me, una potenzialità. Come l’imparare a camminare e parlare da piccoli, qualcosa che è nella saggezza del corpo, e che io posso favorire l’emergere di queste nuove possibilità corporee, mettendomi nelle giuste condizioni ambientali che mi possono offrire gli input e gli stimoli adeguati che facilitano e sostengano questo mio ulteriore apprendimento. Fare l’esperienza del globale che prende il sopravvento sul locale, questo concetto mi ha richiamato l’attenzione su un modo di funzionare: quello democratico, dove la maggioranza vince sulla minoranza. Perdendo così il contributo di questa minoranza, che diventa silente, o arriva addirittura a opporsi alle azioni che la maggioranza cerca di realizzare. Questa modo di funzionare, che genera una perdita, l’avevo già trovato a livello delle mie sensazioni e dei miei pensieri. Durante le sedute l’ho visto anche nella carne. Mi occupavo di ogni livello del mio essere: per i pensieri, ossia a livello del linguaggio con la Comunicazione nonviolenta, a livello delle sensazioni con il Focusing, e a livello del mio corpo di carne con il Rolfing. Ho confermato che è il modo di funzionare, di usare il corpo che fa la differenza. E ho capito che ogni formazione mi permette di allenare la mia capacità di tenere l’attenzione su quale modo di funzionare voglio che stia alla base del mio sistema. Un modo che sostenga l’equilibrio a livello mentale, di sensazioni e del corpo.
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In occasione del lancio del nuovo sito di Associazione Italiana Rolfing®, molti i Rolfer™ che apriranno i loro studi per un BodyReading secondo il metodo Rolfing®: potrai finalmente comprendere come influisce la forza di gravità sulla tua postura!! Per aderire all'iniziativa: Inserisci la tua mail nel form sotto Stampa l'invito che riceverai tramite mail (nella casella di posta elettronica da te indicata) Cantatta il Rolfer più vicino a te per concordare l'incontro #mc_embed_signup{background:#fff; clear:left; font:14px Helvetica,Arial,sans-serif; width:100%;} /* Add your own Mailchimp form style overrides in your site stylesheet or in this style block. We recommend moving this block and the preceding CSS link to the HEAD of your HTML file. */ #mc-embedded-subscribe-form input[type=checkbox]{display: inline; width: auto;margin-right: 10px;} #mergeRow-gdpr {margin-top: 20px;} #mergeRow-gdpr fieldset label {font-weight: normal;} #mc-embedded-subscribe-form .mc_fieldset{border:none;min-height: 0px;padding-bottom:0px;} Ottieni il tuo BodyReading Note: la mail inserita in questo modulo, sarà trattata nel pieno rispetto delle disposizioni del codice in materia di protezione dei dati personali e del nuovo GDPR - Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati informatici, per maggiori informazioni si invita a prendere visione dell'intera informativa cliccando qui. Iniziativa valida fino al 30 Aprile presso gli studi dei Rolfer™ aderenti; clicca sul pulsante per trovare il Rolfer™ più vicino a te LISTA DEI ROLFER ADERENTI
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Ecco la testimonianza "a caldo" di Barbara dopo la conclusione dei seminari di TOUCH dei Summer Camp 2021 di Formazione Rolfing Italia... l'emozione e la soddisfazione del suo volto è per noi motivo d'orgoglio! Un GRAZIE A TUTTI I PARTECIPANTI, vi ricordiamo che è ancora possibile iscriversi ai moduli di MOVEMENT di Settembre 2021 sul sito di formazionerolfing.it. Un modo per approfondire in piena libertà tematiche inerenti alla dinamica del movimento. Si ringrazia l'Insegnante Pierpaola Volpones per il prezioso contributo. SCOPRI I SUMMER CAMP
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.air-faq-section-title { margin-top: 2em; } .air-faq-item { border-bottom: 1px solid #e0e0e0; } .air-faq-trigger { display: flex; justify-content: space-between; align-items: center; width: 100%; background: none; border: none; padding: 16px 4px; cursor: pointer; text-align: left; gap: 12px; } .air-faq-trigger:hover .air-faq-question { color: #2c5f2e; } .air-faq-question { font-size: 16px; font-weight: 600; color: #222; line-height: 1.4; transition: color 0.2s; margin: 0; } .air-faq-icon { flex-shrink: 0; width: 22px; height: 22px; transition: transform 0.25s ease; color: #2c5f2e; } .air-faq-trigger[aria-expanded="true"] .air-faq-icon { transform: rotate(45deg); } .air-faq-body { overflow: hidden; max-height: 0; transition: max-height 0.35s ease, padding 0.25s ease; padding: 0 4px; } .air-faq-body.is-open { max-height: 600px; padding: 0 4px 16px; } .air-faq-body p { font-size: 15px; line-height: 1.7; color: #444; margin: 0; } Apri tutto Chiudi tutto Fondamenti e Metodologia Cos'è l'Integrazione Strutturale Rolfing®? È un metodo olistico che mira a riorganizzare la struttura corporea nel campo gravitazionale attraverso il tocco e l'educazione al movimento. L'obiettivo è stabilire armonia ed equilibrio nel sistema miofasciale, migliorando la postura e la fluidità delle azioni quotidiane. Perché il percorso standard prevede 10 sedute? Il "ciclo delle dieci" è un vero e proprio metodo — un percorso che permette di esplorare l'intero territorio corporeo, partendo dagli strati più superficiali per raggiungere quelli profondi. Ogni seduta ha obiettivi specifici, concatenata a quella precedente (che completa) e a quella successiva (a cui apre la porta). Solo lavorando in questa maniera il corpo ritrova la capacità di adattamento e di integrazione nella gravità. Il Rolfing è un tipo di massaggio? No. A differenza del massaggio, il Rolfing ha un progetto che non si focalizza su singoli territori per "decontratturarli". Il rilassamento è un effetto non ricercato ma spesso riportato dai clienti. L'obiettivo è migliorare l'allineamento dei segmenti corporei affinché la gravità ritrovi il proprio modo di fluire lungo la struttura, iniziando ad esprimere anche la sua funzione di sostegno. Cosa significa "Integrazione" per un Rolfer™? Significa riportare ordine nel sistema nella sua interezza. Il Rolfer non tratta i sintomi, piuttosto li usa per comprendere dove il sistema ha iniziato a manifestare il risultato di un sovraccarico. Un corpo ben integrato è visibile ad esempio durante la camminata, dove tutti i segmenti collaborano in un movimento controlaterale fluido e senza sforzo. Cos'è il Rolf Movement™? È una specializzazione del metodo che educa il cliente a riconoscere le proprie abitudini motorie. Attraverso la consapevolezza percettiva si ricercano nuove opzioni di movimento, ovvero modi più integrati, economici e funzionali (ed espressivi) di camminare, respirare e abitare lo spazio quotidiano. Perché la gravità è considerata "il terapista"? Perché un corpo allineato smette di lottare contro la forza di gravità e inizia a ricevere da essa un sostegno energetico ("rebound"). La gravità diventa così una forza nutriente che rinforza e sostiene la struttura invece di logorarla. Qual è il ruolo della Fascia nel metodo? La fascia è considerata l'organo della forma; la ricerca scientifica più recente la riconosce anche come il più esteso organo senso-percettivo del corpo. Il Rolfer agisce su questa rete di tessuto connettivo per liberare le restrizioni e favorire una migliore comunicazione funzionale, strutturale e percettiva tra le diverse parti del corpo, sostenendo un'organizzazione più fluida del movimento. È vero che il Rolfing è doloroso? Le tecniche contemporanee sono molto diverse rispetto agli approcci degli anni '60. L'intensità del tocco viene sempre modulata in base alla sensibilità della persona e condivisa nel rispetto dei suoi confini e del suo comfort. In alcuni momenti possono emergere sensazioni più intense, che vengono ascoltate come indicazioni utili per comprendere dove il corpo mantiene schemi di tensione o protezione. Cosa succede se smetto dopo poche sedute? Ogni seduta può portare cambiamenti significativi e una maggiore consapevolezza del proprio modo di organizzarsi nel corpo. La serie completa segue una logica progressiva pensata per accompagnare un processo di integrazione più ampio e duraturo. Interrompere il percorso non annulla i benefici già emersi, ma può limitare la possibilità di consolidare nel tempo nuove modalità di postura, respiro e movimento, poiché anche l'evoluzione del lavoro si blocca quando trova restrizioni non risolte. Scienza e Ricerca Come influisce la gravità sullo sviluppo delle cellule? La gravità rappresenta uno stimolo costante anche per le cellule. Attraverso il proprio citoscheletro le cellule percepiscono e si adattano alle forze meccaniche del corpo. Le ricerche in microgravità mostrano che, in assenza di questo stimolo, possono modificarsi la loro organizzazione interna e alcune funzioni biologiche. Quali sono gli effetti del trattamento sulla microcircolazione? In uno studio clinico condotto sulla fascia toracolombare è stato osservato un aumento temporaneo della microcircolazione locale, fino al 48,7% a distanza di un'ora dal trattamento manuale miofasciale. Questo dato suggerisce un possibile supporto ai processi di perfusione e scambio metabolico dei tessuti. Cosa succede alle cellule immunitarie in assenza di gravità? Studi condotti in condizioni di microgravità hanno osservato che alcune cellule immunitarie possono modificare la propria organizzazione interna, in particolare a livello del citoscheletro e dei filamenti di actina. Questi cambiamenti possono influenzare la loro capacità di movimento e di risposta agli stimoli, suggerendo una possibile riduzione dell'efficienza della risposta immunitaria. Come agisce lo stretching fasciale sull'infiammazione? Ricerche su modelli animali indicano che lo stretching dei tessuti connettivi può accelerare la risoluzione dell'infiammazione e ridurre la fibrosi. Questo suggerisce che il lavoro manuale sulle fasce possa avere un ruolo attivo nella modulazione dei processi riparativi. document.querySelectorAll('.air-faq-trigger').forEach(function(trigger) { trigger.addEventListener('click', function() { var expanded = this.getAttribute('aria-expanded') === 'true'; var bodyId = this.getAttribute('aria-controls'); var body = document.getElementById(bodyId); this.setAttribute('aria-expanded', !expanded); body.classList.toggle('is-open', !expanded); }); }); function airFaqSetAll(open) { document.querySelectorAll('.air-faq-trigger').forEach(function(trigger) { var bodyId = trigger.getAttribute('aria-controls'); var body = document.getElementById(bodyId); trigger.setAttribute('aria-expanded', open); body.classList.toggle('is-open', open); }); } document.getElementById('air-faq-open-all').addEventListener('click', function() { airFaqSetAll(true); }); document.getElementById('air-faq-close-all').addEventListener('click', function() { airFaqSetAll(false); });
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Moderatrice: Marina Blandini, Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Sono intervenuti: Andrea Meynardi - Advanced Rolfer, Rolf Movement practitioner,Osteopata DO.,Docente di Scienze Motorie e sportive Gaia Negro - Osteopata D.O. MSc.Uk, M.C.B.,Insegnante di Pilates Pierpaola Volpones - Chair della Faculty Europea del Rolfing In regia Eleonora Celli, presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia
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Jennifer-Lynn Crawford ha iniziato la danza classica a 16 anni, un'età che nel mondo del balletto professionale viene considerata tardiva. Mentre molte sue coetanee erano già negli organici delle compagnie, lei muoveva i primi passi in classi con tredicenni. L'amore per il movimento era totale, ma la formazione professionale ha lasciato un segno profondo sul suo sistema, su più livelli. Le è stato trasmesso, in modo radicato, che la sua forma fisica fosse "inadeguata" e troppo rigida — priva di quella lassità tissutale comune a molte persone attratte dal balletto, così come delle articolazioni dell'anca che ne facilitano la pratica. L'approccio didattico rigido della scuola che ha frequentato non ha favorito lo sciogliersi di questa corazza protettiva profonda. Anzi, ha generato una domanda destabilizzante: come può qualcosa di così necessario, come danzare, risultare così stressante per il corpo? Il corpo come "oggetto problematico" Anche dopo il passaggio dal balletto alla danza contemporanea, Jennifer-Lynn è rimasta la persona "sempre infortunata". Ha provato diversi percorsi terapeutici, ma è rimasta a lungo in un modello che trattava il corpo come un insieme di parti isolate da correggere — un approccio che non si traduceva in benefici concreti durante la danza. Anche da professionista affermata, la sua relazione con il corpo restava distante: percepito come qualcosa da monitorare costantemente per restare "in forma", più che da abitare pienamente — nonostante il bisogno di connessione che il movimento le dava ogni giorno. Il Rolfing® apre nuove porte sensoriali Cinque anni dopo, Jennifer-Lynn ha sperimentato per la prima volta il Tocco Rolfing. Anche se non ha provato da subito la profondità di connessione che oggi riconosce nel lavoro con un Rolfer®, il suo sistema era così radicato nell'idea del corpo come oggetto e ostacolo che è stato un piccolo miracolo che la prima sessione abbia comunque aperto qualcosa. Attratta dalle possibilità che intuiva nel metodo, ha letto il libro di Ida Rolf e approfondito altre discipline somatiche. Un percorso entusiasmante e insieme spaesante: ha cominciato ad aprire porte verso sensazioni che le sue tensioni abituali avevano tenuto chiuse per anni. La prima serie delle 10 sessioni ha lasciato un'impronta sufficiente per innescare un cambiamento lento ma profondo. Il Rolfing® insegna la stabilizzazione periferica Secondo Jennifer-Lynn, i Rolfer® con esperienza nel mondo della danza hanno una capacità particolare di entrare in relazione con i professionisti del movimento. Racconta un momento di formazione in cui, durante una sessione base, le venne chiesto di "trovare la propria periferia" — un'indicazione che la spiazzò completamente, perché era già così orientata verso l'esterno da non riuscire a comprendere cosa significasse essere "focale". In altri percorsi terapeutici, dettagli come l'orientamento nello spazio, il supporto e i vettori di movimento semplicemente non entravano nella conversazione sul cambiamento. Questa dimensione percettiva, così intrinseca al suo mestiere, l'ha scoperta cognitivamente solo grazie a insegnanti di Rolfing chiari, competenti e compassionevoli. Scoprire l'intera gamma delle proprie capacità Nel mondo della danza — classica, contemporanea o commerciale — gran parte dell'informazione corporea viaggia attraverso un vocabolario centrato sull'estetica. L'informazione percettiva che sta alla base del movimento spesso non viene mai resa esplicita. Molte persone che danzano non conoscono l'intera gamma delle proprie capacità, ancor prima di considerare le richieste performative di certe forme di danza. È qui che il Rolfing® si rivela un dono per chi si muove professionalmente: aiuta a comprendere perché un semplice invito a "stare in piedi" possa risultare straordinariamente complesso, come il sistema nervoso risponda con rapidità sorprendente all'essere osservati da un professionista (mai sottovalutare il potere di una presenza compassionevole per chi si esibisce), e come il sistema risponda in modo significativo a un tocco, una sensazione o un'immagine scelti con precisione e competenza. L'intuizione sensoriale affinata dai Rolfer® Jennifer-Lynn descrive il Rolfing® come la possibilità di abitare ed esplorare la propria struttura fisica, in relazione costante con orientamenti percettivi, ambiente e dinamiche relazionali. Sottolinea come i Rolfer® con esperienza di performer possano sostenere la capacità di sentire — non semplicemente supporre — ciò che un sistema nervoso allenato e aperto è in grado di percepire. Questa sicurezza nella propria intuizione sensoriale, racconta, le è stata trasmessa proprio da professionisti capaci di riconoscerla — dopo anni in cui altri specialisti le avevano detto che "non era possibile" sentire ciò che sentiva durante le manipolazioni. Quando il proprio sistema entra in dialogo con un Rolfer® compassionevole e accogliente, è come un bagno caldo per il sistema nervoso e i tessuti: un modo per ritrovare la strada di casa, lasciando che tutta quell'informazione venga finalmente accolta. Il mondo della danza richiede moltissimo, e gran parte dell'identità professionale di chi lo abita è legata a ciò che si sente e a ciò che si riesce a trasmettere attraverso il proprio corpo. Per questo è essenziale sentirsi accolti, per lasciare andare parte dello 'sforzo' e trovare spazio per il prossimo passo — in dialogo con la Gravità, in ascolto del proprio corpo come soggetto attivo del cambiamento. Fonte: Articolo originale "As a professional dancer, Rolfing® has helped me inhabit my body", pubblicato sul sito dell'European Rolfing Association (ERA) Autrice: Jennifer-Lynn Crawford, danzatrice professionista — Regno Unito Editing originale: Sabine Becker Foto: Camilla Greenwell, David Lindsay, Grace Gelder Adattamento e traduzione: Associazione Italiana Rolfing® (AIR)














